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Scheda: Luogo - Tipo: Edifici

Villini corso Svizzera, via Pilo, via Medici, via Digione

I cinque villini, costruiti tra il 1932 (arch. Emilio Decker) e il 1936 sul terreno occupato in precedenza dalla cascina Crema, accolgono alcune istanze arts déco e razionaliste, seppur con modalità ed esiti differenti.


Lat: 45.077597 Long: 7.649551

Progetto: 1932 - 1936

  • Indice
  • Categorie
  • casa
  • razionalismo
  • abitazione
  • Il piccolo nucleo di villini su corso Svizzera (già Altacomba), tutti con giardino, rappresenta un tipico esempio di pianificazione di case unifamiliari, avvenuta tra il 1932 e il 1936, in una zona che fu edificata in maniera consistente solo a partire dalla soppressione delle cinte daziarie nel 1930. Dal piano regolatore del 1926 l’intero isolato risultava infatti ancora occupato da “Il Crema”, una cascina con villa e giardino dove alla fine del XVIII secolo risiedeva la contessa Berlia di Vasone.
    Nel 1932 in corso Altacomba 18 fu costruito il primo villino, di proprietà di Lucia Semeria, ai cui discendenti tuttora appartiene; l’anno seguente venne edificata la casa al n. 20 su commissione di Luigi Cravenna, mentre al 1935 risale la richiesta di costruire in corso Altacomba 22 una palazzina a due piani fuori terra da parte di Michele Occhetti, che l’anno successivo vi si trasferirà con la moglie.
    Le tre villette sono indicate con chiarezza nella Pianta della città di Torino del 1935. Nel medesimo anno Teresa Quattrino presentò domanda di costruire una palazzina a tre piani fuori terra al n. 26; docente dell’istituto professionale “Maria Laetitia” e consigliera della Società Pro Cultura Femminile, la signora vi si trasferirà solo all’inizio degli anni ’40.
    L’ultima casa a essere edificata fu quella al n. 24, per la quale il proprietario Mario Ferrabino presentò il progetto nel 1936, aggiungendovi una rimessa e un locale sotterraneo l’anno successivo.
    I villini in esame sono quasi tutti edifici a due piani fuori terra, eccetto il n. 26, a tre piani, e il n. 20, a due piani con un corpo sopraelevato. Le case ai numeri 20, 22 e 24 presentano un rivestimento in laterizio a vista e travertino, mentre le villette ai numeri 18 e 26 sono anche decorate da intonaco. Nel n. 20 la contrapposizione tra mattoni e cemento esalta l’asimmetria e il contrasto tra volumi squadrati e forme curvilinee, secondo le più moderne tendenze razionaliste. Queste sono ancora più evidenti nel villino al n. 26, che si contraddistingue per la spiccata articolazione dei volumi: la sagoma quadrangolare in laterizio a vista, scavata dai vuoti della loggia, sembra incastrarsi nel corpo di fabbrica più elevato di un piano, intonacato e caratterizzato da pilastri circolari e archi a tutto sesto.
    Si discosta da tali modelli l’originale palazzina con richiami arts déco al n. 18, opera dall’architetto Emilio Decker, che progetterà il Palazzo della Compagnia Assicurazioni di Torino, ora “Golden Palace” (1946); il laterizio a vista della parte superiore cede il posto a fasce orizzontali continue in intonaco bicromo e marmo, che sottolineano le cornici delle finestre e accompagnano i balconi poligonali, interrotte solo dalle aperture e dal taglio verticale della vetrata del corpo scala.

    Note

    Da Politecnico di Torino Dipartimento Casa-Città, Beni culturali ambientali nel Comune di Torino, Società degli Ingegneri e degli Architetti in Torino, Torino 1984:
    Piccolo nucleo pianificato a ville unifamiliari
    Corso Svizzera, Via Pilo, Via Prarostino

    Segnalazione di piccolo nucleo di interesse ambientale e documentario, tipico esempio di pianificazione con edifici unifamiliari degli anni Venti e Trenta.
    Realizzazione, in fasi successive a partire dagli anni Venti, di nucleo pianificato a ville; edificazione completata nel 1935.

    PIANO TOPOGRAFICO DEL TERRITORIO […], 1911; [PIANO REGOLATORE CON VARIANTI aggiornate al 1935].
    Tavola: 32/40

    • Bibliografia
    • Fonti Archivistiche
    • Archivio Storico del Comune di Torino, Tipi e Disegni, Pianta di Torino, coll’indicazione dei due Piani Regolatori e di ampliamento rispettivamente della zona piana (vigente per legge 5 aprile 1908 e Regio Decreto 15 gennaio 1920) e della zona collinare (vigente per Decreto Luog. 10 Marzo 1918) aggiornati colle varianti approvate successivamente sino a marzo 1926, 64.8.30, tav. 3.
    • Archivio Storico del Comune di Torino, Tipi e Disegni, Pianta della Città di Torino, coll’indicazione dei due Piani Regolatori e di ampliamento (…) della zona piana (vigente per legge 5 aprile 1908 e Regio Decreto 15 gennaio 1920) aggiornati colle varianti deliberate successivamente sino a giugno 1935, 64.7.8.
    • Archivio Edilizio della Città di Torino, Pratiche edilizie, 1932, n. 201 (corso Altacomba 18).
    • Archivio Edilizio della Città di Torino, Pratiche edilizie, 1933, n. 476 (corso Altacomba 20).
    • Archivio Edilizio della Città di Torino, Pratiche edilizie, 1935, n. 685 (corso Altacomba 22).
    • Archivio Edilizio della Città di Torino, Pratiche edilizie, 1935, n. 707 (corso Altacomba 26).
    • Archivio Edilizio della Città di Torino, Pratiche edilizie, 1936, n. 272 (corso Altacomba 24).
    • Fototeca
    • Ente Responsabile
    • Associazione L&M – I Luoghi e la Memoria