Scheda: Luogo - Tipo: Edifici monumentali

Palazzo Barolo

Fronte del Palazzo dei Marchesi di Barolo con la lapide dedicata a Silvio Pellico. Fotografia di Elena Francisetti, 2010. © MuseoTorino

È uno dei più significativi e meglio conservati esempi di dimore nobiliari della Torino barocca oggi aperte al pubblico. Elementi salienti sono la facciata, l’atrio e lo scalone a forbice, realizzati a partire dal 1692 su progetto dell’architetto Gian Francesco Baroncelli, e la decorazione interna su disegno di Benedetto Alfieri, di gusto rococò. È attualmente sede dell’Opera Pia Barolo.


Indirizzo: VIA DELLE ORFANE 7

Ampliamento: 1648
prime opere di ampliamento e migliorie dell’edificio di proprietà del conte Carlo Amedeo Provana di Druent

Bombardamento: 08 Dicembre 1942

Bombardamento: 13 Luglio 1943

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  • mostra moderna
  • bombardamenti

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  • bombardamento
  • risorgimento
  • palazzo

    Indice


  • Cronologia
  • Bombardamenti


Il palazzo, situato nella parte occidentale di Torino, in una zona strategica per i futuri ampliamenti della capitale sabauda, si definisce come dimora nobiliare aggiornata secondo il gusto dell’epoca tra il 1692 e il 1720, quando il conte Ottavio Provana di Druent (1652-1727), membro di una delle famiglie strettamente legate alla Corte, ne affida l’ampliamento e il riallestimento all’architetto Gian Francesco Baroncelli (morte 1694). Questi coordina maestranze e artisti di chiara fama, attivi nei principali cantieri dell’epoca: degno di nota è lo scalone a forbice, che Baroncelli posiziona al centro del fabbricato e non a lato, come di solito nei palazzi nobiliari seicenteschi. Nel 1743 il marchese Ottavio Giuseppe Falletti di Barolo (1696-1747), primogenito dell’unica figlia di Ottavio Provana, Elena Matilde, commissiona importanti lavori di completamento e restauro dell’edificio al Primo Architetto Regio Benedetto Alfieri (1699-1767), che aggiorna in chiave rococò alcuni ambienti del palazzo. Alfieri dirige i lavori di decorazione dell’atrio e della facciata su via delle Orfane e del piano nobile, in particolare il salone d’onore e gli ambienti situati nel tratto di edificio a sinistra dello scalone.

Il marchese Carlo Gerolamo, primogenito di Ottavio Giuseppe, acquista alcuni stabili attigui al palazzo e tra il 1756 e il 1758 fa costruire una nuova parte di fabbrica, rivolta verso piazza Susina, e destinata a casa da reddito. Nel 1756 egli fa anche rimodernare l’appartamento verso ponente a piano terreno, destinato al figlio Ottavio Alessandro. Quest’ultimo nel 1780 incarica l’architetto Leonardo Marini (attivo 1760-1806) di un ulteriore riallestimento, che interessa soprattutto gli ambienti del piano terreno. Tra il 1805 e il 1808 viene approntato, sotto la direzione dei pittori e scenografi Luigi Vacca (1778-1854) e Fabrizio Sevesi (1773-1837), un appartamento in stile impero nella parte a ponente del piano nobile per il marchese Carlo Tancredi Falletti di Barolo (1782-1838) e sua moglie, Giulia Colbert di Maulévrier. Per volontà di quest’ultima il palazzo ospita numerose iniziative filantropiche e, dopo la sua morte, diventa sede dell’Opera Pia Barolo, tuttora esistente. Tra il 1906 e il 1907 viene decurtata l’ala sud dell’edificio per l’allargamento di via Corte d’Appello, comportando la perdita di una parte delle decorazioni alfieriane che connotavano gli ambienti interessati da questo intervento.

