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Scheda: Evento - Tipo: Politico

Sciopero della FIOM (marzo 1925)

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La FIOM indice lo sciopero dei metalmeccanici sia per motivi salariali che per impedire la scioglimento delle Commissioni interne alle fabbriche. È l’ultimo sciopero prima del «patto di Palazzo Vidoni» del 2 ottobre tra la Confidustria e la Confederazione delle Corporazioni operaie fasciste, che esautora le organizzazioni sindacali, in parte già sciolte.


Inizio: 25 Marzo 1925

Fine: 02 Ottobre 1925

  • Indice

Cronologia

15 febbraio    convegno interregionale della FIOM a Milano
17 marzo    la FIOM indice lo sciopero degli operai metalmeccanici nelle fabbriche torinesi
20-21 agosto    la Cgdl scioglie tutte le federazioni tranne la FIOM
2 ottobre    firma del «patto di Palazzo Vidoni» tra la Confidustria e la Confederazione delle Corporazioni operaie fasciste

Il 15 febbraio 1925, in un contesto di forte indebolimento delle organizzazioni sindacali sotto i colpi del regime fascista e con la Cgdl ridotta a poche migliaia di iscritti, viene convocato a Milano il convegno interregionale della FIOM. Qui iniziano a manifestarsi i primi dissensi interni fra la corrente comunista, favorevole ai comitati clandestini, e quella riformista, che già delinea l’eventualità dello scioglimento.
Il 17 marzo la FIOM indice a Torino uno sciopero, che coinvolge la maggior parte degli operai metalmeccanici, per rivendicare aumenti salariali e per impedire la scioglimento delle Commissioni interne alle aziende decretato dagli industriali su richiesta dei sindacati fascisti. La partecipazione è altissima, quasi l’85% dei lavoratori.
Dopo circa dieci giorni di sciopero, il Sindacato fascista emana l’ordine di ripresa immediata delle attività lavorative, con la minaccia di azioni dirette di rappresaglia. Il risultato è l'esatto opposto di quello previsto: dalle officine scompare infatti anche quel 15% che aveva continuato a lavorare. Intanto Giovanni Agnelli minaccia di uscire dalla Lega industriale di Torino e di inaugurare una politica sindacale mediante trattative dirette con le proprie Commissioni interne.
Grazie alla partecipazione quasi totale allo sciopero le Commissioni interne resistono ancora qualche mese, fino a quando vengono cacciate dalle fabbriche da squadristi armati.
Il 20 e il 21 agosto, al convegno delle Federazioni nazionali professionali e per l’industria, la Cgdl procede allo scioglimento di tutte le federazioni tranne la FIOM e poche altre, creando una federazione mista.
Il 2 ottobre 1925 viene firmato il «patto di Palazzo Vidoni» tra la Confidustria e la Confederazione delle Corporazioni operaie fasciste, che riconosce quest’ultima come unico interlocutore legittimato alla contrattazione collettiva, escludendo definitivamente tutte le altre organizzazioni sindacali.

  • Bibliografia
  • Ente Responsabile
  • ISMEL