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Scheda: Luogo - Tipo: Edifici

Cascina Comotto

Il Comotto, cascina di pianura a corte chiusa di origine seicentesca, prende il nome dal primo proprietario, il senatore Maurizio Comotto. Nel complesso l’edificio, pur trasformato e privato di alcune parti, è in buono stato di conservazione.

 


STRADA DELLA CAMPAGNA 258

Notizie dal: XVII Sec. (1600-1699)

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  • L’origine seicentesca della cascina Comotto è dimostrata dall’acquisto di 39 ore d’acqua della balera Putea da parte del suo proprietario, il senatore Maurizio Comotto nel 1692. Successivamente la cascina appartenne ad Anna Caterina Comotto dei baroni di Piverone, sposa di Guglielmo Beltramo conte di Mezzenile e signore di Monasterolo (morto nel 1739).

    Nel 1706, anno dell’assedio di Torino, l’edificio si trova sulla linea di circonvallazione francese opposta all'esercito degli alleati;  il Comotto è quindi una delle cascine che vennero fortificate durante l'assedio, così come dimostra un documento degli ordinati comunali risalente al 13 gennaio 1706: “L' ingegnere Bertola fece sapere che S.A.R. Gli ordinò di fare un fortino alla cascina del conte Coggiola ed uno alla cascina del senatore Comoto sulle ripe dello Stura [....]” .

    Durante la battaglia del 7 settembre, nei pressi del Comotto transitano i soldati piemontesi guidati dal Duca Vittorio Amedeo II e le truppe del Principe Eugenio e del Principe d’Anhalt che sfondano proprio in questa zona  la linea di circonvallazione per avvolgere l’ala destra dello schieramento francese.

    L’architetto Amedeo Grossi nel 1790, rileva “Il Comotto cascina di S.E. il Signor Conte Beltramo Primo Presidente della Regia Camera de’ Conti, situata alla destra della strada di Caselle, e del fiume Stura lungi due miglia da Torino”, e lo descrive come edificio a corte chiusa con pianta a “L”. E' collocata  alla sinistra della Strada del Rivore tra le cascine Galliziana e Tempia e come queste si trova dunque sul ciglio del terrazzamento del vecchio corso della Stura.

    La cascina è situata in mezzo ai campi irrigati dalla bealera Putea e delimitati dalle strade rurali, e da zone boschive residui dei grandi boschi sulle sponde dello Stura.

    Nelle mappe del Catasto particellare Gatti del 1820 la cascina viene rilevata come corpo di fabbrica a blocco chiuso e corte centrale e risulta composta da casa civile, casa rustica, casi da terra (depositi di attrezzi e prodotti agricoli), prati, campi ed orti. La proprietà è attribuita al “signor Camosso Giuseppe fu Gaetano”.

    Il geometra Antonio Rabbini nel 1840 rileva la presenza di un giardino con orto cinto da mura, sito nei pressi della cascina.

    Nella Variante al Piano Regolatore del 1926 si trova che l’edificio è ampliato rispetto alla situazione del 1840.

    Nella prima metà del novecento, la cascina passa ai Padri Missionari della Consolata, che migliorano l’edificio ed aprono una scuola agraria all’interno, ma i danni provocati dai bombardamenti alla Casa Madre e i conseguenti costi di ristrutturazione, inducono i Missionari a disfarsi del Comotto.

    La planimetria attuale presenta frammenti edilizi superstiti rispetto al complesso originario. I casi da terra, i fienili e le stalle sono stati trasformati in officine.

    Nel complesso l’edificio, pur trasformato, è in buono stato di conservazione.

     

    • Bibliografia
    • Fonti Archivistiche
    • Archivio Storico della Città di Torino, Ordinati, 1706, 13 gennaio, f.11, Congregazione
    • Archivio Storico della Città di Torino, Carte sciolte, n. 1998
    • Pianta di una parte dei terreni della Città alla Madonna di Campagna relativa alla lite col comm. Comotto per un diritto di passaggio, 1739 (Archivio Storico della Città di Torino, CS 3967)
    • Pianta di una parte dei terreni della Città alla Madonna di Campagna relativa alla lite col comm. Comotto per un diritto di passaggi, 1739, Archivio Storico della Città di Torino, Carte Sciolte, CS 3967
    • Amedeo Grossi, Carta Corografica dimostrativa del territorio della Città di Torino, 1791, Archivio Storico della Città di Torino, Collezione Simeom, SIM D1800
    • Plan Geomêtrique de la Commune de Turin, 1805, Archivio di Stato di Torino, Sezioni Riunite, Catasti, Catasto Francese, Allegato A, Mappe del Catasto Francese, Circondario di Torino, Mandamento di Torino, Torino
    • Andrea Gatti, Catasto Gatti, 1820-1830, Archivio Storico della Città di Torino, CAG, sez. 32
    • Andrea Gatti, Colonnario Territoriale, 1820-1830, Archivio Storico della Città di Torino, COLL TER, sez. 32, art. 1215
    • Antonio Rabbini, Topografia della Città e Territorio di Torino, 1840, Archivio Storico della Città di Torino, Collezione Simeom, SIM D1803
    • Antonio Rabbini, Mappa originale del Comune di Torino, 1866, Archivio di Stato di Torino, Sezioni Riunite, Catasti, Catasto Rabbini, Circondario di Torino, Mappe, distribuzione dei fogli di mappa e linea territoriale, Torino
    • Istituto Geografico Militare, Carta IGM, 1911, Archivio Storico della Città di Torino, Collezione Simeom, SIM D135
    • Servizio Tecnico Municipale del Comune di Torino, Pianta di Torino, 1935, Archivio Storico della Città di Torino, TD 64.7.8
    • Istituto Geografico Militare, Carta IGM, 1974, Archivio Storico della Città di Torino, TD 64.7.11
    • Fototeca
    • Ente Responsabile
    • MuseoTorino