Scheda: Evento - Tipo: Storico

Emanuele Filiberto in città

Nel 1563 Torino divenne capitale degli Stati sabaudi, crebbe in prestigio e numero di abitanti, ma Emanuele Filiberto diede più importanza alle questioni militari che all’abbellimento della città.


Data dell'evento: 1563

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  • sala 1580

    Indice



Nel 1562, a seguito della pace di Cateau-Cambresis del 1559, Emanuele Filiberto duca di Savoia riebbe Torino e il Piemonte per avere combattuto con la Spagna contro la Francia. Nella decisiva battaglia di San Quintino (Fiandre, 10/10/1557), in cui guidava le truppe di Filippo II, Emanuele Filiberto fece voto di erigere un edificio di culto dedicato al santo di quel giorno (Lorenzo) e per questo i suoi successori avrebbero edificato la chiesa di piazza Castello.
Nel 1563 il duca rientrò in Torino, che diveniva capitale, accolto dai cittadini in festa. L’importanza da lui attribuita alla materia militare fece sì che Torino non guadagnasse molto in bellezza dal nuovo status. Emanuele Filiberto si dedicò a potenziare l’esercito imponendo  tasse e obbligando ad ospitare i militari. Non fece costruire nuovi palazzi, neppure per sé, scegliendo di soggiornare presso l’arcivescovo, ma alla città diede la Cittadella.
Crebbe tuttavia il prestigio di Torino e aumentò il numero dei suoi abitanti con l’arrivo di persone legate alla corte, di artisti, letterati, musici, ma anche di mercanti, appaltatori, studenti, …. Nel 1570 a Torino vivevano circa 14.000 persone.

 

    Bibliografia


  • Enrico Stumpo, Spazi urbani e gruppi sociali (1536-1630), in Giovanni Ricuperati (a cura di), Storia di Torino. III. Dalla dominazione francese alla ricomposizione dello Stato (1536-1630), Vol. III, Giulio Einaudi editore, Torino 1998, pp. 181-220