Scheda: Luogo - Tipo: Edifici

Cascina Antiochia o Antioca

Infilata della manica settentrionale della cascina Antiochia. Fotografia di Edoardo Vigo, 2012.

Cascina appartenente ad un sistema edilizio rurale di origine quattrocentesca. Trae la denominazione dalla famiglia Antioca (o Antiochia), giunta a Torino nel XV secolo e feudataria del territorio di Borgaro.


Indirizzo: Lat: 45.120182 Long: 7.696567

Costruzione: XV Sec. (1400-1499 ) - XVI Sec. (1500-1599 )

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  • trasform

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  • cascina

    Indice


  • XVIII-XX secolo


L’Antioca sorge a nord dello Stura nei pressi della superstrada per Caselle, su un terreno ricavato dal disboscamento delle rive del fiume avvenuto già in epoca medievale. A questo periodo risale infatti la creazione di un sistema viario e di bealere, utile allo sfruttamento agricolo dell’area. Oggi buona parte di questo territorio ospita la discarica Basse di Stura.

La cascina Antioca presenta una struttura a corte chiusa, con tre corpi di fabbrica collocati a “C” e un alto muro di cinta a sud a chiusura del cortile interno.

La manica nord ospita la casa rustica e, come testimonia la struttura muraria dei fabbricati, risulta essere risalente al periodo quattro-cinquecentesco. Nei fabbricati più bassi, ad ovest, trovano sede le stalle con soprastanti i fienili e, ad est, i casi da terra (depositi di attrezzi e prodotti agricoli).

L’edificio viene edificato dalla famiglia Antioca (o Antiochia), feudataria di Borgaro tra il 1560 il 1562, un membro della quale fu sindaco di Torino nel 1622. L’impianto originario della grangia si trasforma nel tempo, per addizione di parti edilizie, fino a giungere all’impianto della cascina a corte chiusa tipico dei secoli XVII e XVIII.

Planimetria della cascina Antiochia. Ronchetta, Chiara - Palmucci Quaglino, Laura (a cura di), Cascine a Torino: “La più bella prospettiva d’Europa per l’occhio di un coltivatore”, p. 182. Planimetria della cascina Antiochia. Ronchetta, Chiara - Palmucci Quaglino, Laura (a cura di), Cascine a Torino: “La più bella prospettiva d’Europa per l’occhio di un coltivatore”, p. 182.
Cascina Antiochia. Istituto Geografico Militare, Pianta di Torino, 1974. © Archivio Storico della Città di Torino Cascina Antiochia. Istituto Geografico Militare, Pianta di Torino, 1974. © Archivio Storico della Città di Torino
Cascina Antiochia. Pianta di Torino, 1935. © Archivio Storico della Città di Torino Cascina Antiochia. Pianta di Torino, 1935. © Archivio Storico della Città di Torino
Cascina Antiochia. Antonio Rabbini, Carta topografica dei contorni di Torino, 1878. © Archivio Storico della Città di Torino Cascina Antiochia. Antonio Rabbini, Carta topografica dei contorni di Torino, 1878. © Archivio Storico della Città di Torino
Cascina Antiochia. Catasto Rabbini, 1866. © Archivio di Stato di Torino Cascina Antiochia. Catasto Rabbini, 1866. © Archivio di Stato di Torino
Cascina Antiochia. Catasto Gatti, 1820-1830. © Archivio Storico della Città di Torino Cascina Antiochia. Catasto Gatti, 1820-1830. © Archivio Storico della Città di Torino
Cascina Antiochia. Carta delle Regie Cacce, 1816. © Archivio di Stato di Torino Cascina Antiochia. Carta delle Regie Cacce, 1816. © Archivio di Stato di Torino
Cascina Antiochia. Catasto Napoleonico, 1805. © Archivio di Stato di Torino Cascina Antiochia. Catasto Napoleonico, 1805. © Archivio di Stato di Torino
Cascina Antiochia. Mappa primitiva Napoleonica, 1805. © Archivio Storico della Città di Torino Cascina Antiochia. Mappa primitiva Napoleonica, 1805. © Archivio Storico della Città di Torino
Cascina Antiochia. Carlo Bosio, Planimetria del corso della Stura da Borgaro alla confluenza nel Po, 1768. © Archivio Storico della Città di Torino Cascina Antiochia. Carlo Bosio, Planimetria del corso della Stura da Borgaro alla confluenza nel Po, 1768. © Archivio Storico della Città di Torino

XVIII-XX secolo


Nel 1719 Carlo Giuseppe Taschero acquista dalla marchesa Francesca de Beaumont, vedova del marchese Giovanni Battista Molliet de Sales, la cascina con le relative 105 giornate di terra, sfruttando il crollo del prezzo della terra dovuto ai provvedimenti di eversione feudale emanati da Vittorio Amedeo II tra 1717 e 1720. Tali provvedimenti obbligavano i vecchi feudatari a dimostrare attraverso documenti che le concessioni dei feudi erano state ottenute a fronte di un pagamento o, in caso contrario, a restituire i beni in possesso.

