I Soggetti

La capitale morale d'Italia

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Leonardo Murialdo (Torino, 1828-1900)

Sacerdote, pioniere dell’educazione a favore dei giovani lavoratori, il suo nome è legato in particolare al Collegio degli Artigianelli. Nel 1970 è stato santificato.

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Giuseppe Talucchi (Torino, 1782-1863)

Architetto, allievo di Ferdinando Bonsignore, è tra gli esponenti dello stile Neoclassico in Piemonte. Tra le gli edifici progettati a Torino: l'Ospedale San Luigi, ora sede dell'Archivio di Stato, 1818-33; il completamento del Collegio dei Nobili, poi Accademia delle Scienze, 1818-24; il completamento della chiesa di San Filippo Neri, 1824; la Rotonda cioè l'edificio per la scuola di Latinità, 1826- 1828; l'Ospedale dei Pazzerelli, 1828; il portale dell'Università in via Verdi, 1834; il Palazzo Ferrero di Ormea.

Odoardo Tabacchi (Ardena, Varese 1836 - Milano 1905)

Scultore. Studiò presso la Accademia di Brera, completando poi la sua formazione a Firenze e a Roma. Lavorò a Milano per il monumento a Cavour (1865). Tra le sue opere più importanti si ricordano il monumento ad Arnaldo da Brescia (Brescia), quello a Garibaldi (Torino), la Dolente per la tomba Omodeo (Milano, Cimitero Monumentale).

Giovanni Duprè (Siena 1817 - Firenze 1882)

Scultore. Allievo di L. Magi, fu protetto da L.Bartolini del quale seguì l'indirizzo. Nel 1842 compì la sua opera più famosa La morte di Abele (Firenze, Galleria d'Arte Moderna), in cui il verismo del modellato contrastava con il classicismo accademico allora imperante. Da ricordare anche la sua Saffo (Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna) e la Pietà (Siena, Cimitero della Misericordia).

Domenico Carutti (Cumiana 1821 - 1909)

Storico e uomo politico. Esordì con opere di narrativa (Delfina Bolzi, 1840), ma dopo i fatti del 1848 si dedicò sia alla politica attiva sia alla storia politica di casa Savoia. Deputato, poi senatore (1889), espose le sue teorie politiche in Dei principi del governo libero (1852); le opere più notevoli sono la Storia del regno di Carlo Emanuele III (1859) e la Storia della diplomazia della casa di Savoia (1875-85).

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Giuseppe Siccardi (Verzuolo 3 ottobre 1802 - Torino 29 ottobre 1857)

Giurista e uomo politico piemontese. Ministro della Giustizia dal 1849 al 51, presentò il 25 febbraio 1850 il progetto di leggi che sopprimevano i privilegi del clero e il foro ecclesiastico (leggi Siccardi).

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Vincenzo Gioberti (Torino 5 aprile 1801 - Parigi 26 ottobre 1852)

Uomo politico e filosofo. Costretto a esulare nel 1833, scrisse a Bruxelles Del primato morale e civile degli italiani (1843) che elabora il programma federalista cattolico (neoguelfismo). Tornato a Torino fu ministro e capo del governo ('48-'49). In campo filosofico elaborò l'"ontologismo", in polemica con il soggettivismo della filosofia moderna.

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Carlo Promis (Torino 1808 - 1873)

Archeologo, architetto e storico dell'architettura. Valente archeologo, insegnò Architettura alla Scuola di ingegneria di Torino. A lui si deve la sistemazione di piazza Carlo Felice e del parco Cavalieri di Vittorio Veneto a Torino.

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Giuseppe Cafasso (Castelnuovo Don Bosco, 1811 - Torino, 1860)

Uno dei Santi Sociali di Torino: è conosciuto a Torino come “Preive dla forca”, perché il suo ministero si svolge tutto secondo il concetto, dettato da Cristo, dell’amore verso il prossimo, i derelitti, i carcerati, i condannati a morte.  

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Giulia di Barolo (Monlevrier, Francia, 1785 - Torino, 1864)

Francese, nata Colbert, andò in sposa a Tancredi Falletti marchese di Barolo, ricco patrizio torinese di sentimenti umanitari. Fu donna pia, caritatevole, benefattrice generosissima. Rivolse le sue cure in particolare alle donne traviate e alle carcerate. Fondò, versando sue sostanze, l'"Opera Pia Barolo" che sussiste tuttora: asili infantili, istituti scolastici, pensionati per anziani, istituti di assistenza per operai, un ospedaletto di cura per l'infanzia. Offrì ospitalità nel suo palazzo a Silvio Pellico reduce dalle carceri austriache dello Spielberg, che vi rimase come bibliotecario, ospite per vent'anni, e morì nel palazzo stesso. Le spoglie di Giulia di Barolo riposano nella chiesa di Santa Giulia, la costruzione della quale essa promosse versando per la realizzazione un'ingente somma.

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Quintino Sella (Sella di Mosso, Biella, 7 luglio 1827 - Biella 14 marzo 1884)

Ministro delle Finanze (1862-65 e 1869-73) puntò al pareggio del bilancio statale con un programma di economie "fino all'osso" e il ricorso all'imposizione indiretta (tassa sul macinato). Nato in una famiglia di industriali lanieri del Biellese, svolse attività accademica e teorica nei campi della Geometria e della mMneralogia. Appassionato alpinista, fondò il Club Alpino Italiano (1863). 

Francesco Gonin (Torino 1808 - Giaveno 1889)

Pittore e incisore. Più che la sua opera pittorica è interessante la sua attività di acquafortista e litografo. Famose soprattutto le illustrazioni per I promessi sposi e per la Storia della colonna infame, che eseguì su commissione del Manzoni.

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Carlo Marocchetti (Torino 1805 - Passy 1867)

Scultore. Ricco di accenti espressivi è il monumento equestre a Emanuele Filiberto (1838, Torino, piazza San Carlo), considerato il suo capolavoro, dove gli effetti di movimento e di luce si intensificano nel rilievo del basamento con la "Battaglia di San Quintino". Trasferitosi a Londra nel 1848, vi acquistò fama, eseguendo tra l'altro i monumenti a "Riccardo Cuor di Leone" (1854) e al "Duca di Wellington" (Glasgow).

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Gustavo Modena (Venezia 1803 - Torino 1861)

Attore drammatico e patriota. All'attività teatrale alternò l'attività politica (partecipò ai moti rivoluzionari del 1831, collaborò con Mazzini e si impegnò nella Prima guerra d'indipendenza). Oltre a scritti e discorsi politici e teatrali, ha lasciato un importante Epistolario (1955).

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Alessandro Antonelli (Ghemme, Novara, 1798 - Torino, 1888)

Architetto. Innovatore nell'ambito dell'eclettismo, è noto per la Mole Antonelliana (1863, alta metri 168) di Torino e per la Cupola di San Gaudenzio a Novara (1841), opere in cui sperimentò una tecnica costruttiva con tiranti in ferro nella tessitura laterizia.

Severino Grattoni (Cervesina 1816 - Torino 1876)

Ingegnere. Studiò a Torino, alunno di Plana; insegnò poi a Biella. Più avanti ingegnere delle ferrovie e quindi deputato. Il suo nome è legato all'impresa del traforo del Frejus.

Camillo Riccio (Torino 1838 - 1899)

Ingegnere e architetto, dal 1895 assessore comunale ai lavori pubblici. Direttore dei lavori all'Esposizione del 1884. Partecipò ai progetti di restauro di pubblici edifici (palazzi Carignano e Cisterna, Santuario di Vicoforte). A lui si devono le case Boasso di piazza Bodoni, la "Martini & Rossi", la Galleria Nazionale, il Teatro Sociale a Biella.

Germano (Germain) Sommeiller (Saint-Jeoire-en-Faucigny, 15 febbraio 1815 – 11 luglio 1871)

Ingegnere francese. Insieme a S. Grandis e S. Grattoni, progettò e diresse i lavori per il traforo del Frejus, che fu aperto al pubblico nel 1871. Per tale impresa ebbe modo di inventare macchine particolari come il compressore a colonna e a tromba e la perforatrice. Collaborò anche ad altri importanti lavori, quali la prima ferrovia americana dall'Atlantico al Pacifico e il taglio dell'istmo di Suez.

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Regio Museo Industriale

Scuola superiore di istruzione tecnica di importanza nazionale, il Museo Industriale costituì una dei poli della ricerca scientifica torinese nell’Ottocento. Nel 1906, dalla sua fusione con la Scuola di applicazione per gli ingegneri, nacque il Politecnico.

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Camillo Benso, conte di Cavour (Torino 10 agosto 1810 - 6 giugno 1861)

Uomo politico, Ministro dell'Agricoltura e del Commercio e delle Finanze, perseguì una politica liberoscambista. Dopo la rottura delle relazioni diplomatiche con l'Austria, strinse i tempi di un accordo con la Francia (accordi di Plombieres, '58) preludio alla Seconda guerra d'indipendenza (1859). L'inatteso armistizio tra Napoleone III e l'imperatore austriaco a Villafranca, causò le sue dimissioni. Tornato al governo ('60) realizzò le annessioni in Italia centrale. Morì dopo la proclamazione del Regno d'Italia mentre ricercava un negoziato sulla questione romana (libera Chiesa in libero Stato).

