Scheda: Tema - Tipo: Architettura e urbanistica

Case di abitazione dell’impresa Grassi

L’ossatura in elementi prefabbricati della casa di corso Giulio Cesare angolo via Chivasso. © Archivio Storico della Città di Torino

Gli edifici costruiti dall’impresa di Luigi Grassi si trovano nella zona nord della città (Barriera di Milano, Aurora, Vanchiglietta). Si tratta di case economiche e di pregio che, a partire dagli anni Venti del Novecento, si caratterizzano per le tecniche di costruzione prefabbricata.


Inizio: 1903

Fine: 1939

    Categorie


  • casa
  • abitazione

    Indice



L’attività di Luigi Grassi inizia nel 1903 con la costruzione di case economiche in borgata Monte Rosa, in via Lombardore e in via di Circonvallazione (poi corso Novara), con tre o quattro piani fuori terra. Sono alloggi da affittare agli operai che lavorano nelle fabbriche di Barriera di Milano e sono dotati di due stanze allineate, con ingresso da ballatoio e gabinetto esterno in comune a due alloggi.
Caseggiati analoghi sono costruiti nel 1904 in borgo Aurora, in corso Verona e in corso Regio Parco.
Nel 1905 sono costruite le 10 casette a schiera tra via Agliè e via Favria. I destinatari ideali di questi ultimi edifici sono le famiglie di ceto medio; le case sono dotate di servizi interni e giardinetto, ma l’operazione non ottiene il successo sperato perché - a dire del commendator Luigi Grassi- il quartiere era ancora troppo poco dotato di trasporti pubblici e scuole.
Successivamente sono costruite le case economiche in corso Novara, in corso Palermo e via Monterosa, in via Pralungo e corso Tortona in zona Vanchiglietta, in corso Giulio Cesare in borgo Aurora.
Negli anni tra il 1910 e il 1920 sono costruite le case nella Borgata Monterosa in via Candia, via Santhià, via Scarlatti; predomina la tipologia di alloggi di due stanze con gabinetto su ballatoio anche se cominciano a comparire alloggi con più stanze anche con gabinetto interno, per i quali sono praticati affitti più bassi di quelli delle case IACP o municipali. Le abitazioni costruite negli anni Venti si caratterizzano per i bassi i costi di costruzione grazie all’introduzione di un metodo che utilizza alcuni elementi prefabbricati quali pilastri alveolati e travature in calcestruzzo armato, pur producendo ormai alloggi tutti con ingresso da pianerottolo, servizi interni e composti da 3 a 5 vani. Si tratta degli insediamenti dell’intero isolato tra le vie Scarlatti, Montanaro, Baltea, Monte Rosa (1920-1922), quello di via Monte Rosa tra via Scarlatti e via Feletto (1926-1928), quello di via Monte Rosa largo Sempione(1938) e inoltre quello di corso Giulio Cesare, via Chivasso in borgo Aurora.
Sempre negli anni Venti sono costruite quattro case di pregio nella zona di via Candia, con facciate decorate con elementi in “litocemento”.
Molte di queste abitazioni si caratterizzano per l’istituzione della “caparra”, che rende possibile l’investimento del denaro incassato per la costruzione di nuove case.
In totale sono realizzate circa 1250 alloggi nei quartieri Aurora e Barriera di Milano mentre nello stesso periodo e nella stessa zona, che comprende anche il Regio Parco, IACP e Municipio ne realizzano circa 2100.

    Bibliografia


  • Abriani, Alberto, Edilizia ed edilizia popolare nello sviluppo urbano di Torino 1919-1941 in Torino tra le due guerre. Cultura operaia e vita quotidiana in borgo San Paolo, organizzazione del consenso e comunicazioni di massa, l'organizzazione del territorio urbano, le arti decorative e industriali, le arti figurative, la musica e il teatro, Musei civici, Torino 1978, pp. 122-141, in part. p. 129
  • Politecnico di Torino. Dipartimento Casa Città, Beni culturali ambientali nel Comune di Torino, Vol. 1, Società degli ingegneri e degli architetti in Torino, Torino 1984, p. 345, p. 347
  • Abriani, Alberto - Favero, Luciano, Un’analisi storica delle caratteristiche di sviluppo di Torino all’epoca del decollo industriale. La zona Nord e le case dell’impresa Luigi Grassi, in Magnaghi, Agostino - Monge, Mariolina - Re, Luciano, Guida all’architettura moderna di Torino, Lindau, Torino 1995, pp. 479-487
  • Magnaghi, Agostino - Monge, Mariolina - Re, Luciano, Guida all'architettura moderna di Torino, Lindau, Torino 1995, p. 114
  • Massaia, Alberto Stefano, Giovanni Chevalley architetto (1868-1954) dall’Eclettismo allo Stile Novecento, in «Studi piemontesi», A. XXVI, n. 1, 1997, Torino, pp. 19-46, p. 43
  • Castrovilli, Angelo - Seminara, Carmelo, Storia della Barriera di Milano: 1852-1945, Associazione culturale Officina della memoria, Torino 2004
  • Alessandra Sicorino, Marisa Mastrandrea, Il problema delle abitazioni per le classi meno abbienti nell’Ottocento e nel primo Novecento, Politecnico di Torino, Facoltà di architettura, 2006, pp. 368-406
  • Mezzalama, Giulia, Case popolari prefabbricate, in Giusti, Maria Adriana - Tamborrino, Rosa, Guida all’architettura del Novecento in Piemonte (1902-2006), U. Allemandi, Torino 2008, p. 246

    Sitografia


  • http://webthesis.biblio.polito.it/347/

    Fonti Archivistiche


  • ASCT, Rivista Torino, 1929, n. 3, p. 257.
  • Archivio Edilizio della Città di Torino
  • Archivio Storico della Città di Torino

    Ente Responsabile


  • Officina della Memoria