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Scheda: Tema - Tipo: Architettura e urbanistica

Torino nel Cinquecento

Il Quattrocento si chiuse con il cantiere per la nuova cattedrale, unico edificio in Torino dall’aspetto rinascimentale. Sotto il dominio francese, la città, luogo di transito, potenziò le strutture ricettive. La trasformazione più rilevante dal punto di vista architettonico e urbanistico si dovette alla politica di disegno urbano e attenzione militare di Emanuele Filiberto, che, dopo il trasferimento della capitale del Ducato di Savoia da Chambéry a Torino, fortificò e riprogettò la città.


Periodo di riferimento: XVI secolo

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Allo scadere del XV secolo il vescovo Domenico della Rovere ordinò l’edificazione del Duomo Nuovo in forme rinascimentali affidandone il progetto a Bartolomeo di Francesco di Settignano, detto Meo del Caprina: i lavori ebbero inizio nel 1491 e si protrassero fino alla consacrazione (1505); è questo uno dei pochi edifici torinesi dotati di caratteri spiccatamente rinascimentali. Nel 1513 Torino divenne sede arcivescovile.

Nel 1538 il Piemonte sabaudo fu annesso al Regno di Francia e nel 1539 Francesco I istituì a Torino un Parlamento e la Corte dei Conti. Sotto i Francesi la città conobbe un ulteriore impulso economico e demografico e mantenne il primato politico e amministrativo in Piemonte, favorito dalla posizione viaria che comportò lo sviluppo del sistema ricettivo: in questo periodo sono documentate oltre cinquanta strutture, alberghi e taverne, tra cui l’albergo della Corona Grossa.

Dopo il trasferimento della capitale da Chambery a Torino nel 1563, i duchi Emanuele Filiberto (1563-1580), prima, e Carlo Emanuele I (1580-1630), poi, si dedicarono alla fortificazione della città. Emanuele Filiberto scelse di porre la nuova Cittadella e la residenza ducale ai vertici opposti dell’antico castrum romano; il duca favorì, inoltre, gli ordini religiosi, consolidando l’alleanza con i Gesuiti con la costruzione della chiesa dei Santi Martiri, progettata secondo i caratteri del manierismo controriformista. Carlo Emanuele I si dedicò al progetto della nuova città civile, che inglobasse entro un circuito murario a forma di mandorla la città romana e medievale, triplicandone le dimensioni. L’immagine del buon governo del sovrano si espresse su più fronti, tra cui la costruzione del santuario dedicato alla Sindone e  della chiesa di Santa Maria al Monte dei Cappuccini (avviata nel 1583 e ultimata solo molti anni più tardi). Il duca istituì, inoltre, nel 1584, un concorso per l’edificazione del nuovo palazzo ducale, realizzato di fatto solo a partire dal 1643.

  • Bibliografia