Scheda: Luogo - Tipo: Edifici

Stabilimento ex Wamar

Ex stabilimento Wamar. Fotografia di Giuseppe Beraudo, 2010

Stabilimento della ex fabbrica di prodotti dolciari Società s.a. Wamar, in precedenza occupato dal Cotonificio Hofmann.

 


Indirizzo: Lat: 45.090937 Long: 7.68151

Costruzione: XX Sec. (1900-1999 )
fine

Ampliamento: 1937

Bombardamento: 13 Luglio 1943

Variazione: 1980

    Tag

  • bombardamenti

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  • rifugio antiaereo
  • bombardamento
  • fabbrica

    Indice



Lo stabilimento del biscottificio Wamar, acronimo del nome del proprietario e fondatore Walter Marchisio, sorgeva in parte sull’area già occupata dal cotonificio Hofmann, in via Vigevano 48, via Parella 6A, angolo via Cervino, in uno stabilimento di 3, 2, 1 piani fuori terra in muratura con volte e solette con capriate in legno e copertura in tegole.

L'industria, già nel 1911, impiegava 432 dipendenti.

Negli Anni Trenta Walter Marchisio forte di notevoli commesse militari impianta il biscottificio utilizzando ed ampliando i locali già adibiti a tintoria dal cotonificio occupando quasi l’intero isolato compreso tra corso Vigevano, via Parella, via Cervino, via Gressoney.

Danneggiato dai bombardamenti aerei della Seconda Guerra Mondiale - distruzione totale di 25 dei 46 locali di cui si componeva, proseguì tuttavia l’attività.

A testimonianza di quegli anni, coloro che transitano sul corso Vigevano, agevolmente possono rilevare la presenza di un rifugio antiaereo nel cortile tra corso Vigevano e via Gressoney; il rifugio, utilizzato durante il periodo bellico sia dai dipendenti della Wamar che dagli abitanti delle case vicine, è ancora presente nel sottosuolo anche se l’accesso è impraticabile. Si intravedono la scalinata di ingresso circondata da una cancellata e l’uscita di emergenza e presa d’aria sotto una cuspide ogivale in cemento armato.

Negli Anni Sessanta la Wamar era famosa per alcuni prodotti quali i biscotti Oswego e i cosiddetti Biscotti della Salute, antesignani delle attuali fette biscottate e per i panettoni che produceva anche per altri marchi.

La produzione proseguì fino alla chiusura definitiva avvenuta nel 1980. Attualmente l’edificio, strutturalmente intatto, accoglie fra le sue mura diverse piccole imprese artigianali commerciali e di servizio.

La presa d’aria del rifugio antiaereo. Fotografia di Giuseppe Beraudo, 2009. La presa d’aria del rifugio antiaereo. Fotografia di Giuseppe Beraudo, 2009.
L’ingresso al rifugio antiaereo nel cortile. Fotografia di Giuseppe Beraudo, 2009. L’ingresso al rifugio antiaereo nel cortile. Fotografia di Giuseppe Beraudo, 2009.

    Bibliografia


  • Guidi, Guido, Le industrie torinesi danneggiate da eventi bellici, in «Torino. Rivista mensile municipale», A. XXV, n. 10, ottobre, 1949, Torino, pp. 25-34
  • Il sogno della città industriale. Torino tra Ottocento e Novecento, Fabbri, Milano 1994
  • Castrovilli, Angelo - Seminara, Carmelo, Storia della Barriera di Milano: 1852-1945, Associazione culturale Officina della memoria, Torino 2004
  • Berta, Giuseppe (a cura di), Torino industria: persone, lavoro, imprese, Archivio storico della Città di Torino, Torino 2008

    Sitografia


  • http://www.storiaindustria.it/repository/fonti_documenti/biblioteca/testi/Testo_Industria_comunita_locale.pdf
  • http://www.istoreto.it/didattica/scopritorino_industria_0203.pdf

    Fonti Archivistiche


  • Archivio Edilizio della Città di Torino, maglia 892, Biscottificio Wamar via Parella 6
  • Archivio Storico della Città di Torino, Censimento industriale 1911
  • ASCT, Fondo danni di guerra, inv. 1723 cart. 36 fasc. 29 n. ord. 3

    Ente Responsabile


  • Officina della Memoria
  • Museo Diffuso della Resistenza della Deportazione della Guerra dei Diritti e della Libertà

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