Scheda: Luogo - Tipo: Edifici

Ex fonderie e smalterie Ballada

Pietro Fenoglio, Ex fonderie e smalterie Ballada, 1906. Locale fonderia. Fotografia L&M, 2011.

I fabbricati delle fonderie Ballada, progettati dall’ingegnere Pietro Fenoglio nel 1906, ampliati dagli architetti Gottardo Gussoni ed Ermanno Vivarelli (1908) e dall’ingegnere Eugenio Mollino (1925), utilizzati poi come deposito e variamente rimaneggiati, sono in attesa di un’adeguata destinazione d’uso.


Indirizzo: CORSO VERONA 8

Costruzione: 1906

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  • bombardamento
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  • fabbrica

    Indice


  • Cronologia


I fabbricati di Pietro Fenoglio
Il monumentale complesso della “Società Fonderia Smalteria ed Affini Ballada” viene progettato nel 1906 dall’ingegnere Pietro Fenoglio (1865-1927) in stretta continuità con le scelte stilistiche della sua precedente produzione industriale, in particolar modo la fabbrica Ansaldi in via Cuneo (1899), poi Grandi Motori Fiat.
La struttura in corso Verona, edificata dall’impresa Noro e Borione in sostituzione della precedente sede di via Buniva, è composta da un grande locale fonderia al centro, con un’alta tettoia e ferrovia adiacente, e due officine, una su via Foggia e una verso via Perugia, quest’ultima fornita di uffici e dell’alloggio per il custode; per tutti e tre i corpi di fabbrica fin dall’origine sono previsti ampliamenti sul lato posteriore e già nel 1907, sempre su progetto di Fenoglio, vengono edificati la scuderia e il fienile verso via Foggia.
Proprio in questi stessi anni Fenoglio si va affermando nella produzione civile come un geniale interprete dell’art nouveau, ma qui le tendenze tipiche del revival neogotico vengono reinterpretate in una vera e propria “cattedrale” del lavoro, come dimostra la struttura del complesso, dove la grande navata centrale, illuminata sia superiormente sia lateralmente, è affiancata da due navate più basse. Tale impostazione determina l’assetto della facciata con la grande finestra centrale tripartita, quasi fosse il rosone di una costruzione ecclesiastica, a cui fa da contrappunto il coronamento eclettico. Se si eccettuano la facciata e i tamponamenti laterali, realizzati in muratura, le strutture di tutto l’edificio sono in tralicci reticolari di ferro, che confermano il legame ideale con le strutture statiche del recupero neogotico ottocentesco.
Al 1908, con progetto degli architetti Gottardo Gussoni (1869-1954) ed Ermanno Vivarelli (1866-1914), si datano l’ampliamento del fabbricato a uso uffici e della palazzina su via Perugia, nonché la costruzione di un nuovo locale con funzioni di smalteria e fonderia.
Nel 1912 viene costruita una tettoia sul retro del corpo centrale a opera dell’ingegnere Santino Conti; un’ulteriore sopraelevazione della palazzina di via Perugia risale al 1925, quando l’ingegnere Eugenio Mollino (1873-1953) ne aggiorna inoltre l’intero apparato decorativo delle facciate.

Dagli anni Trenta al 2010
Già negli anni Trenta i locali della fonderia Ballada risultano utilizzati come deposito dalla ditta di tubi in acciaio di Francesco Moscheni; questi, importante agente di vendita degli stabilimenti “Dalmine S.p.A.” e consigliere dell’industria “Venchi Unica”, è originario di Nembro (Bergamo), dove nel 1934 aveva deciso di far erigere a proprie spese un grandioso fabbricato, attuale Auditorium Modernissimo, da adibire a sede dell’Opera Nazionale Balilla e a opere assistenziali.
Le strutture di corso Verona vengono gravemente danneggiate dai bombardamenti della seconda guerra mondiale e Moscheni ne demolisce e ricostruisce alcune parti negli anni Cinquanta, al termine dei quali il complesso passa alla Società Moncarat che lo mantiene fino alla fine degli anni Novanta, per passare a un’altra società immobiliare che ne detiene tuttora la proprietà.
L’isolato nel quale è inserito il complesso è stato in gran parte ristrutturato con un’intelligente operazione di recupero che ne ha destinato una parte ad attività commerciali, mentre sull’edificio contenente la fabbrica vera e propria non è ancora stato effettuato alcun intervento né, a oggi, ospita funzioni. Tuttavia, le condizioni accettabili di conservazione offrono molte potenzialità di intervento futuro a questo fabbricato, per il cui pregio è stato avvicinato all’ex lanificio Colongo, oggi Cineporto della Film Commission Torino Piemonte, e alla ex centrale elettrica Enel di via Bologna, prossima sede degli uffici direzionali Lavazza.

Cronologia


1906 costruzione
1907-1912 ampliamenti
1925 modifiche palazzina via Perugia
1955-1958 modifiche e demolizioni

Note


Da Politecnico di Torino Dipartimento Casa-Città, Beni culturali ambientali nel Comune di Torino, Società degli Ingegneri e degli Architetti in Torino, Torino 1984:
EX FONDERIE E SMALTERIE BALLADA E C.
Isolato compreso tra Corso Verona, Via Perugia, Via Modena, Via Foggia

Edificio industriale e palazzina uffici e custode.
Manufatto industriale di valore documentario singolare opera di edilizia industriale degli inizi del Novecento di gusto art nouveau, ecletticheggiante.
Su progetto datato 1906, edificazione di fabbricato industriale opera dell'ing. Pietro Fenoglio. Ampliamenti e realizzazione di edifici di servizio in anni successivi.

R. NELVA, B. SIGNORELLI, Le opere di Pietro Fenoglio[…], 1979, ID,. Poesia di Pietro Fenoglio […], 1979, pp. 262-314.
Tavola: 34

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