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I Soggetti

Tra Restaurazione e sviluppo

Ignazio Michelotti

Ingegnere idraulico, costruttore del canale omonimo soppresso nel 1936. Fu socio dell'Accademia delle Scienze dal 1791.

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Giuseppe Talucchi (Torino, 1782-1863)

Architetto, allievo di Ferdinando Bonsignore, è tra gli esponenti dello stile Neoclassico in Piemonte. Tra le gli edifici progettati a Torino: l'Ospedale San Luigi, ora sede dell'Archivio di Stato, 1818-33; il completamento del Collegio dei Nobili, poi Accademia delle Scienze, 1818-24; il completamento della chiesa di San Filippo Neri, 1824; la Rotonda cioè l'edificio per la scuola di Latinità, 1826- 1828; l'Ospedale dei Pazzerelli, 1828; il portale dell'Università in via Verdi, 1834; il Palazzo Ferrero di Ormea.

Giuseppe Vernazza (Alba 1745 - Torino 1822)

Storico e bibliografo. Membro della Accademia delle Scienze di Torino. Sua opera: Dizionario dei tipografi che fiorirono negli stati di terraferma e più specialmente in Piemonte.

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Giuseppe Siccardi (Verzuolo 3 ottobre 1802 - Torino 29 ottobre 1857)

Giurista e uomo politico piemontese. Ministro della Giustizia dal 1849 al 51, presentò il 25 febbraio 1850 il progetto di leggi che sopprimevano i privilegi del clero e il foro ecclesiastico (leggi Siccardi).

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Pio Istituto della Divina Provvidenza

La prima fondazione della grande opera caritativa di san Giuseppe Cottolengo, il cosiddetto "ospedaletto della Volta Rossa", avvenne nel 1828 a pochi passi dalla Chiesa del Corpus Domini.

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Vincenzo Gioberti (Torino 5 aprile 1801 - Parigi 26 ottobre 1852)

Uomo politico e filosofo. Costretto a esulare nel 1833, scrisse a Bruxelles Del primato morale e civile degli italiani (1843) che elabora il programma federalista cattolico (neoguelfismo). Tornato a Torino fu ministro e capo del governo ('48-'49). In campo filosofico elaborò l'"ontologismo", in polemica con il soggettivismo della filosofia moderna.

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Carlo Promis (Torino 1808 - 1873)

Archeologo, architetto e storico dell'architettura. Valente archeologo, insegnò Architettura alla Scuola di ingegneria di Torino. A lui si deve la sistemazione di piazza Carlo Felice e del parco Cavalieri di Vittorio Veneto a Torino.

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Silvio Pellico (Saluzzo 24 giugno 1789 - Torino 31 gennaio 1854)

Scrittore e patriota. Redattore capo del "Conciliatore", fu processato come carbonaro (1820) e condannato a 20 anni di carcere allo Spielberg (venne graziato nel 1830). Da questa esperienza, vissuta con cristiana rassegnazione, nacquero "Le mie prigioni" (1832). Scrisse anche versi e tragedie ("Francesca da Rimini"* 1815).

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Cesare Balbo (Torino, 1789-1853)

Storico e uomo politico cattolico-liberale. Con Le speranze d'Italia (1844) impostò il problema dell'indipendenza italiana sotto l'egemonia piemontese. Nel 1848 guidò il primo ministero costituzionale piemontese.

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Giuseppe Cafasso (Castelnuovo Don Bosco, 1811 - Torino, 1860)

Uno dei Santi Sociali di Torino: è conosciuto a Torino come “Preive dla forca”, perché il suo ministero si svolge tutto secondo il concetto, dettato da Cristo, dell’amore verso il prossimo, i derelitti, i carcerati, i condannati a morte.  

