Scheda: Tema - Tipo: Arti

Arte nelle strade della città. Muralismo artistico a Torino

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Proponiamo una carrellata, certamente non esaustiva, del patrimonio di arte murale che a Torino, come ovunque, dall'esordio della Street Art negli anni Settanta-Ottanta ha conosciuto una significativa crescita negli ultimi vent' anni, riattualizzandosi nel linguaggio e nella dimensione pubblica, didattica ed etica, condivisa da amministrazioni, associazioni e artisti.

 

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  • decorazione murale | arte urbana

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  • murales

URBAN ART a TORINO di Marzia Bolle, 2019

[ABSTRACT in previsione dell'aggiornamento editoriale del testo L' arte nelle strade di Torino..., cit. in Bibliografia]

Dopo il fortunato esito del testo L’Arte nelle strade di Torino, Edizioni del Capricorno - 2017, si è pensato di fare uno spin off sull’arte muraria a Torino, la cui presenza è tale che la città si sta sempre più ritagliando uno spazio fra le mete turistiche europee di arte urbana, potendo vantare numerosi muri, facciate cieche e lunghe pareti dipinte da celebri firme di artisti conosciuti a livello mondiale.

Per favorire la comprensione di opere che vengono ormai considerate arte a tutti gli effetti, la ricerca si apre con un breve excursus storico sulla nascita e sull’evoluzione del fenomeno della Street Art: dalle “bande di latinos” nell’America Latina, alle gangs di emarginati di New York, all’ingresso in Europa  con varie declinazioni a seconda degli Stati interessati.

L’epopea dell’hip hop, con le sue varie sfaccettature, diviene una vera e propria cultura metropolitana contemporanea. In Italia soprattutto Torino non è esente da questa contaminazione: senza la pretesa di dare definizioni rigide ad una materia viva in costante evoluzione, il testo propone un iniziale approccio alla storia cittadina di questa nuova e giovane forma di arte, non sempre di immediata lettura, dagli anni ’80 ad oggi, attraverso alcune opere che illuminano con i colori la vita torinese.

Cap. I

Dopo un primo periodo di incertezza in cui si doveva decidere l’atteggiamento da adottare, repressione e criminalizzazione o contenimento del fenomeno, il Comune di Torino ha scelto la seconda opzione, assecondando le istanze che alcuni giovani writers gli avevano rivolto. Da questa saggia decisione nacque dapprima (1999) il progetto MurArte (con interventi su muri bassi e lunghi) e successivamente Pic Turin – Torino Mural Art Festival (su facciate cieche, realizzati negli anni 2010-2012), prodromi di molte altre manifestazioni che da allora continuano a coinvolgere tutti i quartieri della città.

Il passaggio dall’estemporaneità illegale al graffitismo libero ma legalizzato è apparso da subito una mossa vincente, tanto che ora Torino, come Berlino, Parigi, Londra, Praga, Lisbona, New York, si sta muovendo sempre più per prendere posto tra le capitali dell’Urban Art mondiali.

La ricerca si è posta il limite di “fotografare” la scena artistica cittadina fino al 2018, cosciente che la deperibilità dei manufatti e la loro rapida successione richiederebbero un continuo aggiornamento. Per rendere più coinvolgente la descrizione del Graffiti-Writing e per avvicinare il pubblico comune a questo fenomeno, gli autori hanno pensato di concentrarsi sulle tre più grandi associazioni culturali torinesi di arte urbana, sulla loro storia ed evoluzione, sulla Fondazione Contrada, su alcuni rappresentanti del Comune per MurArte e su una selezione di otto artisti che hanno lavorato con continuità dagli anni Novanta ad oggi a Torino e che, tramite piacevoli “chiacchierate tra amici”, hanno descritto la loro personale esperienza in questo campo.

Cap. II - MAU

La prima realtà importante presente sul territorio metropolitano è il MAU – Museo di Arte Urbana sito nel Borgo Vecchio Campidoglio, un quartiere operaio di fine Ottocento.

Il grande progetto, iniziato nei primi anni Novanta per esaltare le caratteristiche urbanistiche ed architettoniche del Borgo e rivalutarne le tipicità sociali,  nel 1995 ottiene l’appoggio del Settore di Riqualificazione Urbana di Torino che concede le necessarie autorizzazioni per la trasformazione artistica della zona, vista la disponibilità di privati a concedere le proprie pareti per la realizzazione di opere d'arte.

