Scheda: Luogo - Tipo: Edifici

Edificio per abitazioni, negozi e uffici in piazza Solferino

Edificio di Gualtiero Casalegno in piazza Solferino 21. Fotografia di Alessandro Martini, 2011

L'edificio ottocentesco preesistente fu raso al suolo dai bombardamenti dell'estate 1943. Attualmente sull'area è presente la torre per uffici e residenze di Gualtiero Casalegno (1949), terzo dei grandi interventi nel centro cittadino dei tardi anni Quaranta del Novecento.


Indirizzo: Lat: 45.070221 Long: 7.678349

Costruzione: XIX Sec. (1800-1899 )

Bombardamento: 08 Agosto 1943

Bombardamento: 13 Agosto 1943

Progetto: 1949

Inaugurazione: 1952

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  • bombardamenti

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Terzo dei grandi interventi nel centro cittadino dei tardi anni quaranta è quello che rivoluziona il profilo di piazza Solferino. Il concorso per la sistemazione urbanistica e architettonica della piazza, bandito nel 1946, prevede la ricostruzione dell’isolato di “spina” bombardato nel 1943, tra le vie Santa Teresa e Pietro Micca: insieme un importante snodo di traffico e un fronte privilegiato, seppur alla ricerca di una rinnovata dignità architettonica. In particolare, l'edificio in via santa Teresa 28, di 6 piani fuori terra (appartamenti, negozi e uffici) fu totalmente distrutto da bombe dirompenti.

Non assegnato il primo premio, la giuria, composta tra gli altri da Giovanni Chevalley, Eugenio Mollino, Gino Levi-Montalcini e Domenico Morelli, attribuisce il secondo premio al progetto di Carlo Alberto Bordogna e Alessandro Psacharopulo (che prevede una piazza rettangolare e porticata all’imbocco di via Botero e un grattacielo di 20 piani fortemente arretrato) e il terzo ad Annibale e Giorgio Rigotti (con analoga piazza ma con edifici di 9 piani).

I due progetti premiati, insieme a quelli acquistati dal Comune, consentono all’Amministrazione municipale di definire il piano regolatore dell’area, che vede infine l’affidamento dell’incarico a Gualtiero Casalegno. Il progetto, presentato a inizio 1949, è per la gran parte edificato entro l’anno successivo. L’architetto è nei medesimi anni impegnato anche in altri progetti per “edifici alti”.

Se la casa ad appartamenti di corso Massimo d’Azeglio 76, fortemente connotata dal prospetto curvilineo e dall’opulenza dei materiali, suggerisce un costante e caratteristico interesse verso elaborazioni internazionali (con un dichiarato interesse per Wright e Neutra, e poi Mendelsohn, Mies van der Rohe e Breuer) e italiane (Mollino, Moretti), il “grattacielo” di piazza Solferino, con un basamento porticato adibito a galleria commerciale sormontato da 14 piani di appartamenti signorili, esprime una ricerca di verticalismo successivamente ripresa nel palazzo delle Cartiere Burgo (1955-56) e nella torre residenziale di corso Cairoli 16 (1947-57). L’articolazione della slanciata torre, dall’elegante finitura a intonaco chiaro, prevede un fronte scavato da balconi a tutta facciata e da ampie vetrate sul fronte verso piazza, perfettamente orientato sull’asse storico di via Cernaia, e prospetti differenziati sulle vie laterali. Sul fronte posteriore, l’edificio si relaziona invece con le preesistenze e con un nuovo basso fabbricato, opera coeva di Ottorino Aloisio.

    Bibliografia


  • P. Viotto, Il concorso per la sistemazione di Piazza Solferino, in «Atti e Rassegna Tecnica della Società degli Ingegneri e degli Architetti in Torino», 4, aprile, 1947, pp. 113-119
  • Costruzioni moderne a Torino: la Casa Alta, tra la vecchia via Pietro Micca e la nuova via Botero; il Palazzo Gualca-Sire in corso Duca degli Abruzzi; il Palazzo Santa Margherita in via Promis, in «Edilizia Moderna», 52, giugno, 1954, pp. 55-64
  • Magnaghi, Agostino - Monge, Mariolina - Re, Luciano, Guida all'architettura moderna di Torino, Lindau, Torino 1995, pp. 136-137

    Fonti Archivistiche


  • ASCT, Fondo danni di guerra, inv. 61 cart. 1 fasc. 61

    Ente Responsabile


  • SIAT
  • Museo Diffuso della Resistenza della Deportazione della Guerra dei Diritti e della Libertà

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