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Scheda: Evento - Tipo: Culturale

Esposizione internazionale 1911

Il cinquantenario dell'Unità d'Italia fu un'occasione straordinaria per celebrare il percorso economico, sociale e culturale compiuto dalla nazione dai tempi dell'Unità. Le iniziative più importanti messe in atto per l'occasione furono le esposizioni internazionali di Roma, Firenze e Torino: la prima incentrata sulla mostra etnografica e regionale, la seconda sulla mostra del ritratto italiano, la terza imperniata sul progresso industriale e manifatturiero.


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Data dell'evento: 29 Aprile 1911 - 31 Ottobre 1911

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  • Il primo documento ufficiale dell’Esposizione, l’atto di nascita, è datato 11 febbraio 1907 ed è l’annuncio, alla seduta della Camera di Commercio, da parte del presidente, l’onorevole Teofilo Rossi futuro sindaco della città, della costituzione di un comitato per attuare un’esposizione che avrebbe avuto vita autonoma e indipendente, con mezzi finanziari propri. Il 14 febbraio furono convocati i cittadini più abbienti e autorevoli, i personaggi più significativi dell’aristocrazia, delle arti e dell’industria, fu nominato il presidente del Comitato generale: il sindaco Secondo Frola e a dirigere il Comitato esecutivo fu chiamato Tommaso Villa, che aveva già diretto l’Esposizione del 1884. Si iniziò immediatamente la raccolta di fondi, a dare il buon esempio fu proprio la Camera di Commercio; in quell’occasione si decise che sarebbe stata l’Esposizione dell’Industria e del Lavoro.

    Si stabilì di utilizzare il Parco del Valentino ma questa volta si decise di ampliare lo spazio espositivo alla sponda destra del Po sino alla zona del Pilonetto, a monte del ponte Isabella. La progettazione fu affidata agli architetti: Pietro Fenoglio (Torino 1865 – Corio 1927), Stefano Molli (Borgomanero 1858 - Torino 1916) e Giacomo Salvatori di Wiesenhoff (Trento 1858 – Torino 1937). L’area a disposizione era di 1.200.000 metri quadrati; 350.000 metri quadrati erano destinati ai padiglioni, fu un colossale cantiere di edifici effimeri costruiti in legno e gesso, eccetto il Palazzo dei Giornali, costruito in cemento e muratura.

    L’Esposizione Internazionale delle Industrie e del Lavoro nel 50° Anniversario della Proclamazione del Regno d’Italia fu inaugurata, con solenni cerimonie, alla presenza del re Vittorio Emanuele III e dei rappresentanti dei paesi ospiti, il 29 aprile 1911 e dal giorno seguente fu aperta al pubblico; terminò il 19 novembre 1911 e contò più di 7.000.000 di visitatori.

    Parteciparono all’Esposizione: Argentina, Austria, Belgio, Bolivia, Brasile, Canada, Cile, Cina, Colonie Francesi, Costarica, Cuba, Repubblica Dominicana, Ecuador, Francia, Germania, Giappone, Guatemala, Inghilterra, Italia, Lussemburgo, Marocco, Messico, Nicaragua, Olanda, Panama, Persia, Perù, Portogallo, Russia, San Salvador, Serbia, Siam, Stati Uniti, Svizzera, Tunisia, Turchia, Ungheria, Uruguay  e Venezuela. Alcuni stati avevano un proprio padiglione, altri inviarono i loro prodotti esposti in appositi stand.

    L’elenco dei padiglioni dà l’idea della vastità e articolazione dell’esposizione (1), partendo dall’ingresso presso il ponte Umberto I si trovavano: il Palazzo della Moda, il Padiglione dell’Arte Applicata all’Industria con la sezione Giappone, il padiglione della Città di Torino, il Touring Club Italiano, la Persia, l’Ungheria, il Palazzo delle Esposizioni temporanee, l’Olanda, le Colonie Francesi, il Club Alpino, il Padiglione Caccia e Pesca, l’Acquario, il Ristorante Francese, il padiglione della Città di Parigi, il Palazzo della Regia Marina, il Palazzo delle Poste e Telegrafi, il padiglione Strumenti musicali, il Palazzo delle Feste, la Galleria dell’Elettricità con la sezione Svizzera, l’Insegnamento Professionale, l’Agricoltura Francese, i Ristoranti, la Turchia, il padiglione dei Tabacchi, il Palazzo del Giornale e Macchine da stampa, l’Oreficeria, la Galleria delle macchine,  la Stazione arrivo merci, l’Inghilterra, il Parco dei divertimenti, la Provincia di Torino, il Ristorante popolare, il padiglione delle Opere pubbliche e quello del Materiale ferroviario. Attraversando il Po, su un ponte provvisorio, e percorrendo la sponda destra verso il Ponte Umberto I, si incontravano i seguenti padiglioni: Mostra Stradale e Automobili, Aeronautica, Agricoltura e macchine agrarie, Industrie estrattive e chimiche, Difesa del PaeseIndustrie manifatturiere, Industria della seta, Metallurgia, Italiani all’estero, Serbia, Siam, Stati Uniti, Germania, la Fontana monumentale, Francia, Belgio, Brasile, America Latina, Argentina.

    Inoltre vi erano numerosi padiglioni, chioschi ed edicole che promuovevano case produttrici quali, tra le altre, Fiat, Liebig, Cinzano, Martini e Rossi, Istituto Geografico De Agostani, Evian, Martell, Maison Paquin.

    Collegati all’esposizione vi furono moltissimi eventi: mostre, concorsi, feste, congressi, rassegne musicali, competizioni sportive.

    Molto vasta fu la produzione editoriale dell’Esposizione: il giornale ufficiale, le guide, i periodici e i cataloghi, tutti accomunati dal “linguaggio internazionale della modernità” (2) che è proprio il segno distintivo della grande manifestazione.

    Note

    (1)   Per la descrizione di ogni singolo padiglione si veda: Piergiorgio Balocco, Torino 2011, pp. 53 – 141. Per l’approfondimento si veda la bibliografia

    (2)   Silvia Dacomo, Il linguaggio, in Umberto Levra e Rosanna Roccia (a cura di), Torino 2003, pp. 217-251

    • Bibliografia
    • Sitografia
    • Fonti Archivistiche
    • Archivio Storico della Città di Torino
    • Biblioteche civiche torinesi
    • Fondi archivistici e librari della Fondazione Einaudi, Torino
    • Archivio Molli – Fondazione Marazza, Borgomanero (NO)
    • Archivio Storico dei Vigili del Fuoco di Torino
    • Archivio storico dell’AMMA, Torino
    • Fototeca
    • Ente Responsabile
    • MuseoTorino