Palazzo Barolo, interno. Fotografia di Mattia Boero, 2010. © MuseoTorino Palazzo Barolo, interno. Fotografia di Mattia Boero, 2010. © MuseoTorino
Scalone d’onore di Palazzo Barolo. Fotografia di Mattia Boero, 2010. © MuseoTorino Scalone d’onore di Palazzo Barolo. Fotografia di Mattia Boero, 2010. © MuseoTorino
Scalone d’onore di Palazzo Barolo. Fotografia di Paolo Mussat Sartor e Paolo Pellion di Persano, 2010. © MuseoTorino Scalone d’onore di Palazzo Barolo. Fotografia di Paolo Mussat Sartor e Paolo Pellion di Persano, 2010. © MuseoTorino
PALAZZO BAROLO PALAZZO BAROLO
Palazzo Barolo. Fotografia di Paolo Mussat e Paolo Pellion, 2010. © MuseoTorino Palazzo Barolo. Fotografia di Paolo Mussat e Paolo Pellion, 2010. © MuseoTorino

Cronologia


1692-1720, ampliamento e riallestimento del palazzo ad opera dell’architetto Gian Francesco Baroncelli su committenza del conte Ottavio Provana di Druent;

1743, restauro e aggiornamento stilistico su progetto dell’architetto regio Benedetto Alfieri per committenza del marchese Ottavio Giuseppe Falletti di Barolo;

1780, riallestimento dell’appartamento al piano terreno su progetto dell’architetto regio Leonardo Marini per volere del marchese Ottavio Alessandro Falletti di Barolo;

1805-1808, allestimento negli ambienti a ponente del piano nobile di un nuovo appartamento in stile impero per il marchese Carlo Tancredi Falletti di Barolo e sua moglie;

1864, il palazzo diventa sede dell’Opera Pia Barolo, fondata dalla marchesa Giulia di Barolo, moglie di Carlo Tancredi e ultima erede della dinastia;

1906-1907, decurtazione dell’ala sud dell’edificio per l’allargamento di via Corte d’Appello.

Bombardamenti


L'edificio fu bombardato nel corso delle incursioni aeree dell'08 dicembre 1942 e del 13 luglio 1943. Il terzo piano, destinato alle convivenze dell'Istituto Famiglie Operaie, subì danni alle chiassilerie. Sul fronte di via Corte d'appello, al numero 20, un locale commerciale fu sinistrato da un incendio. Nel maggio del 1944 risultavano già eseguiti lavori di ripristino parziale.

Bombe e mezzi incendiari lanciati 1:5000, 1942-1945. Zona 1: Municipio - Porta Susa - Porta nuova - Vanchiglia - Borgo Nuovo. ASCT, Tipi e disegni, cart. 68, fasc. 1 disegno 1, quadrante 4. © Archivio Storico della Città di Torino
Bombe e mezzi incendiari lanciati 1:5000, 1942-1945. Zona 1: Municipio - Porta Susa - Porta nuova - Vanchiglia - Borgo Nuovo. ASCT, Tipi e disegni, cart. 68, fasc. 1 disegno 1, quadrante 4. © Archivio Storico della Città di Torino
Bombe e mezzi incendiari lanciati 1:5000, 1942-1945. Zona 1: Municipio - Vanchiglia - Porta Susa - Porta Nuova - Borgo Nuovo. ASCT, Tipi e disegni, cart. 68, fasc. 1 disegno 1. © Archivio Storico della Città di Torino Bombe e mezzi incendiari lanciati 1:5000, 1942-1945. Zona 1: Municipio - Vanchiglia - Porta Susa - Porta Nuova - Borgo Nuovo. ASCT, Tipi e disegni, cart. 68, fasc. 1 disegno 1. © Archivio Storico della Città di Torino
Danni arrecati agli stabili 1:5000, 1942-1945. Zona 1: Municipio, Vanchiglia, Porta Susa, Porta Nuova, Borgo Nuovo. ASCT, Tipi e disegni, cart. 68, fasc. 2 disegno 1, quadrante 4. © Archivio Storico della Città di Torino Danni arrecati agli stabili 1:5000, 1942-1945. Zona 1: Municipio, Vanchiglia, Porta Susa, Porta Nuova, Borgo Nuovo. ASCT, Tipi e disegni, cart. 68, fasc. 2 disegno 1, quadrante 4. © Archivio Storico della Città di Torino
Danni arrecati agli stabili 1:5000, 1942-1945. Zona 1: Municipio, Vanchiglia, Porta Susa, Porta Nuova, Borgo Nuovo. ASCT, Tipi e disegni, cart. 68, fasc. 2 disegno 1. © Archivio Storico della Città di Torino Danni arrecati agli stabili 1:5000, 1942-1945. Zona 1: Municipio, Vanchiglia, Porta Susa, Porta Nuova, Borgo Nuovo. ASCT, Tipi e disegni, cart. 68, fasc. 2 disegno 1. © Archivio Storico della Città di Torino
Bombardamenti aerei. Censimento edifici danneggiati o distrutti. ASCT Fondo danni di guerra inv. 21 cart. 1 fasc. 21. © Archivio Storico della Città di Torino
Bombardamenti aerei. Censimento edifici danneggiati o distrutti. ASCT Fondo danni di guerra inv. 21 cart. 1 fasc. 21. © Archivio Storico della Città di Torino

