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Scheda: Luogo - Tipo: Edifici

Al Bicerin, Caffè Confetteria

Storico caffè situato di fronte al Santuario della Consolata, conserva intatta l'atmosfera accogliente di una tipica cioccolateria dell'Ottocento. Qui si servono le specialità torinesi: zabajone, vari tipi di cioccolato in tazza e il "bicerin", bevanda a base di cioccolato, caffè e latte.


PIAZZA DELLA CONSOLATA 5

Inaugurazione: 1763

Rifacimento: XIX Sec. (1800-1899)
metà circa

Ampliamento: 2006

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  • caffè
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  • Locali storici
  • 1. Cenni storici

    Aperto nel 1763 dall'acquacedratore e confettiere Giuseppe Dentis in un fabbricato preesistente a quello attuale, è poco più che un'osteria arredata con modestia di fronte al Santuario della Consolata. A metà Ottocento il palazzo viene ristrutturato, il locale si rinnova e prende il nome di Caffè della Consolata, ben presto sostituito dalla denominazione odierna "Al Bicerin" in onore della corroborante bevanda che rinfrancava gli avventori. Fin dall'inizio del secolo scorso, il caffè è gestito dalla famiglia Cavalli, che abita nell'ammezzato collegato al retro del negozio con la scala a chiocciola. Olga Cavalli ne lascia la gestione nel 1975 al proprietario dei muri, Guglielmo Alberghini, cui succede Maria Teresa Costa nel 1983. La bevanda costava 20 centesimi e verso il 1840 diviene esclusiva dei caffè più in voga della città. Discendente dalla bavareisa, servita in grandi bicchieri di vetro, già miscelato e dolcificato con sciroppo, il bicerin era una bevanda da assaggiare calda, tassativamente prima di mezzogiorno. Il caffè è frequentato da personaggi di ogni ceto sociale: da Camillo Cavour, Silvio Pellico, Alessandro Dumas padre, Giacomo Puccini, a fiorai, ambulanti, vetturini e chi, dopo la messa alla Consolata, viene qui a fare colazione. In epoca più recente il locale è stato meta di tanti protagonisti, italiani e stranieri, del mondo dello spettacolo, dell'arte, della politica e della cultura.

    Dal 2006 al locale è affiancato un ulteriore ambiente, sulla sinistra, adibito a vendita dei prodotti della confetteria.

    Il locale fa parte del marchio Locali Storici d’Italia.

    2. Arredi esterni

    La devanture di fine Ottocento è costituita da un monoblocco in ferro, verniciato in verde con zoccolatura in metallo, decorazioni di gusto eclettico in ghisa, porta di ingresso arretrata, vetrina e, alle estremità, due piccole gioielliere. Le colonnine ai lati della devanture, a sezione rettangolare fino all'altezza dello zoccolo e semicircolare nella parte restante, presentano capitelli corinzi in ghisa, rari rispetto alle consuete soluzioni decorative. L'insegna di pannelli in vetro dipinto con iscrizioni e disegni pubblicitari è di epoca più recente.

    3. Arredi interni

    Il locale è costituito da due piccoli vani: uno spazio per i clienti con otto tavolini, bancone bar a forma di parallelepipedo con piano d'appoggio in marmo bianco e vetrinetta pensile sul fronte, e un minuscolo retro attrezzato a cucina. Il sobrio arredo interno della sala clienti risale alla prima metà dell'Ottocento: alle pareti boiseries in legno biondo a semplici partiture, intervallate da specchi e vetrinette, si sviluppano lungo tutto il perimetro del locale a partire da un'altezza da terra di circa 85 cm, spazio occupato  dagli schienali delle panche rivestite di tessuto rosso, scomparse intorno al 1930 e sostituite da piccole e graziose sedie in legno e in seguito ripristinate come in origine. Tavolini in marmo bianco, pavimenti in legno posati a spina di pesce, controsoffitto piano. Sugli scaffali foderati di specchi dietro il bancone sono allineati una serie di vasi da confetteria con multicolori "Pastiglie Leone".

    • Bibliografia
    • Sitografia
    • Fonti Archivistiche
    • Archivio Storico della Città di Torino, Miscellanea Amministrazione, n. 912
    • Legge Regionale 4 marzo 1995/n. 34 “Tutela e valorizzazione dei locali storici” catalogo Guarini Piemonte, presso CSI Piemonte, Ruffino M. P./Galfione-Barozzo P., scheda n. R0081977 e Allegati
    • Fototeca
    • Ente Responsabile
    • MuseoTorino, 2016