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Carlo Alberto di Savoia (Torino 2 ottobre 1798 - Oporto 28 luglio 1849)

Re di Sardegna. Figlio di Carlo Emanuele di Savoia Carignano, durante la rivoluzione del 1821 assunse la reggenza dopo l'abdicazione di Vittorio Emanuele I e promulgò una costituzione liberale. Sconfessato dal nuovo re, lo zio Carlo Felice, si spostò su posizioni reazionarie, reprimendo la cospirazione mazziniana della Giovine Italia (1833), ma in seguito si avvicinò ai settori anti austriaci e liberali, concedendo lo Statuto (5/3/1848) e dichiarando guerra all'Austria dopo l'insurrezione milanese delle Cinque giornate. Sconfitto a Custoza (25/7/48) e a Novara (23/3/49), abdicò in favore del figlio Vittorio Emanuele II.

Sebastiano Grandis (San Dalmazzo 1817 - Torino 1892)

Ingegnere civile. Progettò insieme a Grattoni e Sommeiller, la galleria del Frejus attraverso il Moncenisio. Svolse ricerche sulle applicazioni dell'aria compressa nelle perforatrici.

Leonardo Bistolfi (Casale Monferrato 1859 - Torino 1933)

Scultore. Scolpì soprattutto monumenti funerari e pubblici. Angelo della morte (tomba Braida, Torino), La sposa della morte (Frascarolo Lomellina), Bellezza della morte (Borgo San Dalmazzo). Più tardi si volse verso un recupero di modi rinascimentali, come nel Sacrificio per il monumento a Vittorio Emanuele II a Roma.

Giovanni Notta (Torino 1802 - 1877)

Sindaco di Torino dal 1852 al 1860, deputato al Parlamento, senatore.

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Vittorio Emanuele II (Torino 14 marzo 1820 - Roma 9 gennaio 1878)

Re di Sardegna (1849-61), Re d'Italia (1861-78). Dopo l'abdicazione del padre Carlo Alberto negoziò con l'Austria l'armistizio di Vignale. Non revocò lo Statuto (il Re Galantuomo), anche se intervenne di frequente nella politica interna, sostituendosi più volte allo stesso Cavour e appoggiando, dopo la sua morte, governi di destra. Contro il parere dei suoi ministri, volle essere comandante supremo nella Seconda e nella Terza guerra d'Indipendenza. La presa di Roma lo consacrò "Padre della Patria": colui che aveva coronato il Risorgimento.

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Alfonso Ferrero della Marmora (Torino 1804 - Firenze 1878)

Generale e uomo politico, fratello di Alessandro. Ministro della Guerra (1849-60) riorganizzò l'esercito piemontese e comandò la spedizione di Crimea (1855-56). Presidente del Consiglio (1859; 1864-66). Capo dell'esercito nella Terza guerra d'indipendenza (1866), sconfitto a Custoza, si ritirò a vita privata.

Carlo Ceppi (Torino, 1829-1921)

Architetto. Allievo di Carlo Promis. Esponente del gusto eclettico della seconda metà del secolo XIX, fu attivo soprattutto a Torino: stazione di Porta Nuova (1866-68) in collaborazione con A. Mazzucchetti; chiesa del Sacro Cuore di Maria (1884-89); case dell'impresa Bellia in via P. Micca (1894-98, con l'impiego, precoce in Italia, del cemento armato).

Barnaba Panizza (Torino 1806 - 1895)

Architetto, tra i più affermati del tempo, soprattutto a partire dal 1840; a lui si devono i progetti e la direzione di notevoli fabbriche in Torino. Fu consigliere ed assessore ai lavori pubblici del Comune di Torino dal 1860 al 1865.

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Amedeo Peyron (Torino 2 ottobre 1785 - 27 aprile 1870)

Orientalista e filologo. Professore di Letterature orientali e classiche all'Università di Torino, fu senatore del Regno Subalpino (1848) e dal 1854 membro dell'Istitut de France. Scrisse: Lexicon linguae copticae (1835), Gramatica linguae copticae (1841).

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Alfredo d'Andrade (Lisbona 1839 - Genova 1915)

Architetto e pittore di origini portoghesi, fece parte della "scuola di Rivara" e si dedicò allo studio e al restauro di edifici medievali. Fu Direttore dell’Ufficio Regionale per i Monumenti del Piemonte e della Liguria e fra gli ideatori del borgo medievale di Torino.

Felice Rignon (Torino 1829 - 1914)

Sindaco di Torino per oltre un decennio, consigliere comunale per quarant'anni.

Vincenzo Vela (Ligornetto Ticino 1820 - 1891)

Scultore di origine svizzera. Nacque a Ligornetto Ticino il 3 maggio 1820. Studiò all'Accademia di Brera. Combattè nella campagna italiana del 1848 contro l'Austria e volle esprimere i suoi ideali libertari anche in arte, scolpendo la statua Spartaco (Ginevra). Visse a lungo a Torino dove insegnò all'Accademia fino al 1867. Appartengono a questi anni numerose opere celebrative tra cui il Monumento all'esercito sardo (Torino). La sua opera più famosa: Vittime del lavoro (1883, Roma, Galleria nazionale d'arte moderna). Morì il3 ottobre 1891.

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