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Scheda: Luogo - Tipo: Edifici

Cascina Mineur

Cascina di pianura a corte chiusa di origine cinque-seicentesca. Nelle carte dell’assedio di Torino del 1706 viene indicata come proprietaria la famiglia Mineur. In buono stato di conservazione, mantiene ancora la sua vocazione agricola.


STRADA DELLA PELLERINA 78

Notizie dal: 1580

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  • cascina
  • Fin dal 1488 Petri Reijneri possedeva nell’area denominata “Gorzano” un appezzamento di “terra aratoria” su cui verrà edificata la “Cassina del Reijnero” (o “Tetto”), rappresentata nel 1580 come unico edificio a due piani suddivisi in stalla e cucina al piano terra, fenera e camera al piano superiore, secondo il modello della grangia cinquecentesca torinese.

    La cartografia dell’assedio di Torino del 1706 riporta l’edificio come cascina della famiglia Mineur e sul finire del secolo ne risultano proprietari i fratelli Niccolò e Francesco Mineur, rispettivamente impiegati come cassiere alla Tesoreria della Città  e tesoriere dell’Ospedale Maggiore.

    Dalla Carta delle Cacce del 1762 la cascina risulta a doppia corte: sulla prima, chiusa con mura alla fine del Seicento, si affacciano le fabbriche rurali con pianta a “L” e i casi da terra (depositi di attrezzi agricoli); sull’altra corte vi è la villa padronale settecentesca, con i giardini.

    L’architetto Grossi nella Carta corografica di Torino del 1790 la rileva come “Il Mineur Cascina con casino del Signor Notajo Gallenca” riportando, rispetto alla precedente Carta delle Cacce, un ampliamento della villa padronale.

    Nel 1805, il Catasto per Masse di Coltura evidenzia nella “Ferme Le Mineur” la realizzazione di due giardini posti ai lati dell’edificio.

    Nelle mappe del Catasto Gatti del 1820 si registra un ampliamento della cascina con la chiusura della corte attraverso l’edificazione di una nuova manica a sud che trasforma l’impianto planimetrico da “L” a “C”. In quel periodo la cascina risulta composta da casa civile, casa rustica, forno, cappella, casi da terra (depositi di attrezzi e prodotti agricoli), stalle e fienili, orti, prati e campi. Il Gatti attribuisce la proprietà al conte Lorenzo Ceppi.

    Nelle mappe del Catasto Rabbini del 1866 non si registrano ulteriori trasformazioni.

    La cascina, attualmente di proprietà privata, ha mantenuto la sua funzione agricola e di allevamento.
    Ha conservato in buona parte il suo aspetto originario; sono ancora presenti le tre corti originarie e separate. Nella corte centrale, di origine cinquecentesca, accanto alla stalla, ai fienili, alla cappella e ai casi da terra è ancora riconoscibile la grangia originaria.

    Nella seconda corte, nel luogo dell’antico orto si trovano i casi da terra e i depositi. Sulla terza corte è localizzata la villa padronale.

    La cappella, con prospetto a timpano triangolare e oculo, riporta la data del 1764, probabile anno di costruzione.

    La via d’accesso si è singolarmente trasformata: al doppio filare di castagni si è sostituta una doppia infilata di pali della luce.

    La cascina è ancora oggi una azienda dedicata all’allevamento di bestiame da latte e alla coltivazione del foraggio. Oggi sono allevate circa ottanta vacche del tipo pezzata rossa. All’interno della Cascina Il Mineur viene prodotta e stagionata la toma, tipico formaggio piemontese. Durante il periodo estivo le mucche vengono portate in alpeggio in Val di Susa nella zona del Rocciamelone.

    Note

    Da Politecnico di Torino Dipartimento Casa-Città, Beni culturali ambientali nel Comune di Torino, Società degli Ingegneri e degli Architetti in Torino, Torino 1984:
    IL MINEUR
    Strada Pellerina 78

    Cascina di pianura.
    Edificio rurale con cappella e civile, di valore documentario e ambientale, tipico e significativo esempio di cascina di pianura, inserita sulle sponde della Dora, ancora in uso agricolo.
    Costruzione già presente nell'ultimo quarto del Settecento.

    A. GROSSI, 1790, p. 92; CARTA COROGRAFICA DIMOSTRATIVA […], 1791, 14, D.4; PLAN GEOMÉTRIQUE […], 1805; [Catasto RABBINI], 1866; TOPOGRAFIA / DELLA CITTÀ […], 1840; E. GRIBAUDI ROSSI, 1970, pp. 145-146.
    Tavola: 23

    • Bibliografia
    • Sitografia
    • Fonti Archivistiche
    • Carta Topografica della Caccia, 1760-1766, Archivio di Stato di Torino, Sezione Corte, Carte topografiche segrete, Torino 15 A VI Rosso
    • Mappa primitiva Napoleonica, 1805, Archivio Storico della Città di Torino, CAN, Sezioni 1-70
    • Plan Geomêtrique de la Commune de Turin, 1805, Archivio di Stato di Torino, Sezioni Riunite, Catasti, Catasto Francese, Allegato A, Mappe del Catasto Francese, Circondario di Torino, Mandamento di Torino, Torino
    • Carta dei Distretti riservati per le Regie Cacce divisa in sette parti, 1816, Archivio di Stato di Torino, Sezione Corte, Carte Topografiche per A e B, Torino, Torino 26
    • Andrea Gatti, Catasto Gatti, 1820-1830, Archivio Storico della Città di Torino, CAG, sez. 27
    • Andrea Gatti, Colonnario Territoriale, 1820-1830, Archivio Storico della Città di Torino, COLL TER, sez. 27 , art. 1122
    • Antonio Rabbini, Topografia della Città e Territorio di Torino, 1840, Archivio Storico della Città di Torino, Collezione Simeom, SIM D1803
    • Antonio Rabbini, Mappa originale del Comune di Torino, 1866, Archivio di Stato di Torino, Sezioni Riunite, Catasti, Catasto Rabbini, Circondario di Torino, Mappe, distribuzione dei fogli di mappa e linea territoriale, Torino
    • Servizio Tecnico Municipale del Comune di Torino, Pianta di Torino, 1935, Archivio Storico della Città di Torino, TD 64.7.8
    • Istituto Geografico Militare, Carta IGM, 1974, Archivio Storico della Città di Torino, TD 64.7.11
    • Fototeca
    • Ente Responsabile
    • MuseoTorino