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Scheda: Tema - Tipo: Architettura e urbanistica

Museo Nazionale del Cinema e recupero Mole Antonelliana

Il connubio tra destinazione inedita e fascino della struttura è la chiave del successo riscosso dal monumento simbolo di Torino, riportato a nuova vita nel 2000.

 


VIA MONTEBELLO 20/A

Inizio: 1994 - 2000

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  • Nel 2000 si inaugura il Museo del Cinema nella Mole Antonelliana. L’operazione è di grande richiamo, per la novità del contenuto e il fascino del suo contenitore. Con il progetto di restauro dell’architetto Gianfranco Gritella e l’allestimento dell’architetto svizzero François Confino, la Mole (1863-1900) si conferma parte integrante della città, oltre che una delle sue maggiori attrazioni turistiche. L’intervento opera un attento recupero dell’edificio (il progetto strutturale è di Paolo Napoli e Vittorio Nascé) e del suo involucro esterno, mentre gli interni sono del tutto celati dall’allestimento museale (fatta eccezione del piano interrato, dove le volte a vela in mattoni di Alessandro Antonelli sono ben visibili) che definisce nuovi spazi indipendenti dalla distribuzione originaria. La storia del cinema, illustrata tramite il lavoro della storica e collezionista Maria Adriana Prolo, è raccontata lungo un percorso che sfocia nella grande sala centrale, dove una scala elicoidale appesa raggiunge un sistema di rampe che si sviluppano lungo la grande volta nervata. Al centro del grande spazio, un ascensore accompagna i visitatori fino alla guglia dell’edificio, da dove il panorama torinese è visibile a 360°.

    Note

    Da Politecnico di Torino Dipartimento Casa-Città, Beni culturali ambientali nel Comune di Torino, Società degli Ingegneri e degli Architetti in Torino, Torino 1984:
    MOLE ANTONELLIANA
    Via Montebello, Via Ferrari, Via Riberi

    Edificio per manifestazioni culturali, già tempio israelitico.
    Edificio monumentale di valore storico-artistico e documentario di singolare tecnologia e tecnica costruttiva ottocentesca. Punto focale nella sky-line torinese, è diventato il più noto simbolo della città.
    Realizzato su disegno di Alessandro Antonelli tra il 1862 e il 1889 con una maglia strutturale su griglia ortogonale a fulcri isolati (sistema antonelliano) estesa nel basamento, sviluppata sul perimetro nel piano del salone e raccordata al padiglione della volta. La realizzazione incontrò ostacoli, prima per la mancanza di fondi, in seguito per lesioni strutturali, che resero necessarie opere di rafforzamento realizzate tra il 1928 e il 1960, le quali compromisero la percezione dell'originario spazio interno. La decorazione si deve ad Annibale Rigotti.

    F. Rosso, 1977; AA.VV., Guida, 1982, pp. 35-36.
    Tavola: 42

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