Scheda: Luogo - Tipo: Edifici

Domus romana di via Bonelli 11

Corridoio di ingresso e della stanza pavimentata con un tappeto a mosaico policromo. © Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie

Durante i lavori di ristrutturazione dell’isolato, nel 1993, sono venuti alla luce alcuni ambienti, in parte pavimentati a mosaico, di una dimora signorile (domus) di età romana.


Indirizzo: Lat: 45.076038 Long: 7.680347

Costruzione: I Sec. (0-99 )

Trasformazione: II Sec. (100-199 )

Ritrovamento: 1993

Abbandono: III Sec. (200-299 ) - IV Sec. (300-399 )

    Tag

  • mostra antica

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  • casa

    Indice


  • Introduzione
  • Tracce delle costruzioni più antiche
  • Una dimora signorile
  • Il mosaico policromo

Introduzione


Nell’isolato San Giacomo, quasi a ridosso del tratto settentrionale delle mura cittadine, si trova il complesso di abitazioni più interessante finora individuato a Torino1. Le strutture sono venute alla luce tra il 1992 e il 1993, nel corso di indagini preventive alla costruzione di autorimesse interrate e alla ristrutturazione degli immobili. L’edificio più grande e meglio conservato ha una superficie di almeno duecento metri quadri. Tutti i mosaici trovati nel corso delle indagini sono stati restaurati e portati al Museo di Antichità di Torino.

 

Planimetria della domus con la ricomposizione del mosaico policromo nelle parti mancanti, © Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie Planimetria della domus con la ricomposizione del mosaico policromo nelle parti mancanti, © Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie

Tracce delle costruzioni più antiche


Tre ambienti rettangolari piuttosto piccoli e stretti (circa due metri di larghezza per quattro metri e mezzo di lunghezza) sono la testimonianza delle prime abitazioni. Uno dei tre vani, al momento della scoperta, conservava ancora le tracce di un pavimento realizzato con una gettata di malta in cui erano inglobati sassolini, frammenti di pietra o marmo e di laterizi e ceramica (cementizio); le dimensioni e la tipologia degli inclusi determinavano l’aspetto e il colore del pavimento.

Il piccolo complesso, costruito nel corso del I secolo d.C., era servito da una canaletta di scolo delle acque che attraversava parte dell’area.

Una dimora signorile


All’inizio del II secolo d.C. l’intera area viene ristrutturata e trasformata in un’abitazione di cui si riconoscono almeno undici ambienti. Un lungo corridoio d’ingresso scoperto e lastricato di mattoni, affiancato da un vano forse porticato, si apriva su una corte quadrangolare coperta da tetti con le falde spioventi verso il centro del cortile in modo da permettere una razionale raccolta dell’acqua piovana.

Sul lato nord dell’ingresso si trovava il vano di soggiorno pavimentato con un mosaico policromo (cfr. 2.5). Alle spalle del cortile centrale, invece, era situato un grande ambiente pavimentato con un mosaico bianco e nero.

I lati NW e SE dell’abitazione erano occupati da almeno quattro ambienti di cui non possiamo stabilire la funzione, nei quali si conservavano ancora ampie porzioni di pavimenti in cementizio.

Particolare dell’aula pavimentata con un mosaico bianco e nero che compone una serie di ottagoni in cui sono racchiusi girali vegetali, © Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie. Particolare dell’aula pavimentata con un mosaico bianco e nero che compone una serie di ottagoni in cui sono racchiusi girali vegetali, © Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie.

Il mosaico policromo


Il tappeto che copre l’intero pavimento della stanza è decorato da un motivo geometrico di stelle a otto losanghe con quadrati e rettangoli di risulta riempiti da nodi di Salomone. Le stelle sono disposte in modo da ricavare uno spazio centrale per due pannelli figurati (emblemata).

Il pannello superiore, più piccolo, è quasi completamente scomparso. Quello inferiore reca nel disco centrale la raffigurazione policroma di un amorino alato che cavalca un delfino, tenendo nella mano destra un’asta.

L’intera decorazione è inquadrata da una fascia nera abbellita da una cornice di rombi che si inserisce soltanto su un lato breve e su una piccola porzione di quello lungo. La banda non decorata doveva essere nascosta dai letti (triclini) che servivano per il banchetto, mentre la fascia decorata era in corrispondenza della porta di ingresso alla stanza.

 

Particolare del pannello figurato (emblema) centrale con un amorino alato che cavalca un delfino, © Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie. Particolare del pannello figurato (emblema) centrale con un amorino alato che cavalca un delfino, © Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie.

    Bibliografia


  • Filippi, Fedora, L’edilizia residenziale urbana, in Mercando, Liliana (a cura di), Archeologia in Piemonte. L’età romana, Vol. 2, U. Allemandi, Torino 1998, pp. 119-136, (part. p. 133)
  • Gabucci, Ada - Pejrani Baricco, Luisella, Elementi di edilizia e urbanistica di Augusta Taurinorum. Trasformazioni della forma urbana e topografia archeologica in Intra illa moenia domus ac penates (Liv. 2, 40, 7): il tessuto abitativo nelle città romane della Cisalpina, Quasar, Roma 2009, pp. 225-245, (part. pp. 238-240)

    Ente Responsabile


  • Mostra Torino: storia di una città
  • Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie

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