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Carlo Emanuele III (1701-1773)

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Un sovrano non destinato a diventare re e talora considerato un modesto burocrate, che diede invece un apporto fondamentale al consolidamento del Regno sabaudo.


Nascita: 1701

Morte: 1773

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  • sala 1780
  • Carlo Emanuele III non era destinato al trono, divenne erede del casato alla prematura morte del fratello maggiore quattordicenne, adorato dal padre.

    Divenne re nel 1730, resistendo al tentativo di ritorno di Vittorio Amedeo II dopo l’abdicazione, anche grazie al ministro Carlo Vincenzo Ferrero d’Ormea, suo principale consigliere politico ancora negli anni seguenti, a quest'ultimo subentrò Giovanni Battista Lorenzo Bogino (1701-1784).

    In politica estera s’alleò con la Francia durante la Guerra di successione polacca (1733-1738), conquistando terre del Novarese e del Tortonese, e fu al fianco dell’Austria nella Guerra di successione austriaca (1740-1748), ottenendo Vigevano, Voghera e l'Oltrepò pavese.

    All’interno dei suoi domini, portò a compimento e sistematizzò l’opera paterna di riforme, geniale ma estremamente legata al suo artefice, consolidando il potere assoluto del re, rendendo più forti l'amministrazione, le finanze e l'esercito, continuò a sostenere i borghesi neotitolati, contrapposti agli antichi casati.

    Si adoperò anche per rendere parte organica dei suoi domini le province di nuovo acquisto e per avviare lo sviluppo economico della Sardegna.

    Fu talora considerato un modesto burocrate, ma fu la sua opera a rendere saldo lo Stato. Non brillò, invece, in ambito culturale, in parte per scarso interesse, in parte ritenendo "pericoloso" il pensiero intellettuale.

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