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Guglielmo Pepe (Squillace 13 febbraio 1783 - Torino 8 agosto 1855)

Generale e uomo politico. Ufficiale della Repubblica Napoletana, combattè poi con Napoleone e, dopo la Restaurazione, nell'esercito borbonico; nel moto carbonaro del '20 ebbe dal governo costituzionale il comando dell'esercito. Esule dopo l'intervento austriaco, diresse la resistenza di Venezia nel 1849.

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Giulia di Barolo (Monlevrier, Francia, 1785 - Torino, 1864)

Francese, nata Colbert, andò in sposa a Tancredi Falletti marchese di Barolo, ricco patrizio torinese di sentimenti umanitari. Fu donna pia, caritatevole, benefattrice generosissima. Rivolse le sue cure in particolare alle donne traviate e alle carcerate. Fondò, versando sue sostanze, l'"Opera Pia Barolo" che sussiste tuttora: asili infantili, istituti scolastici, pensionati per anziani, istituti di assistenza per operai, un ospedaletto di cura per l'infanzia. Offrì ospitalità nel suo palazzo a Silvio Pellico reduce dalle carceri austriache dello Spielberg, che vi rimase come bibliotecario, ospite per vent'anni, e morì nel palazzo stesso. Le spoglie di Giulia di Barolo riposano nella chiesa di Santa Giulia, la costruzione della quale essa promosse versando per la realizzazione un'ingente somma.

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Bernardino Drovetti (Barbania 1776 - Torino 1852)

Diplomatico e archeologo francese di origine italiana. Alto ufficiale nell'esercito napoleonico, fu console generale di Francia in Egitto durante l'impero di Napoleone e di nuovo durante la Restaurazione (1803-30). Appassionato di antichità, raccolse una straordinaria quantità di opere egizie che furono acquistate in parte dal re Carlo Felice nel 1824.

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Carlo Marocchetti (Torino 1805 - Passy 1867)

Scultore. Ricco di accenti espressivi è il monumento equestre a Emanuele Filiberto (1838, Torino, piazza San Carlo), considerato il suo capolavoro, dove gli effetti di movimento e di luce si intensificano nel rilievo del basamento con la "Battaglia di San Quintino". Trasferitosi a Londra nel 1848, vi acquistò fama, eseguendo tra l'altro i monumenti a "Riccardo Cuor di Leone" (1854) e al "Duca di Wellington" (Glasgow).

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Giuseppe Benedetto Cottolengo (Bra, Cuneo, 1786 - Chieri, Torino, 1842)

Canonico della chiesa del Corpus Domini, dedica la sua vita all’assistenza dei derelitti e fonda la più famosa delle opere di carità ancor oggi esistenti: la Piccola Casa della Divina Provvidenza.

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Gustavo Modena (Venezia 1803 - Torino 1861)

Attore drammatico e patriota. All'attività teatrale alternò l'attività politica (partecipò ai moti rivoluzionari del 1831, collaborò con Mazzini e si impegnò nella Prima guerra d'indipendenza). Oltre a scritti e discorsi politici e teatrali, ha lasciato un importante Epistolario (1955).

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Alessandro Antonelli (Ghemme, Novara, 1798 - Torino, 1888)

Architetto. Innovatore nell'ambito dell'eclettismo, è noto per la Mole Antonelliana (1863, alta metri 168) di Torino e per la Cupola di San Gaudenzio a Novara (1841), opere in cui sperimentò una tecnica costruttiva con tiranti in ferro nella tessitura laterizia.

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Ferrante Aporti (San Martino dell'Argine 1791 - Torino 1858)

Pedagogista. Fondò in Italia gli asili per bambini su basi meno astratte di quelle adottate da Frobel. Esiliato in Austria nel 1848, venne in Piemonte, dove fu rettore dell'Università di Torino. Opere principali: Manuale di educazione e ammaestramento per le scuole infantili (1834), Elementi di pedagogia (1847).