L’acquisto dell’Antiochia rappresenta per la famiglia dei Taschero, prima affittavoli nell’area di Lucento, un’ascesa sociale, entrando a far parte del ceto dei medi proprietari.

Nonostante quest’acquisizione, Carlo Giuseppe Taschero non rinuncia alla sua attività di affittavolo presso le proprietà dei Marchesi Tana a Lucento, attività che, a causa dell’abbassamento del prezzo di vendita del frumento, gli comporta ingenti perdite, costringendolo a vendere la Cascina Antiochia già nel 1724. La cascina viene acquistata dal vicino Giovanni Bernardino Barberis, proprietario della poco distante cascina Barberina. La compravendita è vantaggiosa per il Taschero che vende, a distanza di pochissimi anni, al doppio del prezzo d’acquisto, per l’urgenza del Barberis di assicurarsi possedimenti più distanti dal torrente Stura rispetto alle sue proprietà, minacciate dalle frequenti esondazioni. Carlo Giuseppe Taschero adotterà lo stesso sistema di compravendita a prezzo maggiorato anche per le terre circostanti la cascina, garantendosi la possibilità di riscattare i debiti contratti con i Tana e gli altri creditori.

Alla fine del XVIII secolo la proprietà viene acquistata da Alessandro Benedetto Ceresa di Foglizzo, come riporta Amedeo Grossi nel 1790, che descrive così l’edificio: «Cascina con casino e giardino del Sig, Avvocato Alessandro Benedetto Ceresa situata tramediante il Porto di Lejnì ed il Villaretto vicino alla Stura distante due miglia ed un quarto da Torino.»

Le mappe ottocentesche, quali il Catasto Napoleonico del 1804 e quello redatto dal Gatti del 1820, rilevano l’esistenza di un terreno prospiciente la manica ovest adibito a giardino. Inoltre si rileva la presenza di un forno in un fabbricato esterno, in direzione dello Stura.

Nel 1820 il Colonnario dei proprietari allegato al Catasto Gatti attribuisce la proprietà ai Noli e ai Balbis. Successivamente, nel 1851, la cascina viene venduta alla famiglia Grosso e nel 1904 ai Moretto.

Negli anni Ottanta del XX secolo l’area agricola circostante la cascina Antioca cambierà drasticamente d’aspetto a seguito della costruzione del raccordo autostradale Torino-Caselle.

Alla seconda metà del XIX secolo risale un disegno dell’angolo sud-est dell’edificio, realizzato durante le operazioni di rilievo per il Catasto Rabbini: tale schizzo rileva una torre colombaria con una meridiana dipinta. Oggi non vi è traccia né della torre né della decorazione e la facciata corrispondente è stata rimaneggiata.

Attualmente la cascina, di proprietà privata, si presenta  parzialmente in stato di degrado strutturale e buona parte della copertura della manica nord è crollata.

 

Note


Da Politecnico di Torino Dipartimento Casa-Città, Beni culturali ambientali nel Comune di Torino, Società degli Ingegneri e degli Architetti in Torino, Torino 1984:
L'ANTIOCA
Strada Antioca, Strada Barberina

Cascina di pianura.
Segnalazione di edificio rurale di interesse documentario, esempio di cascina di pianura, ora inserita in area verde lungo le sponde della Stura, in uso agricolo.
Edificio già presente nell'ultimo quarto del Settecento, quanto risulta in proprietà ai Ceresa, ma probabilmente di impianto più antico. E. Gribaudi cita gli Antioca, feudatari di Borgaro tra il 1560 e 1562.

A. GROSSI. 1790, I, 15; CARTA COROGRAFICA DIMOSTRATIVA […], 1791; PLAN GEOMÉTRIQUE […], 1805; [Catasto RABBINI], 1866; TOPOGRAFIA / DELLA CITTÀ […], 1840; E. GRIBAUDI ROSSI, 1970, pp. 241-242.
Tavola: 13

    Bibliografia


  • Grossi, Giovanni Lorenzo Amedeo, Guida alle cascine, e vigne del territorio di Torino e' suoi contorni ..., in cui si danno diverse notizie utili, ed interessanti, massime in ordine alli Feudi, e distretti delle Parrocchie in detto territorio esistenti ..., Vol. 1, [s.n], Torino 1790, p. 15
  • Rabbini, Antonio, Elenco dei nomi dei proprietari delle cascine, ville e fabbriche designate sulla carta topografica della città, territorio di Torino e suoi contorni, G.B. Maggi, Torino 1840, n.o.260, B4
  • Gribaudi Rossi, Elisa, Cascine e ville della pianura torinese: briciole di storia torinese rispolverate nei solai delle ville e nei granai delle cascine, Le Bouquiniste, Torino 1970, p. 241
  • Politecnico di Torino. Dipartimento Casa Città, Beni culturali ambientali nel Comune di Torino, Vol. 1, Società degli ingegneri e degli architetti in Torino, Torino 1984, p. 554
  • Ronchetta, Chiara - Palmucci Quaglino, Laura (a cura di), Cascine a Torino: "La più bella prospettiva d'Europa per l'occhio di un coltivatore", Edifir, Firenze 1996, pp. 182-183
  • Biasin, Maurizio et al. (a cura di), I provvedimenti di eversione feudale e la trasformazione sociale ed economica dell’Oltredora nella prima metà del Settecento 1703-1741, in Laboratorio di ricerca storica sulla periferia urbana della zona nord-ovest di Torino (a cura di), Soggetti e problemi di storia della zona nord-ovest di Torino fino al 1796, Università degli studi di Torino. Facoltà di Scienze della formazione, Torino 1997, pp. 193-222, pp. 206-207
  • Laboratorio di ricerca storica sulla periferia urbana della zona nord-ovest di Torino (a cura di), Economia e società nell'Oltredora torinese da fine Cinquecento a fine Settecento, Università degli studi di Torino. Facoltà di Scienze della formazione, Torino 1998, pp. 53-61
  • Pietra Alta, passaggio a nord: la memoria il sogno il presente, Mille, Torino 2002, pp. 74-75
  • Ainardi, Mauro Silvio (a cura di), Cascine in periferia: percorsi di visita e conoscenza delle strutture rurali nella pianura torinese, Città di Torino. Progetto Periferie, Torino 2003, pp. 79-80
  • De Leo, Amilcare (a cura di), La Torino della Stura: borghi e cascine nel tempo, AGAT, Torino, s.d., p. 30

    Sitografia


  • http://www.immaginidelcambiamento.it/
  • https://areeweb.polito.it/imgdc/schede/FA14.html

    Fonti Archivistiche


  • Archivio di Stato di Torino, Sezioni Riunite, Insinuazione, Torino, 1719, l. 10, c. 87
  • Carlo Bosio , Corso del Fiume Stura e suoi brachj, principiando dal porto della Città, sino all’imbocco del fiume Po, sotto al Parco, con la dessignazione e quantità de’ beni di cadun Particolare, che doverebbero concorre nelle spese per tenere detto fiume del suo letto, 1768, Archivio Storico della Città di Torino, Tipi e Disegni, TD rot.12.A
  • Mappa primitiva Napoleonica, 1805, Archivio Storico della Città di Torino, CAN, Sezioni 1-70
  • Plan Geomêtrique de la Commune de Turin, 1805, Archivio di Stato di Torino, Sezioni Riunite, Catasti, Catasto Francese, Allegato A, Mappe del Catasto Francese, Circondario di Torino, Mandamento di Torino, Torino
  • Carta dei Distretti riservati per le Regie Cacce divisa in sette parti, 1816, Archivio di Stato di Torino, Sezione Corte, Carte Topografiche per A e B, Torino, Torino 26
  • Andrea Gatti, Catasto Gatti, 1820-1830, Archivio Storico della Città di Torino, CAG, sez. 33
  • Andrea Gatti, Colonnario Territoriale, 1820-1830, Archivio Storico della Città di Torino, COLL TER, sez. 33, art. 1249
  • Antonio Rabbini, Mappa originale del Comune di Torino, 1866, Archivio di Stato di Torino, Sezioni Riunite, Catasti, Catasto Rabbini, Circondario di Torino, Mappe, distribuzione dei fogli di mappa e linea territoriale, Torino
  • Antonio Rabbini, Carta Topografica dei Contorni di Torino, 1878, Archivio Storico della Città di Torino, Collezione Simeom, SIM D116
  • Servizio Tecnico Municipale del Comune di Torino, Pianta di Torino, 1935, Archivio Storico della Città di Torino, TD 64.7.8
  • Istituto Geografico Militare, Carta IGM, 1974, Archivio Storico della Città di Torino, TD 64.7.11

    Ente Responsabile


  • MuseoTorino

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