I primi 11 interventi vengono realizzati da artisti volontari tra le estati del 1995 – 1996, ma l’anno decisivo coincide con l’inizio del nuovo secolo quando il MAU si costituisce come Associazione autonoma, permettendo di istituzionalizzare e pubblicizzare come si conviene il suo ruolo, tanto da essere inserito (2001) nella prestigiosa “Carta dei Musei” della Regione Piemonte.

Non è stato tralasciato nemmeno l’importante aspetto della catalogazione e pubblicizzazione dei lavori, perché è stata approntata la mappa delle opere con la quale si svolgono le visite guidate. Nel 2011 è stato creato un archivio di immagini del MAU e del Borgo Campidoglio, promosse attività promozionali e avviati, dal 2013, laboratori didattici di ampio respiro gestiti dall’artista Vito Navolio. Dal 2014 il MAU ha una sede autonoma nel cuore artistico ed artigianale del Borgo, cinquanta metri quadri con vetrine su via Rocciamelone 7c, a disposizione degli artisti per allestire mostre. Ad oggi il Mau vanta opere di elevata qualità e varietà nel Borgo Campidoglio (170) e  in altre zone di Torino (55).

Cap. III - IL CERCHIO E LE GOCCE

Uno dei gruppi più longevi e produttivi del territorio è Il Cerchio e le Gocce; i suoi fondatori - Riccardo Lanfranco, Fijodor Benzo - sono fra coloro che hanno sollecitato le istituzioni a prendere coscienza del fenomeno writing e ad aprire il confronto con questa realtà (1998).

L’interesse radicato per le culture underground, la street-art e il graffiti-writing, li spingeva a riappropriarsi degli spazi pubblici, esprimendo sui muri la loro creatività e fantasia con atti spontanei ed immediati che ridavano vita a superfici spente. Ciò li ha portati nel 2001 a ufficializzare la nascita dell' Associazione Culturale, attiva in modo finalmente legale all’interno della città. I componenti del Cerchio arrivano quasi tutti dai graffiti writing, sicché, più che artisti della Street Art (termine per loro troppo generico), preferiscono essere chiamati artisti dell’Urban Art, perché utilizzano la struttura del tessuto urbano quale “tela” ideale per le loro opere, che sono davvero numerose.

Cap. IV  -  MONKEYS’ EVOLUTION

La prima facciata cieca a Torino è stata realizzata dalla Monkeys’ Evolution in collaborazione con MurArte nel Giugno del 2006, sul palazzo di corso Orbassano angolo via Gessi. Il progetto, Murate High, è nato con l’intento di far conoscere alla cittadinanza la capacità dei writer torinesi di poter disegnare le grandi facciate cieche della città per trasformarla in un museo a cielo aperto.

Questa esperienza ha stimolato la città e le istituzioni a credere in progetti artistici urbani all’avanguardia nel campo dei graffiti e della Street Art, iniziando un censimento di tutti i muri ciechi della città.

La MKE si distingue per la molteplicità delle attività messe in campo: murali ma non solo, mostre collettive, installazioni, organizzazione e partecipazione ad eventi artistici vari, percorsi didattici ad hoc. Ma il “fiore all’occhiello” è certamente la creazione del Polo Artistico 3.65 in c.so Ferrucci 65/A, un centro di aggregazione giovanile per le arti visive e performative non convenzionali, legate soprattutto alla Street Art e al Graffiti-Writing.

Per il triennio 2016-2019, insieme al Cerchio e le Gocce, inizia la gestione di MurArte, con l’organizzazione di numerose jam sparse per la città.

Cap. V  - QUATTRO CHIACCHIERE CON…

Infine, grazie alle testimonianze di Wubik, Jaman ed Encs, si scoprono i luoghi e le modalità di aggregazione negli anni Ottanta di giovani che hanno trasformato la loro mania di disegnare in una passione a 360 gradi; con Karim, Raw Tella, il Cerchio e le Gocce e Monkeys’ Evolution si vedrà la volontà di realizzare qualcosa di grande, di bello e coinvolgente insieme alle Istituzioni cittadine, esemplificate nella testimonianza della Fondazione Contrada; i Wasp in questo libro rappresentano un esempio della nuova generazione emergente; con Galo e Davide si conosce la realtà di una galleria privata specializzata in arte urbana, mentre Truly Design è l’unico studio grafico torinese nato dal Graffiti-Writing. Infine, SAT - Street Art Tourino è il mezzo privilegiato per andare alla scoperta di questa arte incredibile ancora troppo spesso incompresa e denigrata, attraverso percorsi guidati nei quartieri della città. A conclusione non poteva mancare la voce del fornitore ufficiale di bombolette, vernici e marker dei nostri artisti, Riky di Spot Graffiti Shop.

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Ente Responsabile

  • MuseoTorino, 2019