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Scheda: Tema - Tipo: Architettura e urbanistica

La circonvallazione collinare francese

L’urbanizzazione del territorio circostante la piazzaforte di Torino ha determinato la scomparsa di ogni traccia archeologica delle opere di pianura realizzate dai francesi per l’arredo del 1706, le cui tracce tuttavia permangono nelle zone boschive della collina torinese, nelle creste collinari comprese fra Cavoretto, il colle dell’Eremo e la Madonna del Pilone.

 


Inizio: 1705

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  • militare
  • Oltre al campo di battaglia sotterraneo musealizzato a partire dall’inizio degli anni ’60 del Novecento, l’unico settore parzialmente sopravvissuto all’urbanizzazione recente del perimetro delle operazioni dell’assedio del 1706 è quello collinare. Lungo la cresta più elevata delle alture è tuttora possibile osservare la presenza di tracce di opere campali, fra cui quelle della linea di circonvallazione francese.
    Collegata al settore di pianura per mezzo di due ponti di barche costruiti presso la chiesa della Madonna del Pilone, la linea prosegue a partire dalla Villa Prié, ora Villa Rey, sulla cresta fra la Valle Piana e quella di San Martino, con una posizione avanzata fra la valli Piana e di Reaglie. Dalla testa della Val Piana raggiunge la vetta del monte Capra e segue la cresta sommitale attraverso il colle dell’Eremo ridiscendendo poco prima del fortificato colle della Maddalena in direzione di Cavoretto e, mantenendosi sulla cresta sud della Val Pattonera. Un ponte di barche sul Po consente la comunicazione con l’estremità della linea di pianura in zona Millefonti.
    Il trinceramento era formato da un parapetto in terra, di 2-2,5 metri di spessore, dotato alle spalle di banchina di tiro e, anteriormente, di un fossato a sezione trapezoidale, di circa 5-6 metri di larghezza massima, probabilmente con un breve spalto.
    Le tracce di questa linea sono osservabili nelle boscaglie della collina, riconoscibili per lo più nell’osservazione del profilo arrotondato dei resti del parapetto in terra e la leggera depressione in corrispondenza del fossato riempito.

     

     

    • Bibliografia
    • Fonti Archivistiche
    • Archivio Storico della Città di Torino (ASCT), Collezione Simeom D 134, Magni Pietro, Fortezza di Torino. Opere d’assedio e battaglia del 1706 disegnate sulla pianta della città attuale (1911) dal Colonnello Pietro Magni già addetto all’Istituto Geografico Militare, 1913.
    • Ente Responsabile
    • CeSRAMP