Scheda: Tema - Tipo: Amministrazione pubblica

Circoscrizione 7, Aurora - Vanchiglia - Sassi - Madonna del Pilone

Il suo territorio è ampio (è suo il 50% della collina torinese) e alterna poche zone degradate, alcune aree di edilizia popolare, molti edifici di qualità o di grande pregio. Nata a lato del centro città e lungo la Dora, ha sviluppato l’originaria vocazione di luogo di lavoro, mercati, accesso al centro città.


Inizio: 1983

1. La Circoscrizione

E' nata dall’unione dei Consigli di quartiere 7, 8, 21. Il quartiere 21 comprendeva: Superga e alta collina, Mongreno, Regalie, Borgata Rosa, Sassi, Madonna del Pilone. Il Quartiere 8 comprendeva: Vanchiglietta e Vanchiglia. Il Quartiere 7 comprendeva: Rossini, Borgo Dora-Valdocco, Aurora.

La circoscrizione 7 è così perimetrata: confine con San Mauro, Baldissero, Pino Torinese, Precetto, strada del Maniero, strada di Val San Martino, Corso Gabetti, Lungo Po Machiavelli, Corso San Maurizio, corso Regina Margherita, corso Principe Oddone, corso Vigevano, corso Novara, corso Regio Parco, Parco Colletta, fiume Po.

La superficie complessiva è di 22.582 chilometri quadrati.

I residenti complessivi al 31/12/2008 erano 89.227.

Il territorio è molto vasto e complesso con circa il 50% della collina torinese ed una parte piana attraversata dal Po e dalla Dora che vi si getta nell’area Colletta - Meisino subito seguita dalla Stura.

La collina è ricca di valli (Mongreno, Cartman, Reaglie, Val San Martino) con insediamenti sparsi e piccole borgate mentre la zona pedecollinare, densamente costruita, confluisce sull’asse viario  Casale-Moncalieri che riceve il traffico di Chieri, Moncalieri e San Mauro.

Nella parte piana Vanchiglietta, racchiusa fra Dora e Po è incentrata sul solo asse viario di corso Belgio cui giunge il traffico del  Ponte Sassi mentre la Dora, con molti ponti spezza in due i popolosi quartieri di Rossini, Aurora, Borgo Dora, Porta Palazzo, Valdocco.

Da qui gravi problemi di traffico, aggravati dalla vecchia ferrovia in corso Principe Oddone e dall’ex Torino-Ceres; è in ultimazione l’interramento sotto la Dora della ferrovia, ma resta irrisolta la criticità del trincerone di via Saint Bon.

I suoi quartieri sono posti a ridosso del centro storico e alcune eccellenze locali attraggono cittadini e traffico (Superga, Ospedale Gradenigo, Zona Universitaria ex Italgas, Porta Palazzo, Maria Ausiliatrice e Cottolengo, l’area scolastica di corso Ciriè) e arricchiscono Circoscrizione e Città.

1.1 Un tessuto sociale complesso

Il tessuto edilizio passa da limitate zone a forte degrado a vaste zone di vecchia edificazione popolare per giungere ad una prevalenza di edilizia di buona qualità con contesti residenziali di medio e grande pregio.Fortemente differenziata da zona a zona è la presenza di stranieri (17.119 immigrati su 89.227 residenti al 31/12/2008) con punte in Borgo Dora-Valdocco (4.933 immigrati su 15.417 residenti) ed in Aurora (6.378 su 20.131), da sempre zona di primo insediamento degli immigrati a Torino per le opportunità di trovarvi casa e lavoro. Luogo di antico insediamento di commerci e opifici, le fabbriche del territorio han dato lavoro a generazioni di residenti ma una volta chiuse sono rimaste in abbandono per decenni. Tutto il tessuto socioeconomico è così entrato in una grave crisi ora in via di superamento: la Città ha affrontato, a volte con fatica, questi problemi con interventi urbanistici che stanno riportando verde, residenza ed attività commerciali e terziarie dov’erano i vecchi capannoni e rilanciano il territorio in sponda Dora.
Un territorio vasto ed antico, da sempre difficile e variegato, in cui i residenti si confrontano ogni giorno con nuove difficoltà e criticità e lottano con tenacia, intelligenza e volontà per affrontare e superare i propri problemi e contribuire alla crescita dell’intera Città.

