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Scheda: Evento - Tipo: Politico

“Trentacinque giorni” (1980)

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Lunga serie di scioperi e di blocco dei cancelli d’ingresso che contrappongono gli operai alla Fiat e che, per più di un mese, rendono inattive le fabbriche.

 


Inizio: 11 Settembre 1980
La Fiat annuncia il licenziamento di oltre 14.469 lavoratori, inizia lo sciopero e il blocco dei cancelli d’ingresso agli stabilimenti

Fine: 15 Ottobre 1980
I sindacati firmano l’accordo e lo sciopero si conclude

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  • sciopero
  • Nell’estate del 1980 la Fiat comunica di dover procedere a licenziamenti per far fronte alla crisi economica. Il 3 Settembre i vertici Fiat annunciano che i licenziati saranno 23.000 e avviano una trattativa con i sindacati che si rivela infruttuosa. Il 10 Settembre la trattativa si interrompe e l’11 la Fiat annuncia il licenziamento di 14.469 lavoratori. Inizia una serie di scioperi nei principali stabilimenti Fiat di Torino. La situazione politica si esaspera ben presto con il blocco dei cancelli d’ingresso dai lavoratori in lotta. Il 26 settembre Enrico Berlinguer, allora segretario del PCI, è ai cancelli di Mirafiori e promette l’appoggio del Pci agli operai in caso di occupazione delle fabbriche. In seguito alla crisi di governo, la Fiat annuncia una sospensione dei licenziamenti e la messa in cassa integrazione dei lavoratori a cui aveva intimato il licenziamento. Molti militanti di base, sconfessando la linea nazionale dei sindacati confederali, che propongono la cessazione del blocco e il rientro per articolare le lotte dall’interno delle fabbriche, proseguono la protesta ai cancelli. Il 10 ottobre si tiene lo sciopero generale. Gli operai perdono però consensi e il 14 ottobre avviene la cosiddetta “marcia dei Quarantamila” quadri e impiegati Fiat che chiedono di poter tornare al lavoro. Il 15 i sindacati firmano un accordo che lascia insoddisfatti gli operai che, il giorno successivo, durante le assemblee per valutare l’intesa, esprimono forti dissensi.

     

    • Bibliografia
    • Ente Responsabile
    • ISMEL