Scheda: Luogo - Tipo: Edifici

Casa del Vescovo

Casa del Vescovo (Casa Provana), cortile e loggiato. Fotografia di Mario Gabinio, 1900-1902. Fondazione Torino Musei, Archivio Fotografico, Fondo Mario Gabinio. © Fondazione Torino Musei

L'edificio cinquecentesco, nonostante l'opposizione di Riccardo Brayda, fu demolito all'inizio del XX secolo; il soffitto del salone al primo piano e due stemmi della famiglia Provana furono recuperati e portati al Museo Civico di Torino.


Indirizzo: Lat: 45.072536 Long: 7.68283

Costruzione: XV Sec. (1400-1499 )

Demolizione: XX Sec. (1900-1999 )

    Tag

  • mostra medievale

    Categorie


  • palazzo

    Indice



Della casa del Vescovo restano solo le fotografie scattate da Secondo Pia prima della demolizione e i rilievi di Riccardo Brayda. La denominazione di casa del Vescovo è dovuta allo stemma presente sul portale, della famiglia Provana di Leinì: Antonio Provana di Leinì fu, infatti, vescovo di Torino tra il 1632 e il 1640.

Lo stemma risale comunque a circa un secolo prima del vescovo Antonio; poiché è stato attribuito al protonotario apostolico Andrea Provana, vicario del vescovo Della Rovere. Lo stemma murato sul portone, forse opera dello scultore Sanmicheli - lo stesso che aveva lavorato alle sculture del Duomo volute dal vescovo della Rovere - permettono di datare la casa alla fine del secolo XV, inizio XVI, non comunque oltre al 1517.

La famiglia Provana apparteneva alla nobiltà di corte; aveva già prestato servizio e denari ai principi d'Acaia e, dopo la riappacificazione tra i principi e i conti di Savoia, aveva giurato fedeltà ai conti, ricevendo in cambio cariche e onori. La casa, come risulta dai catasti comunali, figurò sempre di proprietà della famiglia Provana, anche dopo una suddivisione tra fratelli; nel 1619 divenne per un certo periodo residenza arcivescovile.

L'edificio corrispondeva a un modello residenziale prestigioso, come si può dedurre dalle fotografie, dai rilievi e dai reperti conservati al Museo Civico d'Arte Antica di Palazzo Madama: era dotato di botteghe laterali, grandi sale aperte su loggiati interni al cortile e di una torre.

    Bibliografia


  • Donato, Giovanni, Immagini del medioevo torinese fra memoria e conservazione, in Comba, Rinaldo - Roccia, Rosanna (a cura di), Torino fra Medioevo e Rinascimento. Dai catasti al paesaggio urbano e rurale, Archivio storico della Città di Torino, Torino 1993, pp. 305-365
  • Bonardi, Maria Teresa, Dai catasti al tessuto urbano, in Comba, Rinaldo - Roccia, Rosanna (a cura di), Torino fra Medioevo e Rinascimento. Dai catasti al paesaggio urbano e rurale, Archivio Storico della Città di Torino, Torino 1993, pp. 55-142
  • Torino: ritratto in piedi. Nascita di una città, Anteprima, Torino 2003, pp. 22-23
  • Romanello, Elena (a cura di), Emblemi di pietra. Araldica e iscrizioni piemontesi, Fondazione Torino Musei, Torino 2008, pp. 35-38

    Ente Responsabile


  • Mostra Torino: storia di una città

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