1.2 Una storia antica

La collina torinese è stata percorsa dall’uomo fin dalla preistoria ed il ritrovamento in Sassi di alcuni reperti fra cui un anellone litico attesta una presenza antica dell’uomo comprovata dal ritrovamento di oggetti d’epoche successivamente sia nell’alta collina che lungo i corsi del Po e della Dora. 
Il nucleo cittadino originario, d’impianto romano, era esterno al territorio della Circoscrizione 7 e si avvicinava alla Dora con un porto fluviale ed una villa (zona dell’attuale corso 11 Febbraio), ma erano strategici sia i traffici lungo i fiumi che gli antichi percorsi a lato del Po verso Industria (antico insediamento romano, vicino all’attuale Monteu da Po) e lungo le vallate verso Pino e Chieri (rami della via francigena in età medievale).
Ma la Torino dei Savoia è cresciuta proprio con l’acqua di Dora ed ha utilizzato  l’area bassa di Borgo Dora e del Valdocco per le attività manifatturiere. Durante l’assedio del 1706 anche il territorio esterno alle fortificazioni è stato devastato dai francesi. Accampati anche in collina (Beria Grande) molti di loro sono annegati nel disperato tentativo di passare il Po (zona Madonna del Pilone) durante la rotta finale.
Antica sede di povere borgate operaie ma anche di grandi ville e vigne collinari, il territorio della Circoscrizione 7 è stato progressivamente edificato ma è sempre stato percorso da gravi tensioni sociali, per questo motivo ha visto affermarsi grandi opere caritatevoli (Valdocco e Salesiani, Cottolengo, Giulia di Colbert e l’opera Pia Barolo, l’Ospedale Gradenigo, il Sermig) e da un diffuso associativismo operaio con varie Società di Mutuo Soccorso e Cooperative.
Impregnata da valori antifascisti, la popolazione è stata colpita duramente dai bombardamenti alleati (morti di via Lessolo) da rappresaglie nazifasciste (Opificio Militare; Gaspare,Vera e Libera Arduino) ed ha partecipato ai duri scontri nella fase insurrezionale con molti caduti.

2. Ex quartiere 21

Comprende una vasta zona collinare e pedecollinare (il 50% della collina torinese) posta in destra del Po e confinante con i comuni di San Mauro, Baldissero, Pino Torinese e Pecetto; la linea di confine sale dal Po lungo la Valle del Rio di Costa Parigi, corre in gran parte fra boschi, interessando zone con  ridotta presenza abitativa e ridiscende al Po lungo la Val San Martino.

La popolazione complessiva è di 14.711 residenti.

2.1 Alta Collina e Superga

Rappresenta la più vasta porzione di territorio collinare con la collina di Superga si tratta della dorsale collinare con alcune grandi vallate che scendono al Po. E’ luogo di grande valenza storica, culturale, turistica e ambientale. Qui si trova, raggiungibile con un trenino a cremagliera, la juvarriana basilica di Superga costruita in ricordo dell’assedio del 1706 e dove si schiantò l’aereo del Grande Torino. I suoi grandi parchi consentono lunghe camminate in sentieri ambientalistici che giungono fino al Po e le antiche ville e cascine ricordano come la collina fu, fin dall’età medievale, ricca di insediamenti agricoli e di caseforti che controllavano i percorsi che traversavano la collina. Ricca di storia, è dall’alta collina che scesero i partigiani nell’aprile del 1945.

Residenti complessivi (31/12/2008)  2.656 di cui 222 stranieri.

I principali punti d’interesse sono: il trenino Sassi-Superga; la Basilica di Superga; il monumento al Grande Torino; la Statua guerresca del piazzale; la Società di Mutuo Soccorso; Qualche Villa o Vigna storica dell’alta collina (Tron, Sacerdote, Camerana, Richelmi, Ottolenghi, Caprilio, Fubini; le cascine dell’alta collina fra cui il Beria Grande ed il Beria Piccolo; i “Tetti” della collina: Tetti Lencia, Bertoglio, Camera; il parco di Superga; il parco di Pian Gambino; Riserva Naturale Speciale del Bosco del Vaj.

I principali fatti storici sono: la visita reale durante l’assedio di Torino; la caduta dell’aereo del Grande Torino; le Tombe reali; lo scontro armato in Superga nella fase pre-insurrezionale fra partigiani e repubblichini; la figura e l’opera dell’ing. Agudio.

