Scheda: Evento - Tipo: Storico

Silvio Pellico e Le mie prigioni

C. F. Biscarra (copia di A. Scibaldi), Silvio Pellico e Pietro Maroncelli condotti allo Spielberg (25-26 marzo 1822), 1938. © Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino.

Nel 1822 Silvio Pellico viene arrestato dalla polizia austriaca e rinchiuso nel carcere dello Spielberg. Al ritorno a Torino compilerà il libro di memorie Le mie Prigioni.


Data dell'evento: 1822 - 1854

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21 febbraio 1822 sentenza contro Silvio Pellico che viene rinchiuso insieme a Maroncelli in San Michele di Murano; nella notte tra il 25 e 26 marzo, incatenati, saranno trasferiti allo Spielberg, dove arriveranno il 10 aprile

Il 1° agosto 1830 Pellico riceve la notizia della concessione della grazia. Inizia così il rientro in Italia, dopo la lunga prigionia del carcere dello Spielberg, che si concluderà nel mese di settembre.

Il libro che renderà imperituro il suo nome viene scritto da Pellico nella dimora di via Barbaroux, come è oggi ricordato da una lapide al numero civico 20. Esso è pubblicato a Torino, presso l’editore Bocca; il manoscritto originale si trova presso il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino.

Il 23 luglio 1832 viene autorizzata dalla censura la pubblicazione, in chiave anti-austriaca, de Le mie prigioni. Secondo le celebri parole di Cesare Balbo lo scritto risultava più nocivo all’Austria di una battaglia perduta.

Nel gennaio 1833 il cancelliere austriaco Metternich scrive al ministro d’Austria a Torino, conte di Bombelles, giudicando in termini negativi l’indulgenza della censura sabauda nei confronti dell’opera

Sempre agli inizi del 1833 al Teatro d’Angennes va in scena la tragedia di Pellico Gismonda di Mendrisio, nella quale sono sottintesi accenni alle sventure italiane. Alle rimostranze austriache di impedire le repliche si oppone in un primo momento Carlo Alberto, rifiutando l’eccessiva ingerenza.

A Torino Pellico assume l’incarico di segretario presso Palazzo Barolo. Da qui suole recarsi al santuario della Consolata per fare le sue devozioni quotidiane.

A Palazzo Barolo Pellico sarebbe morto il 31 gennaio 1854 e qui sono oggi sono custoditi lo scrittoio e gli strumenti di lavoro

    Ente Responsabile


  • Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino