Scheda: Luogo - Tipo: Edifici

Cascina Scaravella

Particolare del diorama “Panorama della Battaglia di Torino del 1706” di Giacomo Grosso che illustra gli scontri svoltisi presso la Scaravella.

La cascina, ora non più esistente, era situata all’incrocio ideale degli odierni corso Brin e via Assisi sull’area occupata poi dallo stabilimento Vitali delle Ferriere-Teksid.

 


Indirizzo: Lat: 45.09317 Long: 7.665428

Costruzione: 1456

Variazione: 1669

Demolizione: 1935 - 1940

    Categorie


  • cascina

    Indice



La cascina, ora non più esistente, era situata all’incrocio ideale degli odierni corso Brin e via Assisi sull’area occupata poi dallo stabilimento Vitali delle Ferriere-Teksid. Fondata nel 1456 sul podere del preesistente castellaccio di Vialbe dagli Scaravello, aristocratici vercellesi da cui prende il nome. L’edificazione della cascina s’inserisce in una serie di importanti investimenti volti a una gestione più intensiva del fondo quali l’apertura della Bealera Vecchia di Lucento nel 1460 e la costruzione nel 1488 della vicina cascina Bianchina, poi centro poderale autonomo. La terra è lavorata da mezzadri e dalle loro famiglie che vivono nella cascina tenendosi parte del raccolto. Nel 1486 gli Scaravello per impedire l’erosione della proprietà da parte della Dora ne deviano l’ansa attigua.
Danneggiata nel 1640 durante l’assedio di Torino, nel 1669 la Scaravella assume l’aspetto a corte chiusa. Specializzandosi nella coltivazione di prodotti come il fieno da vendere sul mercato, la terra è affidata non più a mezzadri, ma a manodopera salariata. Durante l'assedio del 1706 la cascina passa ai Faussone di Montaldo. I Francesi del Generale De La Feuillade allestiscono alle cascine Scaravella e Bianchina una postazione di tre grossi pezzi d’artiglieria, da cui, per due mesi, bombardano il vicino fortino di Valdocco. Dopo averle abbandonate, nel giorno della battaglia decisiva ( 7 settembre 1706), in un ultimo tentativo i francesi si riorganizzano mirando con le loro artiglierie alle cascine semidistrutte, nella speranza di riconquistarle. I successivi restauri non cancellano completamente le tracce degli avvenimenti del 1706: il baluardo rimane crivellato, proiettili francesi e alleati rimangono conficcati nei muri e nei sotterranei; alcuni di essi sono oggi conservati al Museo Pietro Micca. Il pilastrino con l’effige della Consolata, demolita la cascina, è stato in seguito trasportato nell’edicola religiosa all’angolo di Via Assisi e via Verolengo.

Il Grossi definisce la Scaravella “cascina con grosso ed antico edificio, in un angolo evvi una torre dell'Illustrissimo signor Marchese Faussone di Montaldo […]. Vicino all'ingresso di detta cascina evvi un ter  mine dell'accampamento francese nel 1706, in cui è scolpita l'immagine della Santissima Vergine della Consolata”; la struttura della fabbrica è a corte chiusa già nella Carta Corografica del Grossi e la sua notevole estensione, che la fa indicare come “grosso edificio”, si può desumere anche dai catasti in cui si conta più di una giornata di terreno tra casa rustica, casa civile, fornace e cortile.

Nel 1857 è rilevata dall’industriale Enrico Martinolo, già proprietario della cascina Commenda. Intorno al 1928 e al 1929 passa alla Fiat che la demolisce per ampliare lo stabilimento Vitali.

 