2.2 Mongreno – Reaglie

 

La zona di Mongreno è posta nella valle che, grazie alla realizzazione della statale 10 e del “Traforo”, unisce Torino con Pino Torinese e Chieri e si compone di residenze sparse lungo le valli che segnano la collina torinese. Reaglie, che ha un significativo nucleo abitativo, si trova a metà dell’ampia vallata dove scorre il Rio Reaglie e dove convergono alcune vallate  minori. La valle è fin dall’antichità un’importante via verso Pino Torinese e Chieri, comune in età basso medievale molto più potente della stessa Torino e che affittava un mulino sul Po a dimostrazione degli scambi intensi di popolazione che usavano le valle. Numerosi sentieri nei parchi e nei boschi collegano queste località con gli altri punti d’interesse della collina torinese e le loro numerose “piole” sono da sempre mete di torinesi e turisti.

I principali punti d’interesse di Mongreno sono: Chiesa parrocchiale di San Grato a Mongreno; Villa Ottolenghi; le “piole” della collina; la costruzione del traforo e della statale 10.

I principali punti d’interesse di Reaglie sono: Chiesa parrocchiale  Assunzione della Vergine; Società di Mutuo Soccorso.

Il principale fatto storico: Giorgio Latis fu assassinato durante l’insurrezione del 25 aprile 1945 all’altezza di corso Chieri 131.

2.3 Zona Pedecollinare

E’ il territorio di fondovalle racchiuso fra il Po e la collina che si innalza; la striscia pianeggiante è molto ridotta e gran parte dell’edificato è su pendenze, già significative, ma sempre in affaccio sull’asse viario di corso Casale. Comprende differenti borgate.

2.4 Borgata Rosa

Il suo nome deriva forse da quello di una famiglia proprietaria di una fabbrica di mattoni ad inizio ottocento ed è la borgata di confine con San Mauro, laddove la collina di Superga scende ripida fin nel fiume (valle del Rio di Costa Parigi). Fin dall’età romana era percorsa dalle vie che costeggiavano il Po (in età medievale rami della via francigena) e qui era uno dei i traghetti (detto “delle tabacchine” perché usato da chi andava a lavorare nella Manifattura Tabacchi”che traversava il fiume (per molti secoli l’unico ponte era vicino all’attuale Gran Madre). Qui è attestata (XI sec.) la presenza di un’antica fortificazione (Ad Muschias, Castrum Musclarum), i maggiorenti torinesi possedevano terre e ville e si cavava sabbia dal fiume.  Ora ville ottocentesche e residenze di pregio si alternano a zone verdi che confinano con il Parco del Meisino, area di grande pregio botanico e faunistico recentemente recuperata dalla Città.

Residenti (al 31/12/2008) 3.281 di cui 256 stranieri.

I principali punti d’interesse sono: Tenuta Millerose-Ipla; Parco del Meisino; Diga Del Pascolo.

I principali fatti storici sono: l’antica viabilità pedecollinare (collegamento fra Industria ed Augusta Taurinorum); il sito “Ad Muschias”; l’attacco partigiano al posto di blocco della borgata nell’aprile 1945, scontro armato e morte di Alberto Caudana; l’attività dei sabiunè (cavatori di sabbia e ghiaia).

2.5 Borgata Sassi

Quest’antica borgata è sita al termine delle vallate di Mongreno e del Cartman ed anche della strada per Superga ed è posta tra Borgata Rosa e Madonna del Pilone. L’ex chiesa parrocchiale di Sassi in stile romanico (anticamente alle dipendenze di quella di Madonna del Pilone) sormonta  un nucleo consolidato, ora ricco di attività commerciali, che si snoda lungo la vallata con numerose ville, edifici di pregio; lungo il Po corrono le piste ciclabili. A Sassi sono state trovate le tracce (un anellone in pietra del neolitico) delle prime presenze dell’uomo nel torinese e sempre a Sassi la presenza di mulini e fornaci fino al secolo scorso testimoniano l’importanza di questa borgata nella storia.

Residenti (31/12/2008) 3.281 di cui 256 stranieri.

I principali punti d’interesse sono: ex Chiesa parrocchiale di Sassi (stile romanico); Cimitero di Sassi; Galoppatoio militare; Chiesa Parrocchiale Madonna del Rosario; ex Istituto Domenico Savio ora Liceo Francese; Villa Sassi; Villa Capriglio; Villa Bocca.

I principali fatti storici sono: ritrovamento nel 1876 di vari reperti fra cui anellone litico del neolitico (prime testimonianze di un insediamento umano nel Torinese); antico mulino su barche alla foce del Rio Sassi; antica fornace.