Note


Da Politecnico di Torino Dipartimento Casa-Città, Beni culturali ambientali nel Comune di Torino, Società degli Ingegneri e degli Architetti in Torino, Torino 1984:
PALAZZO BAROLO
Via delle Orfane, Via Corte d'Appello, Piazza Savoia

Palazzo ed adiacente casa d'affitto
Complesso di palazzo e casa d'affitto di valore storico-artistico e ambientale. E' un singolare esempio di palazzo di fine Seicento con androne e scalone coassiali, a cui fu aggregata nell'Ottocento una casa d'affitto
II palazzo è opera del Baroncelli (1692). Vi operò successivamente l'Alfieri (1743). Nel 1906 la manica su Via Corte d'Appello venne demolita e ricostruita su nuovo filo. Nell'Ottocento venne aggregata la casa d'affitto prospiciente Piazza Savoia; nel sito preesisteva un lembo residuo del tessuto edilizio periferico della Città Vecchia, documentato dal catasto Gatti d'inizio Ottocento (1822).

G. FENOGLIO. 1928.
Tavola: 41

    Bibliografia


  • Derossi, Onorato, Nuova guida per la città di Torino, Stamperia reale, Torino 1781
  • Fenoglio, Giulio, Il Palazzo dei Marchesi di Barolo. Notizie e frammenti di storia torinese, in «Torino. Rivista mensile municipale», A. VIII, n. 3, marzo, 1928, Torino, pp. 104-125
  • Bellini, Amedeo, Benedetto Alfieri, Electa, Milano 1978, pp. 140-143
  • Politecnico di Torino. Dipartimento Casa Città, Beni culturali ambientali nel Comune di Torino, Vol. 1, Società degli ingegneri e degli architetti in Torino, Torino 1984, p. 290
  • Galli, Paolo, Palazzo Barolo, D. Piazza, Torino 1986
  • Mossetti, Cristina, Un committente della nobiltà di corte: Ottavio Provana di Druent, in Romano, Giovanni (a cura di), Torino 1655-1699. Strategie e conflitti del Barocco, Cassa di risparmio di Torino, Torino 1993, pp. 253-353
  • Gribaudi Rossi, Elisa, Palazzo Falletti di Barolo, in Gianazzo di Pamparato, Francesco (a cura di), Famiglie e palazzi. Dalle campagne piemontesi a Torino capitale barocca, Gribaudo Paravia, Torino 1997, pp. 257-269
  • Palazzo Falletti di Barolo. Percorsi di ricerca per la visita degli appartamenti storici, Gribaudo, Cavallermaggiore 1999
  • Ghisotti, Silvia, Palazzo Barolo, in Bassignana, Pier Luigi (a cura di), Le strade e i palazzi di Torino raccontano, Centro congressi Torino Incontra, Torino 2000, pp. 209-233

    Sitografia


  • http://www.palazzobarolo.it

    Fonti Archivistiche


  • ASCT Fondo danni di guerra, inv. 21, cart. 1, fasc. 21

    Ente Responsabile


  • Mostra Torino: storia di una città
  • Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà

Fototeca