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Palazzo Madama, Piazza Castello. Effetti prodotti dai bombardamenti dell'incursione aerea del 12-13 agosto 1943. UPA 3906D_9E03-10. © Archivio Storico della Città di Torino/Archivio Storico Vigili del Fuoco

Danni di guerra: i luoghi della cultura

"Bianca ed io dopo il solito bombardamento usciamo dal rifugio e come sempre facciamo un giro. La città sembra tutta in fiamme; ci sono grandi crateri delle bombe e montagne di macerie. Le serrande dei negozi sono sventrate e contorte. La merce è scaraventata da ogni parte. Una libreria sotto i portici di via Po ha tutti i volumi sparsi per terra tra polvere e calcinacci. Che tentazione! La gente corre, si cerca, chiama qualcuno, comunica le più strane differenti notizie. Passano camions di soldati che vanno a spegnere incendi e scavare nelle macerie. Vedo tutto questo mondo ai riflessi degli incendi".

 

Guidetti Serra Spriano, Carla, Un'esperienza al femminile. Diario 1939-1945, in Boccalatte, Luciano - De Luna, Giovanni - Maida, Bruno (a cura di), Torino in guerra: 1940-1945. Catalogo della mostra Torino, Mole Antonelliana, 5 aprile-28 maggio 1995, Gribaudo, Torino 1995, p. 106


1. Danni di guerra: i luoghi della cultura

Musei, archivi, biblioteche, istituti culturali ed edifici storici di pregio storico-artistico e architettonico ma anche cinema e teatri furono danneggiati o distrutti durante il Secondo Conflitto Mondiale. Si pensi, in particolare, alla Biblioteca Civica e ai teatri Balbo e Chiarella, distrutti, alla medievale casa Broglia, su cui la ricostruzione postbellica ha evidenziato le parti perdute, al Teatro Torino, di cui resta ancora parte dello scheletro, fra i pochi monumenti visibili in città rimasti a ricordare i tragici eventi bellici di quegli anni.

 

Le schede degli edifici danno conto, in uno specifico paragrafo, dei danni subiti, e presentano le planimetrie degli isolati relativi (in rosso i piani o le porzioni di fabbricato distrutte, in blu le parti sinistrate). Nelle schede sono altresì presenti due tipi di mappe delle zone della città che danno un quadro d'insieme decisamente significativo: la prima con i danni subiti dall'area, che presenta le zone più gravemente colpite in rosso e in rosa quelle con danni più lievi; la seconda con i punti in cui sono cadute bombe e spezzoni incendiari. La scheda UPA, Ufficio Protezione Antiaerea, fornisce alcune indicazioni sui fondi archivistici consultati, digitalizzati e resi disponibili online.

2. Il cantiere di ricerca "Danni di guerra"

Il cantiere Danni di guerra. La vita quotidiana in tempo di guerra, i bombardamenti e la ricostruzione, a cura del Museo Diffuso della Resistenza della Deportazione della Guerra dei Diritti della Libertà, si è svolto nel 2013-2014 nell’ambito del programma Reciproca solidarietà e lavoro accessorio realizzato dalla Città di Torino con Compagnia di San Paolo. Il progetto mirava alla creazione di una mappatura dei principali edifici bombardati della città a partire dai documenti di rilevamento dei danni e dalle foto storiche del fondo dell'Ufficio Protezione Antiaerea.

La ricerca storica è stata condotta da Paola E. Boccalatte, Emiliano Bosi e Caterina Ciccopiedi, con la supervisione di Guido Vaglio (Museo Diffuso della Resistenza), Stefano Benedetto (Archivio Storico della Città), Maria Paola Soffiantino (MuseoTorino), Valeria Calabrese (Biblioteche civiche torinesi).

La digitalizzazione dei documenti dell'Archivio Storico della Città di Torino e l'immissione online degli stessi è stata curata, in particolare, da Simona Cappelli, Lillian De Murtas, Valentina Masera, Maria Teresa Pagni, con il coordinamento di Paola E. Boccalatte e la collaborazione di Ernesto Amato, Annamaria Colace, Patrizia Etzi, Claudio Mangiantini, Ornella Mejnardi, Roberto Napolitano, Roberto Nardi, Antonio Nozzoli, Daniele Trivella, Pier Giorgio Vallo. Il coordinamento amministrativo è stato curato da Elena Cannarozzi.

Si ringraziano, inoltre: per il supporto e i contributi forniti alla realizzazione del cantiere, Barbara Graglia (Assessorato alla Salute, Politiche Sociali e Abitative), Laura Fabbri (Direzione centrale Ambiente, Sviluppo, Territorio e Lavoro), Chiara Genovese e Cecilia Maseri (Direzione Cultura, Educazione e Gioventù, Servizio Archivi, Musei e Patrimonio culturale); per la concessione dei testi e delle immagini, Paola Olivetti (Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza), Andrea d'Arrigo e Barbara Berruti (Istoreto), Pier Luigi Bassignana (Archivio Storico AMMA), Stefano Benedetto (Archivio Storico della Città), Giuseppe Sergi (Università degli studi di Torino), Riccardo Passoni (Archivio Fotografico, Fondazione Torino Musei); per la gentile collaborazione, Omar José Nunez, Fulvio Peirone, Anna Maria Stratta, Pino Toma, Enrico Vaio (Archivio Storico della Città).

