Scheda: Tema - Tipo: Amministrazione pubblica

Il Municipio nel XV secolo

Nel corso del XV secolo i rapporti tra il governo torinese e i Savoia si fecero più tesi per le frequenti richieste di denaro dei duchi e per i loro tentativi di sottomettere il Municipio.


Periodo di riferimento: XV Sec. (1400-1499 )

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A inizio Quattrocento, nonostante i ripetuti giuramenti di fedeltà ai Savoia, i rapporti fra i due poteri divennero difficili a causa delle ripetute richieste di denaro da parte dei duchi, che non sempre il Comune soddisfaceva, e dei loro tentativi di limitare l’autorità il Municipio.

Nel 1433 Amedeo VIII impose una riforma dell’amministrazione cittadina che aveva tra i suoi fini quello di ridurre il potere del «patriziato» urbano. I consiglieri divennero 62, con maggior presenza di populares, ma queste indicazioni non furono del tutto rispettate. Si tentò di far partecipare ai lavori del Consiglio persone che ne erano estranee, per orientarne le decisioni.

Sorsero contrasti anche quando il Municipio non era ritenuto abbastanza solerte nei  provvedimenti volti a migliorare l’estetica della città e a renderla più sicura (spostare macelli, eliminare tetti in paglia, stalle e porcili, rifare il manto stradale, …)

A fine secolo si ebbe un vero tentativo di esautorare il governo municipale e il controllo della città passò nelle mani di una decina di famiglie, che poterono governare senza particolare attenzione al rispetto degli Statuti.

Le tensioni con casa Savoia resero il Municipio pronto ad accogliere favorevolmente i Francesi che sarebbero giunti negli anni Trenta del secolo successivo.

    Bibliografia


  • Barbero, Alessandro, La vita e le strutture politiche nel quadro della bipolarità signore-comune, in Comba, Rinaldo (a cura di), Storia di Torino. Il basso Medioevo e la prima età moderna, 1280-1536, Vol. 2, G. Einaudi, Torino 1997, pp. 541-557