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Scheda: Luogo - Tipo: Edifici

Caffè Mulassano

Situato in piazza Castello, questo piccolo gioiello dell'architettura per il commercio di epoca liberty conserva intatta l'atmosfera dell' elegante locale torinese.


PIAZZA CASTELLO 15

Realizzazione: 1907

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  • locali storici
  • 1. Cenni Storici

    Nella seconda metà dell'Ottocento Almicare Mulassano, titolare della distilleria Sacco nota per la menta, apre una liquoreria in via Nizza 3 e nel 1907 la trasferisce in piazza Castello, lungo i cosiddetti "Portici della fiera"  caratterizzati, dal secondo Ottocento,  da un sistema di arredi commerciali di alta rappresentatività (1).

    Devanture e arredi interni, con il disegno tutti gli accessori, sono opera dell'ingegnere Antonio Vandone di Cortemilia, realizzata da alcuni dei migliori artigiani dell'epoca, illustrata dalla prestigiosa rivista Architettura Italiana del 1909, tra i migliori esempi dell'architettura per il commercio dell'epoca per coerenza formale e per la raffinatezza dei materiali e della loro lavorazione (2).

    Tra il 1925 e il 1938 il caffè Mulassano è dei coniugi Nebiolo, giovani e determinati migranti piemontesi in America, tornati in Italia. Con la guerra il locale conobbe un periodo di declino, poi nuovamente venduto passa di mano fino al  titolare Antonio Chessa che nel 1978 commissiona all’architetto Cesare Volpiano e alla ditta  Nicola di Aramengo i restauri che riportano il caffè al suo originario splendore.

    Dal 1985 riconosciuto Locale Storico d'italia, è uno dei più piccoli caffè della penisola con i suoi 31 metri quadrati di straordinaria esuberanza artistica che, al di là delle ampie vetrate, si presenta come un'intatta e importante testimonianza del gusto art nouveau.

     

    2. Arredi esterni

    La devanture a monoblocco in noce, dal disegno lineare e raffinato, reca in alto un'insegna su pannello rettangolare in legno di palissandro chiaro: la simmetria rigorosa, comporta al centro e ai lati due ampie vetrine che sfruttano bene l'aggetto del monoblocco. La decorazione esterna è sobria e spiccano i vetri molati nel lato superiore delle aperture e le foglie di vite nella trabeazione. Completano l'arredo esterno tavolini marmorei di Bardiglio.

    3. Arredi interni

    Il progetto del locale è affidato ad Antonio Vandone di Cortemilia che coinvolge capaci artigiani sia per la realizzazione degli interni, sia degli esterni: lo stipettaio Enrico Pezza, autore delle boiseries e pareti lignee rivestite da specchi; i doratori Capisano e Cazzaniga; i Catella che lavorano il marmo Rosso di Francia e Giallo imperiale come un pregiato tappeto a pavimento; i Petacchi realizzatori del soffitto a cassettoni con innesti di cuoio di Madera. Tra marmi e specchi che dilatano l'ambiente, l'occhio è attratto dal solenne bancone in legno di ciliegio arricchito da decori bronzei dei fratelli Fumagalli, dai tondi ambrati d'onice di Numidia dell'alzatina dal disegno liberty. Ai lati, pochi tavolini dal piano in Onice del Piemonte. Alla cassa un curioso marchingegno consente di determinare a quale avventore tocchi in sorte di offrire l'aperitivo agli amici, comandando un quadrante posto in alto sul bancone.

    Nel 1978 un sapiente restauro, voluto dall'allora titolare Antonio Chessa, ha riportato il locale all'originario splendore restituendogli quello che era andato perduto negli anni a causa della guerra o di azzardati interventi. E' stato recuperato il soffitto, reintegrata la zoccolatura in marmo con i fregi in bronzo e il medaglione in onice del bancone; smantellato l'intonaco che soffocava il cesello d'uva in oro zecchino alle pareti; ripristinate l'alzata dei panini e la spalliera porta bottiglie in mogano, ottone e cristallo.

    4. Curiosità

    Il locale ha più di un secolo ma è stato il precursore di tante novità. Buona parte dei decori lignei, ad esempio, non sono fissati ai muri bensì raccordati fra loro da viti e chiodi e scostati dalla parete da un intercapedine di diversi centimetri. Geniale precauzione in vista di eventuali trasferimenti.

    E' il primo locale, a Torino, a proporre il toast quando i nuovi gestori della famiglia Demichelis Nebiolo importano dall'America una macchina tostapane. Alla loro conduzione si deve anche, nel 1925, l'introduzione del tramezzino, ancora oggi principale specialità della casa proposta in oltre 30 varianti, caratterizzate dall'originalità degli accostamenti.

    Nel corso del Novecento, il locale è stato un set ideale per spot pubblicitari e il cinema d'autore: qui furono girate alcune scene di Addio Giovinezza! (1940) di Ferdinando Maria Poggioli, Piccolo mondo antico (1941) di Mario Soldati, Quattro mosche di velluto grigio (1971) di Dario Argento.

    Note

    1. ASCT, Facciate di negozi 1851-1899, cart. 10, dis 147, Torino 8 agosto 1893

    2. L'Architettura Italiana, anno IV, 1908-1909, p. 91, tav. 32

    • Bibliografia
    • Sitografia
    • Fonti Archivistiche
    • Legge Regionale 4 marzo 1995/n. 34 “Tutela e valorizzazione dei locali storici” catalogo Guarini Piemonte, presso CSI Piemonte, Costanzo P./Delpiano P., scheda n. R0081869 e Allegati
    • Archivio Storico della Città di Torino, Miscellanea Amministrazione n. 912
    • Fototeca
    • Ente Responsabile
    • MuseoTorino, 2016