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Scheda: Luogo - Tipo: Vie e Piazze

Via Verolengo

La direttrice dell’attuale via Verolengo è per lungo tempo, a partire dal periodo romano fino a fine Ottocento, l’unica via di collegamento fra la zona di Lucento e Torino.


Lat: 45.094917 Long: 7.660958

Realizzazione: X Sec. (900-999)
ante

Trasformazione: 1574

Trasformazione: 1884

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  • via
  • Via Verolengo è, fino al 1884, l’unico collegamento fra l’area lucentina e la città di Torino.

    Questa direttrice nasce in periodo romano e fa parte di una più lunga strada che dalla città si snoda lungo le attuali  via Chivasso, via Fossata,  via Cervino, via Verolengo per proseguire verso le Valli di Susa. Il tracciato si localizza sulla linea del displuvio del pianalto che costeggia a nord l’alveo della Dora Riparia, «cioè la linea di un altipiano […] o anche di un tetto, da cui l’acqua piovana scivola verso le parti sottostanti e non ristagna» [1].

    La strada non fa parte della famosa via delle Gallie, ma è piuttosto una via secondaria che mette in comunicazione la campagna nord-ovest di Torino con la città, e in particolare si ipotizza con l’area del ponte e del porto di periodo romano [2].

    Con il cambio di corso della Dora nel secolo XI il primo tratto viene spostato nell’alveo liberatosi, corrispondente a via Cecchi.

    Nel 1574 il percorso verso ovest viene interrotto all’altezza della chiesa di Lucento per la costruzione del Parco di caccia di Emanuele Filiberto.

    Sempre in quegli anni il tratto fra la chiesa e via Giachino viene chiamato strada pubblica, mentre nel 1805 viene definita nella carta napoleonica del Sappa il chemin de Lucento a Turin [3]. Diventa poi la Strada antica di Lucento fino al nome odierno di inizio Novecento.

    La via perde la propria centralità quando nel 1884 viene realizzata via Pianezza, primo collegamento diretto fra Lucento e Torino, che supera il dislivello fra il pianalto e le basse del fiume.

    Note

    [1] Territorio e insediamento in periodo romano. Invito ad un percorso storico nella 5ª Circoscrizione, a cura del Centro di documentazione storica della Circoscrizione 5, nell’ambito del progetto dell’Ecomuseo urbano, Torino 2005, p. 7

    [2] MARIA BENIGNO, MAURIZIO BIASIN, MARCO DASSETTO, ROBERTO ORLANDINI, GIORGIO SACCHI, «I caratteri geo-morfologici ed elementi di storia romana e barbarica», in Soggetti e problemi di storia della zona Nord-Ovest di Torino fino al 1796. Lucento e Madonna di Campagna, a cura del Laboratorio di ricerca storica sulla periferia urbana della zona Nord-Ovest di Torino, Università degli studi di Torino, Facoltà di Scienze della Formazione, 1997, pp. 6-10 ma anche Il ponte romano in pietra e gli scherzi della Dora. Invito ad un percorso storico fre la 5ª e la 7ª Circoscrizione, a cura del Centro di documentazione storica della Circoscrizione 5, nell’ambito del progetto dell’Ecomuseo urbano, Torino 2008

    [3] MAURIZIO BIASIN, VALTER RODRIQUEZ, GIORGIO SACCHI, Strada interpoderale romana, in «Quaderni del Cds», anno III, n. 5, fascicolo 2, 2004, p. 64

    • Bibliografia
    • Fototeca
    • Ente Responsabile
    • Comitato Parco Dora