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Scheda: Evento - Tipo: Storico

L’inaugurazione del primo Parlamento subalpino

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Il 27 aprile si tengono le prime elezioni per la Camera dei deputati, secondo un sistema censitario. Il 3 aprile e il 3 maggio il Re nomina i primi senatori. L’8 maggio Eugenio di Savoia Carignano inaugura il primo Parlamento subalpino.


Data dell'evento: 1848

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  • 21 febbraio, viene nominata la commissione incaricata di preparare la legge elettorale, composta da Cesare Balbo presidente, Stefano Gallina, Cesare Cristiani di Ravarano, Luigi Demargherita, Ercole Ricotti, Camillo Cavour, Riccardo Sineo, Gustavo Ponza di San Martino.

    Marzo 1848, nel Regno di Sardegna, con l’approvazione della legge elettorale, ottiene il diritto di voto per la Camera dei deputati meno del 2% della popolazione, sulla base dell’età, del saper leggere e scrivere, del censo. La legge è controfirmata dai ministri Sclopis, di Revel e Ricci, e prevede l’istituzione di 180 collegi di terraferma e 24 in Sardegna.

    19 marzo, viene pubblicata la legge elettorale del regno.

    20 marzo, vengono convocati per il 17 aprile i collegi elettorali per l’elezione della Camera subalpina. La prima riunione del Senato e della Camera viene fissata per il 27 aprile.

    29 marzo, nel Palazzo comunale sono aperti i registri per l’iscrizione nelle liste elettorali.

    3 aprile e 3 maggio, Carlo Alberto nomina i primi 63 senatori.

    4 aprile, a Torino vari membri dell’Associazione Agraria fondano, presso le sale della medesima, un club politico per influire sulle imminenti elezioni politiche; presidente viene eletto il cavalier Bertini.

    7 aprile, a Torino gli elettori dei collegi elettorali IV e V sono invitati a riunirsi in due case private per dar vita ai rispettivi comitati elettorali. Sono previste regolari riunioni ogni sera.

    8 aprile, a sera il comitato elettorale del V collegio delibera a grande maggioranza che i candidati debbano presentare la loro professione di fede politica, e all’unanimità che nessuna formula venga prescritta dalla presidenza o da altri, «affinché i candidati più liberamente possano manifestare le loro opinioni e gli elettori meglio possano essere istruiti delle loro idee e convinzioni». Gli elettori sono invitati a partecipare ogni sera alle riunioni successive per discutere e deliberare.

    20 aprile, vengono pubblicate le liste elettorali dei sette collegi di Torino: in totale 3.151 iscritti. La stampa subalpina liberale è preoccupata che i piemontesi non esercitino un diritto per il quale si era tanto lottato e che il clero, al contrario, adoperi «ogni arte» affinché le elezioni cadessero su persone a lui almeno ligie e accette.

    21 aprile, a Torino si tiene una riunione degli elettori del collegio Torino I per discutere sulla scelta dei candidati alle prossime elezioni.

    27 aprile, si svolgono le prime elezioni politiche generali per la Camera dei deputati del Regno di Sardegna. La Camera risultava composta prevalentemente di borghesi, soprattutto avvocati e proprietari di provincia. La maggioranza è di tendenza moderata, ma non manca una minoranza democratica. I risultati elettorali assegnavano come deputati eletti nei sette collegi di Torino: Vincenzo Gioberti, Cesare Balbo, Amedeo Ravina, Evasio Radice, Federico Sclopis di Salerano, Giacinto Cottin, Giovanni Giacomo Prever.

    6 maggio, il clero secolare rivolge un indirizzo a Carlo Alberto affinché sia abolita l’esclusione dalla lista elettorale, inflitta ai chierici dall’editto 27 novembre 1847 sull’amministrazione dei comuni.

    7 maggio, a Torino nel pomeriggio si tiene un’adunanza preliminare di senatori e deputati per prendere i primi accordi sulla solenne apertura del Parlamento.

    8 maggio, a Torino si tiene l’apertura del primo Parlamento subalpino, con l’inaugurazione della I legislatura. Salutato dalle salve dei cannoni dagli spalti della Cittadella, e onorato dalla guardia nazionale in armi, il principe Eugenio di Carignano, luogotenente generale del Re, muove da Palazzo Reale verso Palazzo Madama, sede del Senato, su cui è issata la bandiera tricolore. Accompagnato da una deputazione di sei senatori e sei deputati, il luogotenente giunge ai piedi del baldacchino reale, presta giuramento di fedeltà al Re e di leale osservanza dello Statuto.

    8 maggio, dopo il giuramento, uno per uno, di senatori e deputati, il luogotenente, seduto sul trono, legge il discorso della Corona, molto applaudito. Dopo la seduta reale, i deputati si insediano a Palazzo Carignano, sede della Camera dei deputati, per concertare le procedure di avvio dei lavori.

    9 maggio, a Torino, nella prima seduta della Camera, Lorenzo Valerio propone un voto di fiducia e riconoscenza al Re e all’esercito.

    Alle ore 13 si tiene la prima seduta della Camera dei deputati a Palazzo Carignano. Si tiene anche la prima seduta del Senato a Palazzo Madama.

    10 maggio, anche il Senato subalpino, seguendo l’esempio della Camera e su proposta di Giorgio Doria, approva un voto di gratitudine per il sovrano e l’esercito.

    16 maggio, a Torino la Camera dei deputati elegge alla presidenza Vincenzo Gioberti, il quale nello stesso giorno riceve una trionfale accoglienza a Parma, nel viaggio che sta compiendo negli stati italiani per sostenere l’annessione al regno sardo. Il prof. Merlo e l’avvocato De Marchi vengono eletti vice presidenti.

    • Ente Responsabile
    • Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino