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Scheda: Luogo - Tipo: Edifici

Ospedaletto di Santa Filomena

Opera nata dallo spirito caritativo dei Marchesi di Barolo, Carlo Tancredi Falletti di Barolo (1782-1838) e Giulia Colbert (1786-1864), per l’assistenza di ragazze disabili povere, prima nel suo genere a Torino. Attualmente la struttura è affidata a un’associazione di volontariato.


Lat: 45.079737 Long: 7.678317

Notizie dal: 1832
progetto di costruzione in Moncalieri

Notizie dal: 1838
sospensione dei lavori a Moncalieri e inizio dei lavori a Torino

Inaugurazione: 1845

Variazione: XX Sec. (1900-1999)

  • Indice
  • Categorie
  • benefattore
  • ente di formazione professionale
  • scuola
  • ospedale
  • chiesa
  • istituto religioso
  • La struttura oggi

    E’ affidata alla Associazione Volontaria Assistenza Socio Sanitaria “Camminare Insieme” che assicura gratuitamente le cure ai poveri.

    L’ospedaletto

    Doveva sorgere a Moncalieri, in una casa appositamente acquistata dai Barolo nel 1832. Alla morte del marito, Giulia decide di interrompere i lavori di adattamento dell’edificio e trasferire l’opera a Torino, in una casa vicino al Rifugio e all’Istituto delle Suore di Santa Maria Maddalena. Lo scopo è quello di ospitare 60 ragazze disabili povere dai 3 ai 12 anni che vi possono rimanere sino ai 18, se necessario, per ricevere cure mediche adeguate ed essere seguite con sollecitudine. Viene inaugurato nel 1845, la direzione viene affidata alle Suore di San Giuseppe e l’assistenza infermieristica, dal 1846, alle Oblate di Santa Maria Maddalena, fondate dalla Barolo per le ospiti del Rifugio desiderose di dedicarsi al servizio della carità ma senza la vocazione alla vita claustrale. Un piano dell’edificio viene destinato alla cura allopatica, un altro a quella omeopatica, a scelta dei parenti delle piccole ammalate; Per renderle il più possibile autonome, Giulia dispone sia loro impartita l’istruzione elementare e la formazione professionale. All’educazione morale e religiosa provvede un direttore spirituale: il primo sacerdote a ricoprire tale incarico è Don Giovanni Bosco (1815-1888), che ottiene dalla Marchesa di poter riunire, la domenica, nel viale d'ingresso e nel giardino i “suoi primi ragazzi” ed usufruisce di due stanze, una per la catechesi l’altra come cappella, inizio di quello che sarà il complesso del Valdocco.

    • Bibliografia
    • Ente Responsabile
    • Associazione Volarte