Cascina Bianchin e cascina Scaravella. Istituto Geografico Militare, Pianta di Torino, 1974. © Archivio Storico della Città di Torino Cascina Bianchin e cascina Scaravella. Istituto Geografico Militare, Pianta di Torino, 1974. © Archivio Storico della Città di Torino
Cascina Bianchina e cascina Scaravella. Pianta di Torino, 1935, © Archivio Storico della Città di Torino Cascina Bianchina e cascina Scaravella. Pianta di Torino, 1935, © Archivio Storico della Città di Torino
Cascina Bianchina e cascina Scaravella. Catasto Rabbini, 1866, ©Archivio di Stato di Torino Cascina Bianchina e cascina Scaravella. Catasto Rabbini, 1866, ©Archivio di Stato di Torino
Cascina Bianchina e cascina Scaravella. Antonio Rabbini, Topografia della Città e Territorio di Torino, 1840. © Archivio Storico della Città di Torino Cascina Bianchina e cascina Scaravella. Antonio Rabbini, Topografia della Città e Territorio di Torino, 1840. © Archivio Storico della Città di Torino
Cascina Bianchina e cascina Scaravella. Catasto Gatti, 1820-1830. © Archivio Storico della Città di Torino Cascina Bianchina e cascina Scaravella. Catasto Gatti, 1820-1830. © Archivio Storico della Città di Torino
Cascina Bianchina e cascina Scaravella. Catasto Napoleonico, 1805. © Archivio di Stato di Torino Cascina Bianchina e cascina Scaravella. Catasto Napoleonico, 1805. © Archivio di Stato di Torino
Cascina Bianchina e cascina Scaravella. Amedeo Grossi, Carta Corografica dimostrativa del territorio della Città di Torino, 1791. © Archivio Storico della Città di Torino Cascina Bianchina e cascina Scaravella. Amedeo Grossi, Carta Corografica dimostrativa del territorio della Città di Torino, 1791. © Archivio Storico della Città di Torino
Cascina Bianchin e cascina Scaravella. Carta Topografica della Caccia, 1760-1766 circa, ©Archivio di Stato di Torino Cascina Bianchin e cascina Scaravella. Carta Topografica della Caccia, 1760-1766 circa, ©Archivio di Stato di Torino

    Bibliografia


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  • Giovanni Bruno, Dopo duecento anni. I testimoni dell’assedio e della battaglia di Torino nel 1706. Bozzetti descrittivi e raffronti storici, Stabilimento grafico Società editrice cartoline, Torino 1906, pp. 61-64
  • Grossi, Giovanni Lorenzo Amedeo, Carta corografica dimostrativa del territorio di Torino, appartenente alla "Guida alle cascine e vigne del territorio di Torino", stampata a Torino nel 1791, Vol. 3, Bottega d'Erasmo, Torino 1968
  • Gribaudi Rossi, Elisa, Cascine e ville della pianura torinese: briciole di storia torinese rispolverate nei solai delle ville e nei granai delle cascine, Le Bouquiniste, Torino 1970, pp. 156-157
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  • Settia, Aldo A., Fisionomia urbanistica e inserimento nel territorio (secoli XI-XIII), in Sergi, Giuseppe (a cura di), Storia di Torino. Dalla preistoria al Comune medievale, Vol. 1, G. Einaudi, Torino 1997, pp. 785-831
  • L’economia e la società, in Comba, Rinaldo (a cura di), Storia di Torino. Il basso Medioevo e la prima età moderna, 1280-1536, Vol. 2, G. Einaudi, Torino 1997, pp. 421-539 (in particolare pp. 423-476)
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    Fonti Archivistiche


  • Carta Topografica della Caccia, 1760-1766, Archivio di Stato di Torino, Sezione Corte, Carte topografiche segrete, Torino 15 A VI Rosso
  • Amedeo Grossi, Carta Corografica dimostrativa del territorio della Città di Torino, 1791, Archivio Storico della Città di Torino, Collezione Simeom, SIM D1800
  • Plan Geomêtrique de la Commune de Turin, 1805, Archivio di Stato di Torino, Sezioni Riunite, Catasti, Catasto Francese, Allegato A, Mappe del Catasto Francese, Circondario di Torino, Mandamento di Torino, Torino
  • Andrea Gatti, Catasto Gatti, 1820-1830, Archivio Storico della Città di Torino, CAG, sez. 63
  • Andrea Gatti, Colonnario Territoriale, 1820-1830, Archivio Storico della Città di Torino, COLL TER, sez. 63, art. 2331
  • Antonio Rabbini, Topografia della Città e Territorio di Torino, 1840, Archivio Storico della Città di Torino, Collezione Simeom, SIM D1803
  • Antonio Rabbini, Mappa originale del Comune di Torino, 1866, Archivio di Stato di Torino, Sezioni Riunite, Catasti, Catasto Rabbini, Circondario di Torino, Mappe, distribuzione dei fogli di mappa e linea territoriale, Torino
  • Servizio Tecnico Municipale del Comune di Torino, Pianta di Torino, 1935, Archivio Storico della Città di Torino, TD 64.7.8
  • Istituto Geografico Militare, Carta IGM, 1974, Archivio Storico della Città di Torino, TD 64.7.11

    Ente Responsabile


  • Comitato Parco Dora
  • Cds Circoscrizione 5