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Scheda: Tema - Tipo: Architettura e urbanistica

Reimpieghi e riusi

Numerose sono in tutta la città le tracce dei rifacimenti, delle modifiche, dei reimpieghi e dei nuovi usi di materiali edilizi e decorativi riciclati da epoche precedenti.


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  • carta archeologica
  • Nel corso della storia urbanistica ed edilizia di Torino, come di ogni altro centro urbano, case, palazzi e monumenti sono stati costruiti, ristrutturati e demoliti innumerevoli volte. Quasi sempre i materiali che derivavano dallo smantellamento di edifici venivano riutilizzati in nuove fabbriche, poiché pietre, marmi e spesso anche mattoni erano elementi preziosi e di valore. Nel medioevo la residenza, probabilmente una pertinenza vescovile, sorta intorno alla Porta Decumana (oggi Palazzo Madama) era abbellita da finestre e marmi antichi recuperati dalla demolizione della prima cattedrale. Qualche secolo dopo i francesi munirono la città di bastioni di rinforzo ai quattro angoli della cinta romana reimpiegando marmi antichi emersi nello scavare le fondamenta delle nuove strutture. Emanuele Filiberto Pingone fece scolpire il proprio stemma, poi appeso al portone della sua casa, sul retro di un’epigrafe romana e negli stessi anni per il monumento funebre di Anna Crequi in Duomo vennero usate parti di un monumento romano con figure di barbari.

    Sono solo pochi esempi di una prassi consolidata ovunque attraverso i secoli che spesso è stata fondamentale per la sopravvivenza di preziose testimonianze del passato.

     

    • Bibliografia

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    • Ente Responsabile
    • MuseoTorino
    • Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie