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Scheda: Tema - Tipo: Architettura e urbanistica

Piazze d’armi

Di fatto priva di uno spazio dedicato alle esercitazioni militari sino all’età napoleonica, Torino vide sorgere la prima piazza d’armi verso il 1817. Collocata a sud-est della cittadella fu, però, soggetta a continui spostamenti sino al 1904.


Inizio: XVII Sec. (1600-1699)

1. La città di antico regime

La città medievale e quella di antico regime non fu mai dotata di uno spazio monofunzionale destinato alle esercitazioni e alle manovre militari. Sebbene aree di questo tipo fossero diffusamente utilizzate (si pensi alle cittadelle quattrocentesche o ai «campi di marte» diffusi sin dal primo Cinquecento), Torino, sino all’epoca napoleonica, non risulta però esserne dotata. Nei secoli XVII e XVIII, invece, si preferì “militarizzare” la città stessa, assegnando funzioni logistiche per l’esercito alle piazze che andavano prendendo forma entro le aree di ampliamento urbano, le quali assunsero così, assai spesso, un connotato polifunzionale. Appartennero a questa categoria di spazi pubblici non solo l’area di rispetto che precedeva la cittadella – formalizzatosi, anche attraverso demolizioni, all’atto stesso della sua costruzione a partire dal 1564 –, ma anche la piazza del castello, la piazza reale (oggi San Carlo) sull’asse della contrada nuova (1646) e la piazza Susina (oggi Savoia) alle spalle dei Quartieri Militari juvarriani (1729). E, nel contesto della progettazione della città sei-settecentesca, assumeva dunque un’importanza prioritaria anche garantire il collegamento organico tra questi spazi e i sistemi deputati alla difesa, cittadella e capisaldi del fronte bastionato in primis.

2. La città contemporanea

Di pari passo con la decisione di smilitarizzare la città, ma mantenere in efficienza la cittadella, in età napoleonica prendeva forma l’idea di dotare Torino di una grande piazza d’Armi. Uno dei progetti più interessanti è quello contenuto nel «Plan Général d’Embellissement» approvato nel 1809, che prevedeva la realizzazione di una grande area di pertinenza militare all’esterno di Porta Nuova. Con la restaurazione, tuttavia, si preferì traslare la piazza più a ovest, in modo che confinasse direttamente con le difese esterne della cittadella. Prendeva così forma, verso il 1817 la piazza d’armi di San Secondo, destinata a continui spostamenti negli anni quaranta-sessanta del secolo per lasciare posto alla città in crescita. Fu così, dapprima, riallocata a sud della cittadella e a cavallo di Corso Vittorio Emanuele II nell’ambito del Piano d’Ingrandimento della capitale di Carlo Promis (1850) e, successivamente, smantellata la cittadella, traslatata nell’area oggi prospiciente il Politecnico (1872).
Data al 1904-1905 la definitiva individuazione dell’area da destinare alle manovre militari, la quale, grazie a una complessa operazione di permuta fondiaria con la municipalità, prese infine forma nel vasto isolato definito dai corsi IV Novembre, Galileo Ferraris, Lepanto e Sebastopoli.

  • Bibliografia
  • Fonti Archivistiche
  • Archives Nationales de Paris, N II Pô 1.
  • Archivio Storico della Città di Torino (ASCT), Collezione Simeom, D 87.
  • Archivio Storico della Città di Torino (ASCT), Tipi e disegni, R 14 B; R 15 B; 64.5.29; 64.5.21; 40.1.19; 64.6.6.
  • Istituto Storico e di Cultura dell’Arma del Genio di Roma (ISCAG), Fortificazioni, Torino, 38 B 2511.
  • Fototeca
  • Ente Responsabile
  • CeSRAMP