1580

Una città fortezza

Cultura militare e disegno urbano sono i cardini dell’iniziativa del principe per la nuova capitale dello Stato, trasferita da Chambery a Torino nel 1563. Il progetto è concretamente messo in cantiere dai duchi Emanuele Filiberto (1563-1580) e Carlo Emanuele I (1580-1630) e trova la sua prima fase di attuazione nell’ampliamento della città nuova completato da Vittorio Amedeo I (1630-1637).

Fortificare e controllare la città esistente sono gli obiettivi della politica urbana di Emanuele Filiberto che si concretizza nella scelta strategica di collocare la nuova Cittadella e l’insediamento della residenza ducale ai due vertici opposti dell’antico castrum romano: l’imponente fortezza disegnata da Francesco Paciotto e la sede ducale che si attesta nell’area del Bastion verde, rispondono ad esigenze di difesa mentre stringono d’assedio la città di Torino. Un’analoga posizione ambivalente è assunta dal Duca nei confronti della Chiesa: con l’espropriazione del Palazzo del vescovo per farne la propria residenza egli va contro i poteri

forti radicati nella città, ma contemporaneamente favorisce gli ordini religiosi promuovendo l’alleanza con i Gesuiti con la costruzione della chiesa dei Santi Martiri, progettata da Pellegrino Tibaldi.

Carlo Emanuele I può così dedicarsi al progetto della nuova città civile, che ingloba entro un circuito murario a forma di mandorla la vecchia città romana e medievale, quasi triplicandone le dimensioni. Alla prefigurazione dello sviluppo urbano quale specchio del buon governo del sovrano, Carlo Emanuele I affianca altre operazioni di immagine, come la costruzione del santuario per l’ostensione della Sindone volta a rafforzarne il ruolo di difensore dell’ortodossia cattolica. L’intervento più significativo per le residenze della corte è la decorazione della Grande Galleria (1608), che vede un significativo slittamento del progetto: dalla celebrazione genealogica della dinastia sabauda a biblioteca, museo, camera delle meraviglie e raccolta antiquaria.

Giuseppe Dardanello

Temi ed Eventi

Il Municipio nel XVI e XVII secolo

Sotto i Francesi e al ritorno dei Savoia, il Municipio fece di tutto per difendere le proprie prerogative, ma ciò divenne sempre più difficile. Il Consiglio si confermò composto da un ristretto «patriziato».

La peste del 1630

Tra il 1630 e il 1631 a Torino infuriò la peste, la città fu abbandonata da tutte le autorità, solo il Consiglio comunale e i religiosi rimasero a prestare la loro opera in città. Figure fondamentali furono il sindaco Bellezia e il protomedico Fiocchetto.

Emanuele Filiberto in città

Nel 1563 Torino divenne capitale degli Stati sabaudi, crebbe in prestigio e numero di abitanti, ma Emanuele Filiberto diede più importanza alle questioni militari che all’abbellimento della città.

Galleria

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Sopraelevazione degli edifici di piazza Castello. Fotografia di Paolo Mussat Sartor e Paolo Pellion di Persano, 2010. © MuseoTorino
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Tratto del fiume Po che costeggia il Castello del Valentino. Fotografia di Michele D’Ottavio, 2009. © MuseoTorino
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Chiesa di Santa Maria del Monte dei Cappuccini. Fotografia di Paolo Mussat Sartor e Paolo Pellion di Persano, 2010. © MuseoTorino
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Piazza San Carlo. Fotografia di Paolo Mussat Sartor e Paolo Pellion di Persano, 2010. © MuseoTorino
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Castello del Valentino. Fotografia di Paolo Mussat Sartor e Paolo Pellion di Persano, 2010. © MuseoTorino

Soggetti

Carlo Emanuele I (1562-1630)

Il lungo ducato di un signore perennemente in guerra costò esborsi economici non indifferenti alla città, per la quale, però, Carlo Emanuele decise il primo ampliamento.

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Francesco Paciotto (Urbino 1521 - 1591)

Ingegnere militare attivo nella “scuola” di Emanuele Filiberto. Famoso in tutta Europa, realizza la Cittadella di Torino.

Altri luoghi

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Castello del Drosso

Antico insediamento rurale cistercense munito di robuste mura e torri dalla famiglia dei Vagnone nel corso del Trecento, divenne nel Cinquecento dimora gentilizia dei Gromis di Trana senza tuttavia perdere i caratteri esteriori di fortificazione.

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