2.6 Madonna del Pilone

Questa ampia borgata pedecollinare, ai piedi delle valli di Reaglie e di San Martino, si trova tra la borgata Sassi e il Borgo di Po. Borgata popolosa e ricca di botteghe e mulini fin dall’età medievale, è di edificazione estesa e qualità in particolare nelle case che furono costruite a lato del canale Michelotti, realizzato nel XIX sec. per deviare l'acqua del Po e fornire energia a opifici e mulini. Il santuario di Madonna del Pilone fu invece costruito nel 1645 per volere di Madama Reale Cristina di Francia a ricordo del miracoloso salvataggio dal fiume di una bambina. Qui, fino ai primi decenni del XX sec. giungeva la cinta daziaria di Torino e in una casa vicino morì in povertà Emilio Salgari.

Residenti al 31/12/2008 7.688 di cui stranieri 720.I principali punti d’interesse sono: Santuario di Madonna del Pilone; Casa di Emilio Salgari; Canale e Parco Michelotti; Motovelodromo; Scuola Elementare Gozzi  (ricca documentazione sul primo biennio d’attività); Società Mutuo Soccorso Edmondo De Amicis; Bocciofile su Po: Madonna del Pilone, La Piemonte; Monumento a Fausto Coppi.           
I principali fatti storici sono: il “miracolo” del salvataggio di una bambina; la figura e l’opera di Emilio Salgari; il Mulino “delle catene” mulini su barche e “terranei” sul Po; la morte di Serse Coppi ed il monumento al fratello Fausto; l’antico trenino verso Gassino; l’antica Cinta daziaria; la figura e l’opera dell’ing. Michelotti.

3. Ex quartiere 8

La zona comprende Vanchiglietta Vanchiglia.

3.1 Vanchiglietta

Vanchiglietta è la vasta piana racchiusa fra il Po e la Dora, anticamente acquitrinosa (il nome Vanchiglia deriva valle dei giunchi o dei salici) ma di grande fertilità proprio per la quantità di acqua disponibile. Destinata prima ad attività agricole e poi manifatturiere (era detta Borg dal fum per le numerose fabbriche) ha ora una vocazione residenziale con un’estesa edificazione d’epoca recente che confina con l’ampio parco della Colletta dove Po e Dora si congiungono.

Residenti totali (31/12/2008) 18.173  di cui stranieri 1.797

I principali punti d’interesse sono: Passerella Chiaves-Carrara; Chiesa Santa Croce; Chiesa San Giulio D’Orta; U.S. Vanchiglia Calcio; Parco Colletta.

I principali fatti storici sono: bombardamento e morti di via Cossila; l’ex Piazza d’Armi di Vanchiglia; vecchie fabbriche del Borg dal fum.

3.2 Vanchiglia

In antichità era un terreno paludoso e, ancora nei primi anni del XX sec., se ne parlava come un quartiere malfamato da cui provenivano bande di malfattori. Rappresenta in realtà la prima espansione extramuraria di Torino verso il Po e la Dora, espansione favorita dal progetto e dall’attiva partecipazione dell’Antonelli che qui costruì la famosa “fetta di polenta”. Il quartiere, un tempo ricco di “boite” (piccole fabbriche) ha mantenuto una caratterizzazione popolare con un impianto urbanistico ed edifici antichi ma di qualità. Al suo centro, la chiesa di Santa Giulia rappresenta uno dei migliori esempi del neogotico, stile architettonico che caratterizza molti edifici di Torino. Negli ultimi anni Borgo Vanchiglia è divenuto uno dei principali poli della creatività torinese: alle botteghe artigiane si sono aggiunte realtà artistico-culturali di diverso tipo (architettura, design, scultura, pittura, teatro ecc). La presenza del nuovo campus universitario ne fa un quartiere vivace e in rapido sviluppo.

Residenti totali (31/12/2008) 14.005 di cui stranieri 1.713

I principali punti d’interesse sono: Scuola elementare Muratori; Deposito GTT Tortona; Ospedale Gradenigo; Opificio militare Corso Farini, già Venchi; Area Italgas – nuovo campus universitario – nuove facoltà; TYK; Chiesa Santa Giulia; Chiesa SS nome di Gesù; Cooperativa Impiegati corso Regina Margherita 77; Ex Safov, già Fonderia Martina; Fetta di Polenta; Casa Antonelli; Casa Stratta; Bagni Vanchiglia; Largo Montebello; Cimitero Monumentale.

