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Scheda: Soggetto - Tipo: Impresa

Lancia

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Prestigiosa casa automobilistica italiana, fondata a Torino nel 1906 da Vincenzo Lancia e da Claudio Fogolin. Si afferma sul mercato nazionale e internazionale per le sue auto lussuose ed eleganti, con dotazioni tecniche all’avanguardia e design raffinato. Nel 1969 è ceduta alla Fiat.


1. Dalle origini alla prima guerra mondiale

La società in nome collettivo “Lancia e C.” viene costituita a Torino il 29 ottobre 1906 da Vincenzo Lancia e Claudio Fogolin, colleghi collaudatori in Fiat. Per avviare l’attività viene affittato uno stabile tra le vie Ormea e Donizetti, abbandonato dall’Itala, dove una trentina di operai fabbricano vetture destinate a una clientela di intenditori: il primo modello è l’Alfa. Nel 1910 i reparti della fabbrica (macchine utensili, montaggio e motori) occupano l’intero isolato tra le vie Donizetti, Petrarca, Ormea e Pietro Giuria, con una produzione però limitata a 258 vetture.
Il passaggio a una dimensione industriale è segnato dal trasferimento in Borgo San Paolo nel 1911, con l’acquisto di fabbricati e terreni da aziende in liquidazione (Fides e Roy Scaiola), iniziando quella che sarà in quasi trent’anni una lenta e progressiva espansione immobiliare della fabbrica sul territorio. Da subito l’insediamento di via Monginevro 99 ospita uffici, reparti produttivi e officina generale, in quello di via Cumiana è realizzata una carrozzeria. Nel 1914 gli operai sono 469, per 357 veicoli prodotti; tra i modelli, la Theta è la prima vettura europea con impianti d’illuminazione elettrica. Durante la prima guerra mondiale la Lancia conta 600 addetti e diventa stabilimento ausiliario: alla produzione di autoveicoli si affiancano autocarri e camion, con i nuovi Jota e Diota.

2. La Lancia tra le due guerre

Nel 1919 si dà il via a un ulteriore ingrandimento dei fabbricati, nell’area di via Pollenzo, adibita a deposito e poi a rimessaggio di autoveicoli. L’azienda vive un periodo di instabilità produttiva, finché nel 1922 esce la Lambda, un successo di mercato con 13 mila esemplari fabbricati fino al 1930, anno in cui Lancia diventa una Spa. La situazione di prosperità si mantiene negli anni Trenta: dalla casa di via Monginevro escono vetture come l’Augusta, ma anche veicoli industriali per trasporto passeggeri, come l’Omicron. La produzione di autocarri è sostenuta con forza dalle commesse militari. Nel 1937 la morte di Vincenzo Lancia priva l’azienda di una guida carismatica. Gli anni della seconda guerra mondiale sono particolarmente difficili: dalla fine del 1942 i bombardamenti devastano gli stabilimenti, la manodopera scende fino a meno di 4.400 unità nel 1945. In questi anni le maestranze della Lancia partecipano attivamente alle lotte che vedono impiegati tutti i lavoratori torinesi, e la stessa proprietà collabora alle attività del Cln per favorire la Resistenza.

3. Dal dopoguerra a oggi

Nel 1948 l’azienda passa a Gianni Lancia, figlio di Vincenzo. Le difficoltà in cui si trova l’azienda, appesantita dalla sovraoccupazione e dal calo della produzione, sono solo in parte risolte dall’uscita della nuova Aurelia nel 1950 e dall’esordio in Formula 1 nel 1954, con Ascari e Villoresi. L’anno successivo Gianni lascia l’azienda, acquistata da Carlo Pesenti, proprietario della Italcementi. Per risollevare la società viene costruito un nuovo stabilimento a Chivasso, che si aggiunge a quello di Bolzano operativo dal 1943, ma sono attuati anche numerosi licenziamenti. Nonostante il successo di vetture come la Fulvia, gli investimenti non mutano le sorti dell’azienda, che scende al 2,4% della produzione nazionale e viene ceduta nel 1969 alla Fiat. I primi modelli realizzati sono legati al mondo delle corse e dei rally, come la Stratos (1972) e la Delta (1979). Gli stabilimenti della Lancia vengono progressivamente dismessi e la produzione continua integrando il marchio Lancia nel gruppo Fiat.

Cronologia

1906 − Costituzione della Lancia e C. che si stabilisce in via Ormea 89/91;

1907 − Esce la 12HP, meglio nota come Alfa;

1910 − La fabbrica occupa l’intero isolato tra le vie Ormea, Donizetti, Petrarca e Pietro Giuria e impiega una trentina di operai;

1911 − La società è trasferita in Borgo San Paolo con l’acquisto dei fabbricati della Fides in via Monginevro, dello stabile della ditta Roy Scaiola in via Cumiana 17 e inizia la sua espansione sul territorio;

1913 − Esce la Theta;

1914 − La produzione è di 357 veicoli e gli operai sono 469;

1918 − Fogolin lascia la società;

1919 − ulteriore espansione della fabbrica in Borgo San Paolo, nell’area tra le vie Pollenzo e Montenegro, attraversate da via San Bernardino e Limone;

1922 − Esce la Lambda;

1927 − Acquisizione della ex Chiribiri in via Montenegro e ulteriore espansione della fabbrica. Viene prodotto l’autobus Omicron;

1930 − Lancia diventa SpA;

1933 − Esce l’Augusta;

1935 − Viene decisa la costruzione dello stabilimento di Bolzano, operativo dal 1943;

1937 − Muore Giovanni Lancia, l’azienda passa alla moglie Adele Miglietti;

8, 20, 28 novembre 1942 − Bombardamenti corso Peschiera, corso Racconigi, via Envie;

1943 − La Lancia occupa 6.872 dipendenti;

4 febbraio 1943 − Bombardamenti tra vie Limone, Caraglio e Montenegro;

16, 18 agosto 1943 − Bombardamenti su via Monginevro;

4 giugno 1944 − Bombardamenti su via Monginevro;

1945 − La Lancia occupa 4.395 dipendenti;

1948 − L’azienda passa a Gianni Lancia;

1950 − Esce l’Aurelia;

1954 − Esordio in Formula 1;

1955-58 − Cessione dell’azienda a Carlo Pesenti;

1963 − Apertura stabilimento a Chivasso. Esce la Filvia;

1969 − Cessione dell’azienda alla Fiat.

  • Bibliografia
  • Sitografia
  • Fonti Archivistiche
  • Archivio Storico Fiat, Fondo Lancia.
  • Archivio di Stato di Torino, Intendenza di Finanza, Reparto VI, Danni di Guerra, Cartella 3423, Atto di notorietà per il rimborso dei danni causati dalle bombe compilato il 21/1/1944 davanti al Regio Notaio Silvio Mandelli da Giuseppe Cariglio, capo reparto, Vittorio Jano, dirigente industriale, e Francesco Lancia, impiegato; Cartella 3425.
  • Ente Responsabile
  • ISMEL