I Temi e gli Eventi

La capitale morale d'Italia

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Nuovo quartiere di Vanchiglia

Il Piano d’ingrandimento della capitale (1851-1852) dell’architetto Carlo Promis decretò il risanamento dell’area, afflitta da gravi cause di insalubrità, e la sua progressiva urbanizzazione, con l’avvento di interessanti edifici fra cui primeggia la Mole Antonelliana.

L'emarginazione e l'assistenza

Con l’aumentare dell’immigrazione dalle campagne verso Torino peggiorarono le condizioni di vita urbana. Le risposte di ordine pubblico e igiene non tardarono, così come gli interventi nell’ambito dell’assistenza.

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Nuovo quartiere di San Salvario

Espansione della città a est della linea ferroviaria e a sud di corso Vittorio Emanuele II, San Salvario nacque come quartiere residenziale nella seconda metà dell’Ottocento.

La città industriale

Tra il 1864 e il 1884 Torino disegnò il suo futuro di capitale industriale italiana. Tra le difficoltà che dovette affrontare per permettere lo sviluppo delle attività produttive ebbe un ruolo decisivo l'approvvigionamento di energia.

Espansione nella zona di Porta Susa e lottizzazione della prima Piazza d'Armi

Espansione occidentale e meridionale della città nelle zone di localizzazione delle due stazioni ferroviarie principali, a partire dagli anni Cinquanta dell’Ottocento.  

Criminalità e igiene

Torino aderisce al modello ottocentesco di grande «città pericolosa», con aree degradate in cui fioriscono il disagio sociale e la criminalità. Nell'ultimo quarto del secolo cresce l'attenzione per la salubrità pubblica.

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Cinta daziaria del 1853

La prima cinta daziaria torinese è costruita per ragioni fiscali ma influenza anche lo sviluppo urbanistico successivo. Fuori di essa nascono infatti numerose borgate, protagoniste della prima industrializzazione della città.

La città pericolosa

La Torino ottocentesca fu sottoposta a sistematici controlli di polizia per contenere crimini, classi pericolose e poveri, un compito cui collaborano pure le associazioni caritative e d’assistenza.

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Regio Museo Industriale

Nonostante parecchie difficoltà, nel diciannovesimo secolo Università e sistema culturale torinese promossero e potenziarono gli studi scientifici, cosa che agevolò la trasformazione della città in polo industriale-produttivo.

La cinta daziaria e le barriere

Nel corso dell'Ottocento il centro urbano si estese progressivamente. Abbattute le mura, le successive cinte daziarie ne ridisegnarono i limiti.

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