I principali fatti storici sono: i gasometri; la presenza Ebraica in Vanchiglia e la casa di riposo ebraica; l’assalto all’opificio nel Settembre 1943; Corso Belgio angolo via Lessolo, assassinio di Gaspare Arduino padre di Vera e Libera; bombardamento del Gradenigo; ex palazzina direzione ATM, presenza dell’azienda tranviaria.

4. Ex Quartiere 7

La zona comprende Rossini, Aurora, Borgo Dora e Valdocco.

4.1 Rossini

La borgata è racchiusa tra la Dora, via Bologna e corso Novara e presenta ancora un significativo mix fra residenze ed attività economico/produttive che si è andata ridefinendo senza particolari traumi. Qui, nelle vicinanze dell’attuale ponte Bologna, vi era il porto di Augusta Taurinorum, ma è di particolare interesse l’evoluzione del quartiere in epoca post industriale. Cresciuto attorno alle grandi fabbriche, il quartiere ha vissuto un interessante ed esemplare processo di riuso/riqualificazione delle vecchie sedi d’attività manifatturiera, in molti casi edifici pregio e di notevole interesse storico. Un antico lanificio, ad esempio, ospita ora il cineporto, un’ex fabbrica il caffè Basaglia e il Teatro Espace. I numerosi ponti sulla Dora e la vicinanza con il campus universitario, congiunto a Borgo Rossini con una passerella ciclopedonabile sulla Dora, spingono Rossini verso un ulteriore sviluppo. Residenti totali (31/12/2008) sono 6.790 di cui 1.100 stranieri.I principali punti d’interesse sono: Ospedale Maria Adelaide; ex Ceat; ponte del Colombaro (Carlo Emanuele I); le Torri Rivella; il corso Regio Parco e l’antica Manifattura Tabacchi; Cineporto in ex Lanificio Colono; Basic Village / Robe di Kappa; Nuovo Comando Corpo di Polizia Municipale in Via Bologna; Camera del Lavoro via Pedrotto; sede Uil in via Bologna; Teatro Espace; Caffè Basaglia; ex Fonderia e Smalteria Ballada vie Foggia – Verona; Gallettificio Militare Via Modena 5; Nuovo Centro direzionale Lavazza in area ex Enel.

4.2 Aurora

La Borgata Aurora è posta in sponda sinistra del Po ed è perimetrata dal Lungo Dora Napoli, da corso Principe Oddone, piazza Baldissera, corso Vigevano e via Bologna.

Nel borgo già nel XVII sec. lungo la Dora (dove in età medievale vi era l’unico ponte sul fiume) diversi mulini producevano farina e l'acqua favoriva la nascita di concerie, seterie, canapifici, battitori per lavare i panni. Con la prima e la seconda rivoluzione industriale Aurora diventò il più grande quartiere operaio della città, dove fù fortissima la resistenza antifascista. Zona di immigrazione nel secondo dopoguerra, quando la maggior parte delle grandi fabbriche si trasferì, vide svilupparsi molte piccole imprese (artigiane, commerciali e di servizi) e una forte presenza di stranieri. Un quartiere quindi sempre in movimento che vedrà modificare ancora la propria  fisionomia grazie alla vicinanza della spina 2, del parco Dora e del vivace e quartiere Rossini.

I principali punti d’interesse sono: ex stabilimento Grandi Motori; ex Stabilimento Nebiolo di via Bologna; ex Stabilimento Facis-Gft di corso Emilia; ex Conceria Gilardini; Scuola Elementare Parini; la rete ferroviaria delle vecchie manifatture; la stazione ferroviaria ex Torino-Ceres; la linea ferroviaria su massicciata in corso Principe Oddone; ex Ospedale Luigi Einaudi; ex officine comunali via Cecchi – ora Centro Ragazzi; Centro Civico Circoscrizionale corso Vercelli 15; Cafè Liber; Quartiere ATC di via Schio; Santuario Gesù Cristo Re; ex cavalcaferrovia corso Mortara.

I principali fatti storici sono: la costruzione del ponte romano e del ponte medioevale, l’unico d’attraversamento della Dora; l’insediamento industriale ed operaio in sponda sinistra della Dora; le prese d’acqua e le canalizzazioni ad uso industriale; la figura e l’assassinio di Antonio Banfo e Salvatore Melis - Corso Novara 20; la figura e la morte di Ilio Baroni - Giulio Cesare angolo Novara; gli scontri insurrezionali e la lotta alle colonne nazifasciste in fuga dalla Città.

