I Temi e gli Eventi

Da città a metropoli

Il dopoguerra e la ricostruzione

Nei difficili e frenetici anni che seguirono la fine della guerra ci si impegnò per ridare un volto normale alla città e per risolverne i problemi più pressanti quali il rifacimento delle infrastrutture distrutte, la carenza di case e tutte le attività lavorative da rilanciare.

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La popolazione torinese nel Novecento

Per tutto il secolo la popolazione di Torino aumentò costantemente, con la sola, tragica, parentesi degli anni della Seconda guerra mondiale. Ragione di questa crescita continua fu soprattutto l’immigrazione.

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La Falchera

Episodio simbolico nel panorama architettonico e urbanistico del dopoguerra a Torino: l’ideale di un quartiere autosufficiente si scontra con la realtà dell’emarginazione dalla città.

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Mirafiori Sud

L’epopea della prefabbricazione pesante e della modernizzazione trova spazio nella periferia sud della città.

Piastre industriali dell’area nord

Negli anni Sessanta la crescita economica della città si lega in modo sempre più stretto ai territori della prima cintura, assottigliando le zone agricole che costituiscono i confini naturali tra città e campagna.

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Le Vallette

Viale dei Mughetti, via dei Gladioli, via delle Primule, via delle Pervinche, corso Ferrara, corso Molise. Nell’immaginario torinese il quartiere delle Vallette significa ben presto luogo di segregazione e degrado sociale, nonostante la qualità degli interventi progettati dai 45 architetti coinvolti nella costruzione di un nuovo pezzo di città.

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Centro Europa

Un quartiere di edilizia convenzionata che tenta metodi di prefabbricazione nuovi da applicare poi su vasta scala; programma disatteso nelle successive esperienze di edilizia convenzionata.Sorto in seguito alla convenzione stipulata fra la fabbrica UPIR e il Comune di Torino ai sensi della legge 167, il Centro Europa fu articolato in grandi edifici a undici piani fuori terra realizzati tramite un sistema di prefabbricazione che consentì una sensibile riduzione dei costi.  

Vittorio Valletta e la fabbrica

Negli anni del boom economico Torino divenne progressivamente la «città dell’auto», che, direttamente o indirettamente, lavorava e produceva per la Fiat.

I quotidiani nella seconda metà del Novecento

Per buona parte del secondo ’900 due testate, "La Stampa" e la "Gazzetta del popolo", si divisero l’attenzione dei Torinesi, fino a quando la seconda, negli anni ottanta, non terminò le pubblicazioni.

Gli anni del terrorismo

Dopo una meno nota stagione di terrorismo di destra, dalla metà degli anni ’70 e per un decennio, Torino fu travagliata soprattutto dagli attentati di BR e Prima linea.

Il "miracolo economico"

Nel giro di un ventennio Torino visse un dirompente sviluppo, trainato soprattutto dall’industria metalmeccanica (automobilistica) ma non solo. Si moltiplicò la produzione, aumentarono i salari e i consumi, ma allo stesso tempo non mancarono neppure i problemi.

Il Municipio nel Novecento

Il governo della città, dalle amministrazioni dell’immediato dopoguerra, attraverso l’epoca democristiana e di centro-sinistra, sino all’epoca Novelli, allo scandalo pre-tangentopoli del 1983 e alle Giunte attuali.

Il sindacato e la fabbrica dagli anni Cinquanta al 1980

Dopo aver attraversato un periodo incerto sino alla soglia degli anni ’60, il movimento sindacale e le rivendicazioni dei lavoratori conobbero il loro periodo più intenso nei venti anni successivi, una stagione che si chiuse nel 1980.

L'immigrazione dal Meridione

In poco più di vent’anni a Torino giunsero centinaia di migliaia di immigrati, un fenomeno epocale che creò problemi e contrasti, nonostante l'impellente necessità di manodopera della grande industria.

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