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Scheda: Luogo - Tipo: Reti di impianti e servizi

Una gigantesca opera di bonifica?

Tra il 1830 e il 1838, durante i lavori di urbanizzazione di una vasta fascia sulla riva destra della Dora, Carlo Promis ebbe modo di vedere e documentare ampie zone con anfore, piene di terra fine, capovolte e infisse nel terreno.


Lat: 45.078551 Long: 7.683023

Costruzione: I Sec. (0-99) - II Sec. (100-199)

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  • carta archeologica
  • L’area interessata era compresa tra la piazza della Frutta (oggi Porta Palazzo) e l’ospizio del Cottolengo, per una superficie totale di circa 500 metri per 250/300. Le anfore erano sistemate a uno o due strati sovrapposti due metri sotto quello che era allora il piano di campagna. Promis osservò che “quelle anfore così porose … costituivano un vasto deposito pel purgamento e lenta rassodazione dell’argilla destinata alla fabbrica di stoviglie …” (1), senza rendersi conto di essere di fronte a un’opera di bonifica e di protezione dalle esondazioni del fiume. I calcoli che lo studioso fece all’epoca lo portarono a ritenere che si trattasse di un rinvenimento unitario esteso su una superficie stimata intorno ai 150.000 metri quadrati per un totale di circa 1.350.000 anfore. In tal caso si sarebbe trattato di un’opera di arginatura e bonifica di proporzioni colossali, mai vista altrove. L’assenza totale di rinvenimenti in tutti gli scavi successivi, però, e soprattutto in quelli condotti con regolarità negli ultimi decenni, fa pensare che si trattasse piuttosto di piccole aree localizzate nei punti in cui il terreno era più umido e probabilmente meno stabile.

    Note

    (1) Liliana Mercando, Il recupero del passato, in Archeologia a Torino, a cura di Liliana Mercando, Torino 2003, p. 64.

    • Bibliografia
    • Ente Responsabile
    • MuseoTorino
    • Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie