Scheda: Luogo - Tipo: Edifici monumentali

Chiesa del Corpus Domini

Chiesa del Corpus Domini. Fotografia di Paolo Mussat Sartor e Paolo Pellion di Persano, 2010. © MuseoTorino

La chiesa del Corpus Domini fu eretta dal 1604, sul luogo del miracolo del 1453, dalla Città di Torino, che continuò ad investire nell’abbellimento del suo interno con marmi e intagli preziosi fin oltre la fine del secolo XVII.


Indirizzo: Lat: 45.07267958773659 Long: 7.682704925537109

Costruzione: 1604
Inizio dei lavori

Costruzione: 1656 - 1675
Esecuzione della facciata

Costruzione: 1663 - 1665
Esecuzione dell'altare maggiore

Bombardamento: 13 Luglio 1943

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  • mostra moderna
  • bombardamenti

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  • bombardamento
  • barocco
  • chiesa

    Indice



La chiesa del Corpus Domini fu eretta per volontà dei Sindaci di Torino a commemorazione del miracolo del Santissimo Sacramento del 6 giugno 1453, al cui valore simbolico la Città attribuiva con crescente consapevolezza il riconoscimento di una propria identità. Già nel 1528 il consiglio comunale aveva infatti promosso la costruzione di un’edicola marmorea, disegnata da Matteo Sanmicheli, nel preciso luogo in cui, secondo la tradizione, l’Ostia miracolosa si era fermata, nella piazza del mercato del grano presso la scomparsa parrocchiale di San Silvestro. Fu la peste del 1598 a spingere i torinesi al voto di sostituire l’antica cappella con una chiesa più grande, affidandone nel 1603 il progetto all’ingegnere militare e architetto Ascanio Vitozzi (1539-1615).

Il cantiere prese avvio l’anno seguente. L’originario disegno per la facciata, delineato nel 1607 dall’architetto conte Carlo di Castellamonte (1560-1640), prevedeva un sorprendente recupero, di sapore quasi antiquario, dei rilievi scolpiti del tempietto del Sanmicheli, non più però inseriti tra le partiture del primo ordine al momento della sua esecuzione nel 1656. Le stesse maestranze attive per la facciata realizzarono l’imponente altare maggiore in marmi, progettato nel 1663 dall’architetto del palazzo comunale, Francesco Lanfranchi (†1669). Fu l’avvio di un’importante campagna decorativa volta a incrostare di marmi colorati le pareti della chiesa, protrattasi ben oltre la fine del secolo, sotto la direzione di Rocco Antonio Rubatti, ingegnere, capitano d’artiglieria e due volte sindaco della città.

Chiesa del Corpus Domini. Fotografia di Paolo Mussat Sartor e Paolo Pellion di Persano, 2010. © MuseoTorino Chiesa del Corpus Domini. Fotografia di Paolo Mussat Sartor e Paolo Pellion di Persano, 2010. © MuseoTorino
Altare maggiore della chiesa del Corpus Domini. Fotografia di Paolo Mussat Sartor e Paolo Pellion di Persano, 2010. © MuseoTorino Altare maggiore della chiesa del Corpus Domini. Fotografia di Paolo Mussat Sartor e Paolo Pellion di Persano, 2010. © MuseoTorino
Chiesa del Corpus Domini. Fotografia di Paolo Mussat Sartor e Paolo Pellion di Persano, 2010. © MuseoTorino Chiesa del Corpus Domini. Fotografia di Paolo Mussat Sartor e Paolo Pellion di Persano, 2010. © MuseoTorino
Chiesa del Corpus Domini. Fotografia di Paolo Mussat Sartor e Paolo Pellion di Persano, 2010. © MuseoTorino Chiesa del Corpus Domini. Fotografia di Paolo Mussat Sartor e Paolo Pellion di Persano, 2010. © MuseoTorino

Note


Da Politecnico di Torino Dipartimento Casa-Città, Beni culturali ambientali nel Comune di Torino, Società degli Ingegneri e degli Architetti in Torino, Torino 1984:
CHIESE DEL CORPUS DOMINI E DELLO SPIRITO SANTO
Piazza Corpus Domini e Via Porta Palatina

Edifici religiosi e loro pertinenze.
Edifici religiosi di valore storico-artistico, ambientale e documentario.
La chiesa del Corpus Domini, eretta su disegno di A. Vitozzi (1607-1671) a ricordo del miracolo eucaristico di Torino (1453), domina la piazzetta che costituisce episodio spaziale centrale del complesso urbanistico di riplasmazione di Via Palazzo di Città. La chiesa adiacente dello Spirito Santo venne realizzata dal Ferroggio a fondale di Via Cappel Verde (1767). I vuoti negli edifici antistanti all'incrocio tra Via Cappel Verde e Via Porta Palatina, provocati dai bombardamenti dell'ultima guerra e la ricostruzione in arretramento del corpo del Seminario (vedi scheda 50) costituiscono gravi alterazioni alla cornice ambientale del complesso religioso.

ISTITUTO DI ARCHITETTURA TECNICA, 1968, vol. I, pp. 8-9 sgg., pp. 915-919; L. TAMBURINI, s.d., pp. 100, 398.
Tavola: 41

    Bibliografia


  • Rondolino, Ferdinando, Il miracolo del Sacramento. Studi critici di storia e di arte con documenti inediti dal 1453 al 1600, Tipografia subalpina, Torino 1894
  • Guidi, Guido, Le chiese di Torino danneggiate dalla guerra, in «Torino. Rivista mensile municipale», A. XXV, n. 8, agosto, 1949, Torino, pp. 9-15
  • Politecnico di Torino. Dipartimento Casa Città, Beni culturali ambientali nel Comune di Torino, Vol. 1, Società degli ingegneri e degli architetti in Torino, Torino 1984, p. 295
  • Bertagna, Umberto, Vicende costruttive delle chiese del Corpus Domini e dello Spirito Santo in Torino, in Grognardi, Daniela - Tagliasacchi, Germano (a cura di), Colore in ambiente barocco. Tinte e attrezzature urbane di via e piazza Palazzo di Città a Torino, 1600-1900, U. Allemandi, Torino 1988, pp. 68-87
  • Tamburini, Luciano, Le chiese di Torino: dal Rinascimento al Barocco, Edizioni Angolo Manzoni, Torino 2002
  • Savarino, Renzo - Tamburini, Luciano - Dardanello, Giuseppe, La Basilica urbana del Corpus Domini. Il miracolo di Torino, U. Allemandi, Torino 2004

    Sitografia


  • http://www.treccani.it/Portale/elements/categoriesItems.jsp?pathFile=/sites/default/BancaDati/Dizionario_Biografico_degli_Italiani/VOL21/DIZIONARIO_BIOGRAFICO_DEGLI_ITALIANI_Vol21_010887.xml
  • http://www.treccani.it/Portale/elements/categoriesItems.jsp?pathFile=/sites/default/BancaDati/Dizionario_Biografico_degli_Italiani/VOL63/DIZIONARIO_BIOGRAFICO_DEGLI_ITALIANI_Vol63_018645.xml
  • http://edificisacri.compagniadisanpaolo.it/church/corpus-domini/

    Fonti Archivistiche


  • ASCT Fondo danni di guerra inv. 26, cart. 1, fasc. 26

    Ente Responsabile


  • Mostra Torino: storia di una città
  • Museo Diffuso della Resistenza della Deportazione della Guerra dei Diritti e della Libertà

Fototeca