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Camillo Benso, conte di Cavour (Torino 10 agosto 1810 - 6 giugno 1861)

Uomo politico, Ministro dell'Agricoltura e del Commercio e delle Finanze, perseguì una politica liberoscambista. Dopo la rottura delle relazioni diplomatiche con l'Austria, strinse i tempi di un accordo con la Francia (accordi di Plombieres, '58) preludio alla Seconda guerra d'indipendenza (1859). L'inatteso armistizio tra Napoleone III e l'imperatore austriaco a Villafranca, causò le sue dimissioni. Tornato al governo ('60) realizzò le annessioni in Italia centrale. Morì dopo la proclamazione del Regno d'Italia mentre ricercava un negoziato sulla questione romana (libera Chiesa in libero Stato).

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Carlo Alberto di Savoia (Torino 2 ottobre 1798 - Oporto 28 luglio 1849)

Re di Sardegna. Figlio di Carlo Emanuele di Savoia Carignano, durante la rivoluzione del 1821 assunse la reggenza dopo l'abdicazione di Vittorio Emanuele I e promulgò una costituzione liberale. Sconfessato dal nuovo re, lo zio Carlo Felice, si spostò su posizioni reazionarie, reprimendo la cospirazione mazziniana della Giovine Italia (1833), ma in seguito si avvicinò ai settori anti austriaci e liberali, concedendo lo Statuto (5/3/1848) e dichiarando guerra all'Austria dopo l'insurrezione milanese delle Cinque giornate. Sconfitto a Custoza (25/7/48) e a Novara (23/3/49), abdicò in favore del figlio Vittorio Emanuele II.

Barnaba Panizza (Torino 1806 - 1895)

Architetto, tra i più affermati del tempo, soprattutto a partire dal 1840; a lui si devono i progetti e la direzione di notevoli fabbriche in Torino. Fu consigliere ed assessore ai lavori pubblici del Comune di Torino dal 1860 al 1865.

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Carlo Felice di Savoia (Torino 6 aprile 1765 - 27 aprile 1831)

Re di Sardegna. Figlio di Vittorio Amedeo III, fu vicerè di Sardegna dal 1799 al 1821, iniziandovi importanti riforme e lottando contro il brigantaggio. Scoppiato nel 1821 il moto liberale in Piemonte, accettò dal fratello Vittorio Emanuele I la corona regia e, trovandosi a Modena, ingiunse al reggente Carlo Alberto la revoca della costituzione da lui concessa. Convinto assolutista, governò con mitezza, concedendo moderate riforme in campo civile e giudiziario.

Ferdinando Bonsignore (Torino 1760 - 1843)

Architetto neoclassico. La sua opera più nota è la chiesa della Gran Madre di Dio a Torino (1818-31), innalzata per il ritorno al trono del re Vittorio Emanuele I e chiaramente ispirata a edifici della Roma classica.

Ilarione Petitti (Torino 1790 - 1850)

Conte, uomo politico e scrittore. Studioso dei problemi economico sociali del Piemonte e membro del Consiglio di Stato sotto il regno di Carlo Alberto, collaborò alla formazione dei nuovi codici sardi. Tra le sue opere di politica e di economia: Delle strade ferrate italiane (1845).

Felice Rignon (Torino 1829 - 1914)

Sindaco di Torino per oltre un decennio, consigliere comunale per quarant'anni.

Vincenzo Vela (Ligornetto Ticino 1820 - 1891)

Scultore di origine svizzera. Nacque a Ligornetto Ticino il 3 maggio 1820. Studiò all'Accademia di Brera. Combattè nella campagna italiana del 1848 contro l'Austria e volle esprimere i suoi ideali libertari anche in arte, scolpendo la statua Spartaco (Ginevra). Visse a lungo a Torino dove insegnò all'Accademia fino al 1867. Appartengono a questi anni numerose opere celebrative tra cui il Monumento all'esercito sardo (Torino). La sua opera più famosa: Vittime del lavoro (1883, Roma, Galleria nazionale d'arte moderna). Morì il3 ottobre 1891.

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