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Scheda: Oggetto - Tipo: Mappa

Carta dell’assedio di Torino (Quaglia, 1706)

La carta Città e cittadella di Torino attaccata da Gallispani li 9 giugno 1706, liberata li 7 settem[b]re, fondamentale per la comprensione della situazione di Torino alla data dell’assedio del 1706, mostra sia la città, sia la campagna circostante, sia la montagne de Turin, ossia la collina, con vivido dettaglio e permette di riconoscerne l’impianto insediativo. La carta è realizzata da Gaetano Quaglia.


Realizzazione: 1785

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  • mostra moderna
  • cartografia
  • La carta, di ottima qualità grafica, ma non sempre veritiera nel dato dimensionale, mostra, nonostante la sua composizione sia ascritta agli anni Ottanta del secolo, la situazione della città e del territorio circostante durante l’assedio di Torino del 1706. La guerra di successione spagnola (1701-1714), che avrà il ruolo di portare il ducato a regno, prima di Sicilia (1713-1718), poi di Sardegna (dal 1718), ha nell’assedio di Torino da parte delle truppe del duca de La Feuillade (generale di Luigi XIV di Francia), uno dei suoi episodi più noti, con la relativa liberazione da parte del principe Eugenio di Savoia (1663-1736), comandante delle truppe imperiali, a seguito della battaglia di Torino del 7 settembre 1706. La conclusione della guerra, con la pace di Utrecht (1713), ridefinisce lo scacchiere internazionale, assegnando al duca Vittorio Amedeo II di Savoia (1666-1732) la Sicilia – cui si lega l’ambito titolo regio – la piazzaforte di Casale e il Monferrato (già acquisito a seguito dell’accusa di “fellonia”, lanciata dall’imperatore e rattificata dalla dieta di Ratisbona, al duca Ferdinando Carlo di Gonzaga-Nevers (1652-1708), ma qui ufficialmente confermato), la Valsesia e gran parte della Lomellina.

    Le linee di mina e di contromina occupano uno spazio considerevole nella raffigurazione, quale esemplificazione della strategia militare, ad uso delle stesse Scuole d’Artiglieria, ma anche quale encomio allo Stato e celebrazione della vittoriosa liberazione.

    L’immagine della città appare contrassegnata dalla possente fortificazione, con la cittadella e con i ridotti baluardi difensivi oltre il Po, mentre all’interno si individua lo scacchiere della maglia degli isolati, gli edifici di culto e l’area verde dei giardini reali. L’accuratezza del disegno tradisce, tuttavia, nel dettaglio, proprio l’esecuzione più tarda rispetto all’episodio rappresentato, sicché l’intervento del Primo Architetto regio Benedetto Alfieri (1699-1767) di ridefinizione della piazza delle Erbe (oggi piazza Palazzo di Città), degli anni Cinquanta del Settecento, è dato per eseguito. L’estrema attenzione al dettaglio militare, ricostruita da Guido Gentile sulla base delle narrazioni che circolavano all’epoca intorno alla battaglia (Gentile 2006, p. 74), richiede l’annotazione di numerose caratteristiche del terreno circostante la capitale, ma pone nella giusta importanza solo alcuni segni infrastrutturali forti, come la strada di Nizza (oggi via Nizza), e la relativa connessione alberata a questa stessa, con l’allea (vialone alberato) di collegamento con la residenza fluviale del Valentino (oggi corso Marconi), e la allea diagonale di connessione con la città, poi inglobata nella pianificazione urbanistica dell’Ottocento (Piano di ingrandimento della capitale, di Promis e Cassinis, 1851-53). Rilevante l’attenzione dedicata alla struttura agricola dell’intorno, con il sistema delle cascine e, sulla cosiddetta Montagna di Torino, ossia la collina, quello delle vigne ville, tra cui spicca, collegata ancora una volta da un viale alberato, la vigna del Cardinal Maurizio (poi Villa della Regina).

    Non meno dettagliato il reticolo idrografico con il Po, la Dora e la Stura da un lato e l’innesto del Sangone dall’altro, luoghi peraltro di insediamento delle residenze fluviali della corona di delitie attorno alla capitale e presidi territoriali di rilievo.

     

    • Bibliografia
    • Fonti Archivistiche
    • Città e cittadella di Torino attaccata da Gallispani li 9 giugno 1706, liberata li 7 settem[b]re, Archivio di Stato di Torino, Corte, Carte Topografiche per A e B, Torino 31
    • Ente Responsabile
    • Mostra Torino: storia di una città