4.3 Borgo Dora

Borgo Dora, insieme a Valdocco, appartiene alla zona statica 12, essa è perimetrata dal corso XI Febbraio, dal corso Regina Margherita (con inclusione dell’intero plateatico di piazza della Repubblica, dal corso Principe Oddone e dalla Dora.

Nel tardo medioevo i canali derivati dalla Dora (ora coperti) favorirono l’insediamento dei primi opifici dotati di ruote idrauliche in una zona fortemente agricola. Tra XVI e XVII sec. nell’abitato fuori dalla porta Doranea si trovavano setifici, concerie, battitori da panno, peste da canapa e da olio, il grande complesso dei Molassi (con i più importanti mulini per granaglie della città) e una polveriera (ora trasformata nell’Arsenale della pace). Tra XVII e XVIII sec i Savoia intervennero decisamente per migliorare le porte di accesso alla città portando alla nascita di Porta Palazzo che, progettato dal Juvarra e ridefinito nei primi decenni del XIX sec., rappresenta la continuità del medievale Mercato delle Erbe ed è oggi uno dei più vasti e vario (per prodotti) mercato d’Europa. In Borgo Dora confluivano le vie verso Milano e il canavese (la ferrovia Torino Ceres) a conferma della vocazione di questa parte di città: luogo di mercato e di incontri. Tradizionalmente borgo di forte immigrazione (prima meridionale, poi straniera) ha superato il declino degli anno ’80 del XX sec. e ora, nelle tortuose viuzze dove si svolge il balon (periodico mercato d’antiquariato e delle pulci), si è arricchito di frequentatissimi ristoranti e locali che esprimono in pieno il carattere  multiculturale e multietnico del quartiere.

I principali punti d’interesse sono: Piazza della Repubblica ed il mercato di Porta Palazzo; i mercati coperti e le tettoie; le antiche ghiacciaie; il Balon; il Palafuksas; il Sermig; Cortile del Maglio; la Stazione della Torino-Ceres; l’ex Caserma dei Vigili del fuoco; il Cimitero di San Pietro in Vincoli; la Fondazione Rosselli; il ponte Mosca; il ponte Carpanini; il ponte ferroviario; l’Istituto Albe Steiner.

I pincipali fatti storici sono: il porto romano sulla Dora e la villa romana rinvenuta sotto il parcheggio XI Febbraio; le attività proto-industriali in Borgo Dora; l’arsenale di Borgo Dora; la caserma Cavalli; la figura e l’opera del Generale Cavalli; la figura e l’episodio di Paolo Sacchi; la Sardinia; bocciofila del Mossetto; Canale dei Molassi; i mulini dei Molassi; le vecchie Chiese di piazza Borgo Dora; i filatoi Pinardi e Galleani; la Chiesa di San Gioachino; i vecchi Gasometri  (in zona XI Febbraio); la figura e l’opera di Francesco Cirio.

4.4 Borgo Valdocco

In un’accezione più antica il Valdocco (Vallis occisorum) era morlto più esteso e partiva dalla Pellerina.

A Valdocco e a Borgo Dora i primi Savoia indirizzavano malati, mendicanti e delinquenti per salvaguardare il decoro della capitale. Ma, insieme alle attività manifatturiere, è proprio in quest’area che nel XIX sec. nascono e si sviluppano le opere dei principali santi sociali torinesi. Giuseppe Benedetto Cottolengo si trasferì qui per fondare la Piccola Casa della Divina Provvidenza e porre le basi di quel che diventerà l’ospedale Cottolengo. E anche Don Bosco trovò a Valdocco gli spazi per il proprio oratorio e per dar vita all’Ordine Salesiano che valorizza il quartiere con la propria città e con il Santuario di Maria Ausiliatrice e alla città salesiana. Torino è la capitale delle associazioni di volontariato e delle iniziative rivolte a esclusi, emarginati, malati: quei due luoghi, insieme all’Opera Pia Barolo e al vicino Sermig, fanno, almeno  in quest’ambito, di Borgo Dora - Valdocco il centro della città.

I principali punti d’interesse sono: il Santuario di Maria Ausiliatrice; la Città salesiana; l’Oratorio di Valdocco; la Piccola Casa della Carità – l’ospedale Cottolengo; l’Opera Pia Barolo; l’ex Conceria Durio; l’ex Birreria Kursaal Durio; la bocciofila del Fortino; la biblioteca Italo Calvino.

I principali fatti storici sono: la figura e l’opera di Don Bosco; la figura e  l’opera del Beato Giuseppe Cottolengo; la figura di Giulia di Colbert-Barolo.

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