Scheda: Tema - Tipo: Cultura e istruzione

Il Teatro per la capitale del Regno

Il Teatro Regio fu pensato da Vittorio Amedeo II come parte della «zona di comando» di piazza Castello, ma realizzato sotto il suo successore. Fu riconosciuto, a livello internazionale, quale moderno esempio di istituzione culturale e di realizzazione architettonica.


Periodo di riferimento: XVIII secolo

Inizio: 26 Dicembre 1740
Inaugurazione

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  • sala 1780

Con la trasformazione del ducato in regno, anche gli intrattenimenti musicali di corte, che costituivano un segno del prestigio, crebbero d’importanza. Fu scelto il migliore personale per la Cappella Regia e, soprattutto, Vittorio Amedeo II decise la costruzione di un nuovo teatro, all’interno del complesso dei palazzi di governo di piazza Castello,  e affidò il progetto a Filippo Juvarra. Il teatro fu realizzato, in soli 2 anni, sotto Carlo Emanuele III, da Benedetto Alfieri, che lo volle senza facciata, per non compromettere l’insieme unitario circostante, l’ingresso era laterale, cioè diretto per chi arrivava da Palazzo Reale. Era di forma ovale, magnifico e grande, aveva circa 2.500 posti, la vasta platea e 5 ordini di palchi. Venne considerato opera di grande pregio e riprodotto su diverse tavole nell’Encyclopédie di Diderot e d’Alembert.

S’inaugurò nel 1740, il 26 dicembre, data d’inizio d’ogni stagione, con l’Arsace di Francesco Feo.

Le stagioni erano brevi, si chiudevano alla fine del Carnevale, ma comprendevano ogni anno due nuove opere serie. Furono gli anni del violinista regio e compositore Gaetano Pugnani, ma non fu il solo e per il Teatro Regio torinese scrissero celebri compositori italiani, tra cui Galuppi, Cimarosa, Paisiello, e stranieri, come Gluck e J.C. Bach, cantarono acclamati castrati e prime donne dell’epoca. Grande spazio era dedicato ai balletti, spettacoli splendidi e fastosi molto apprezzati dal pubblico.

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