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Scheda: Soggetto - Tipo: Persona

Alfredo d'Andrade (Lisbona 1839 - Genova 1915)

Architetto e pittore di origini portoghesi, fece parte della "scuola di Rivara" e si dedicò allo studio e al restauro di edifici medievali. Fu Direttore dell’Ufficio Regionale per i Monumenti del Piemonte e della Liguria e fra gli ideatori del borgo medievale di Torino.


Nascita: 26 Agosto 1839

Morte: 30 Novembre 1915

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  • Categorie
  • pittore
  • architetto
    • Tag
  • carta archeologica
  • Biografia

    Alfredo d’Andrade nacque a Lisbona il 26 agosto del 1839 da una famiglia borghese dedita al commercio e all'attività finanziaria. Il padre cercò di fargli seguire la sua stessa strada, ma il giovane era fortemente spinto verso gli studi umanistici e, dopo una serie di screzi con la famiglia, dal 1864, si trasferì in Italia, dividendosi tra Firenze e il nord ovest.

    Intensa fu la sua attività come pittore e architetto, ma in Piemonte e a Torino si dedicò soprattutto a opere di restauro e di tutela del patrimonio architettonico e archeologico.

    D’Andrade seguì tutte le scoperte archeologiche degli anni a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento e nel periodo che lo vide alla guida dell’Ufficio regionale per la conservazione dei monumenti ne venne data quasi sempre regolare notizia sulla rivista Notizie degli Scavi di Antichità.

    Molto intensa fu la sua attività anche negli interventi di restauro di monumenti e complessi archeologici come la Porta Palatina, Palazzo Madama (a cui lavorò per quasi un ventennio) e il teatro romano che, venuto alla luce nel 1899 in occasione della costruzione dell’ala nuova di Palazzo Reale, fu al centro di aspre polemiche e contenziosi con le autorità e la stampa per evitare che ne venissero demoliti i resti.

     

    La carta archeologica

    Fin dal 1887 il gruppo diretto da Alfredo d’Andrade, su un’apposita mappa catastale fornita dal comune, intraprese la stesura di una carta archeologica. L’opera fu avviata riportando sulla nuova base cartografica i dati della mappa redatta anni prima da Carlo Promis, pur con una notevole cautela poiché il tessuto edilizio non corrispondeva a quello utilizzato dal Promis ed era quindi difficile garantire l’esattezza delle indicazioni. La stesura della carta archeologica si protrasse per lo meno fino al 1903, data a cui risalgono le ultime annotazioni.

    Una notevole mole di informazioni venne raccolta tra il 1901 e il 1902, quando si mise mano alla stesura della nuova rete fognaria cittadina e d’Andrade, in quanto responsabile dell’Ufficio regionale per la conservazione dei monumenti, riuscì ad accordarsi con il comune e le imprese appaltatrici per “sorvegliare da vicino i lavori, seguire il progresso delle opere sotterranee e prendere così esatta notizia dei vari rinvenimenti prima che le esigenze della grandiosa opera ne facesse sparire le tracce.”

    La redazione più completa della Pianta di Torino è oggi conservata nell’Archivio Disegni della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte ed è stata pubblicata da ultimo in Archeologia a Torino 2003, ma ne esistono più versioni e documenti preparatori nei diversi fondi dell’archivio d’Andrade.

     

    • Bibliografia
    • Sitografia
    • Fonti Archivistiche
    • Museo Civico di Palazzo Madama, Fondo d’Andrade
    • Archivio della Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici
    • Archivio disegni della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie
    • Ente Responsabile
    • MuseoTorino
    • Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie