Scheda: Tema - Tipo: Storia

La produzione industriale durante la Seconda Guerra Mondiale

Alla vigilia della guerra, l’industria torinese è una macchina perfettamente oliata in grado di soddisfare le esigenze della produzione bellica. I bombardamenti e la mancanza di materie prime, portano, dall’autunno 1942, l’andamento produttivo a una rapida flessione, tramutatasi, con l’incedere del conflitto, in una paralisi vera e propria.

 


Inizio: 1940

Fine: 1945

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  • L’industria torinese alla vigilia della seconda guerra mondiale
  • L’industria torinese e la produzione bellica

L’industria torinese alla vigilia della seconda guerra mondiale


Nel 1938, alla vigilia della guerra, la popolazione di Torino ammonta a 684.533 abitanti, 200.000 dei quali impegnati in attività industriali, che costituiscono quindi la base del reddito di almeno “2/3 delle famiglie cittadine” (1). La fabbrica diventa il cuore pulsante dell’economia cittadina, un’entità destinata non solo a regolare tempi e ritmi di uomini e donne, ma anche a plasmare il territorio di una città intera. Un universo produttivo frastagliato ed eterogeneo, al centro del quale si pone, con i suoi 95.000 lavoratori (il 45,3% del totale degli occupati nell’industria) (2), il settore metalmeccanico, che ha nella Fiat il suo polo più rappresentativo. Nel 1940 la fabbrica di corso Dante è un blocco granitico e compatto: con i suoi 50.000 dipendenti è in grado di levigare il volto della città, trasformandola “in una company town” (3), che ha negli stabilimenti di Lingotto e Mirafiori i due complessi numericamente più rappresentativi (rispettivamente 18.000 e 22.000 dipendenti). Insieme a quello metalmeccanico, il panorama industriale cittadino presenta altri comparti di notevole sviluppo: il tessile e l’abbigliamento (la cui manodopera si declina in gran parte al femminile), la lavorazione del legno e del cuoio, a vocazione prevalentemente artigianale (anche se non mancano i grandi complessi quali le Concerie Italiane Riunite e la Gilardini per il conciario), l’industria alimentare, quella della gomma e delle fibre tessili che hanno, rispettivamente, nella Venchi Unica, nella Michelin e nella CEAT, nella Superga e nella SNIA Viscosa i marchi di maggior rilievo.

 

L’industria torinese e la produzione bellica


Adatta a soddisfare le esigenze della produzione bellica, l’industria torinese conosce, con l’ingresso dell’Italia nel secondo conflitto mondiale, un periodo di rapida crescita produttiva e occupazionale, disegnando una traiettoria coincidente con “l’esistenza collettiva della città” (4). Infatti, se durante i primi due anni di guerra, segnati da un’impennata delle quote di manodopera femminile e giovanile, l’attività degli apparati industriali si incanala su livelli tali da garantire un normale svolgimento delle attività lavorative, dall’autunno del 1942 essa subisce una brusca inversione di tendenza, caratterizzata da una caduta della manodopera e da una riduzione della produzione, che provoca, tra il 1943 ed il 1945, l’uscita dal mercato del lavoro di circa 80.000 unità. Un drastico mutamento, che affonda le proprie radici nell’intersezione di due elementi principali: la diminuzione delle materie prime, a fronte di una crescente domanda di beni e materiali a sostegno di uno sforzo bellico enormemente dilatato, e i danni provocati dalle incursioni aeree alleate, che a partire dal novembre 1942 colpiscono con frequenza sempre maggiore gli apparati industriali cittadini. Disordine organizzativo, sospensioni parziali del lavoro, necessità di ripristino degli impianti e di sgombero dei reparti dalle macerie provocate dalle bombe, con conseguente dilatazione dei ritmi produttivi, sono le tinte che vanno a pennellare il quadro di fondo. Uno scenario sul quale neppure i rifornimenti tedeschi, garanti fino alla metà del 1944 di un mantenimento della produzione su livelli discreti, sono in grado di fare presa e che appare destinato a peggiorare ulteriormente, raggiungendo il punto più elevato nelle giornate preinsurrezionali dell’aprile 1945, quando l’andamento produttivo dell’intera industria cittadina appare completamente paralizzato

 

Note


1. Claudio Dellavalle, Gli operai contro la guerra, in Valerio Castronovo (a cura di), Storia illustrata di Torino, vol. VII, Sellino, Milano 1993, p. 198.

2. I dati relativi agli occupati nel settore metalmeccanico si trovano in Istituto centrale di statistica del Regno d’Italia, Censimento industriale e commerciale: 1937-1940, Failli, Roma 1941.

3. Stefano Musso, Industria e lavoro, in Luciano Boccalatte, Giovanni De Luna, Bruno Maida (a cura di), Torino in guerra 1940-1945. Catalogo della mostra, Gribaudo Editore, Torino 1995, p. 49

4. Stefano Musso, Industria e lavoro cit., p. 50.

 

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