 

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Giugno 1945: tornano in città le raccolte di Museo, Biblioteca e Archivio municipali

Nel giugno 1945 la Giunta Popolare delibera di far rientrare i materiali archivistici e librari nonché le raccolte del Museo Civico di Torino, già trasferiti al Castello di Aglié e al Castello di Settime d'Asti per essere salvati dai bombardamenti. Nel settembre dello stesso anno la Giunta delibera il riallestimento di Palazzo Madama con gli arredi ritornati in città.

Bombardamento 8 dicembre 1942

L’8 dicembre 1942 Torino fu bombardata dall’aviazione inglese (RAF). Il bombardamento durò 60 minuti, a seguito del bombardamento si registrarono 212 vittime e 111 feriti.

Galleria Subalpina

Progettato nel 1873 dall’architetto Pietro Carrera, l’ambiente propone il modello ottocentesco dell’area commerciale riservata allo svago borghese, piuttosto apprezzato in città, benché affermatosi in una versione più contenuta rispetto alla galleria Vittorio Emanuele II di Milano.

Palazzo della Moda e Torino Esposizioni

Nella conformazione originaria, una tra le opere razionaliste più coerenti a Torino. Nel padiglione Agnelli, l’opera di Pier Luigi Nervi declina la scienza del cemento armato come arte. Il Palazzo della moda fu ripetutamente colpito da bombardamenti.

Accademia filarmonica e Odeo nel Palazzo Solaro del Borgo

Nel 1814, 50 appassionati di musica fondano l’Accademia filarmonica; 24 anni dopo la sede della società diventa il palazzo Solaro del Borgo, dove l’architetto Giuseppe Talucchi progetta la sala concerti: l’Odeo. Nella seconda metà dell'Ottocento il palazzo è sede della Società Italiana per il Gas. Il palazzo fu bombardato nel 1942 e 1943.

Castello del Valentino

Il Castello del Valentino sorge nel parco omonimo sulle rive del fiume Po. Le prime origini dell’edificio risalgono al XVI secolo ma il suo aspetto attuale si deve in gran parte agli interventi voluti dal 1620 dalla duchessa Cristina di Francia.

Orto botanico e Istituto botanico

Istituito nel 1729, contestualmente alla cattedra di Botanica dell'Università di Torino, l'Orto Botanico conserva esemplari di flora locale, specie utili e curiosità esotiche. Ha riaperto al pubblico nel 1997, allestito come un vero e proprio museo vivente, senza che questo nuovo corso ne snaturasse la primaria funzione didattica.

Albergo della Corona Grossa o casa Broglia

L'edificio, oggi adibito a uso di civile abitazione e negozi, conserva ancora l'impianto del secolo XVI; si caratterizza per la sua posizione ad angolo e per la presenza al piano terreno, dove erano le botteghe, di ampi archi. L'edificio fu fortemente danneggiato nella parte superiore da un bombardamento del 1943.

Borgo e Rocca medievali

Il Borgo medievale con Rocca costituisce una sapiente ricostruzione progettata da un gruppo di intellettuali e artisti per l'occasione dell’Esposizione Generale Italiana di Torino del 1884. Il Borgo medievale fu ripetutamente colpito da bombardamenti nel corso del secondo conflitto mondiale.  

Sede Utet

Costruito a cavallo tra Otto e Novecento, il nuovo edificio ospita la casa editrice UTET, trasferita dalla sede storica di via Carlo Alberto. Bombardata e distrutta il 13 agosto 1943, la sede viene ricostruita e inaugurata nel 1947.  

Teatro di Torino

Il Teatro di Torino (o Scribe), realizzato nel 1857 su progetto dell’architetto Giuseppe Bollati, è inaugurato nel 1925, grazie all’intervento di recupero finanziato da Riccardo Gualino e coordinato dal critico d’arte Lionello Venturi e dal pittore Gigi Chessa. I ruderi del teatro costituiscono memoria visibile delle distruzioni belliche dovute agli attacchi aerei del novembre 1942 - luglio 1943.

Cinema Massimo

Il Cinema Massimo, situato a pochi passi dalla Mole Antonelliana fu costruito negli anni Trenta con un’unica sala di proiezione; nei decenni successivi cambiò più volte proprietario, sino a quando fu dato in gestione al Museo Nazionale del Cinema nel 1986. In seguito ai lavori di ristrutturazione (2001), il Massimo è diventato un multisala all’avanguardia, sede di importanti festival e rassegne.

Biblioteca Civica Centrale

La Biblioteca Civica Centrale) nel 1929 la Biblioteca fu trasferita nei  locali un tempo occupati dagli Archivi di Guerra e Marina, in corso Palestro angolo via della Cittadella. La notte tra il 7 e l'8 agosto 1943 l'edificio fu distrutto dalle bombe. Nel 1960 fu inaugurata, l'attuale sede, sulla stessa area del precedente edificio.

Rifugi antiaerei

Quasi tutti i ricoveri pubblici di protezione antiaerea (PPA) vengono costruiti in città tra il 1942 e il 1944 con tecniche antibomba e anticrollo.

Archivio Storico della Città di Torino

L’Archivio preserva il cospicuo patrimonio documentale della città, con carte risalenti al XII secolo, attraverso il quale ciascun cittadino ha l’opportunità di percorrere la storia della comunità torinese. È stato costituito, inoltre, un archivio fotografico, che custodisce immagini e lastre di vecchi studi fotografici, collezioni monotematiche e la fototeca. Ha sede in via Barbaroux 32.

ANCR Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza

L'Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza è stato costituito nel 1966 per iniziativa, fra gli altri, di Ferruccio Parri e dell'allora sindaco di Torino Giuseppe Grosso.

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