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Scheda: Luogo - Tipo: Edifici

Ex Casello daziario di 2a categoria

Casello della Barriera di Milano, di interesse documentario, esemplificativo degli edifici costituenti gli uffici della cinta daziaria del 1912.

 


Lat: 45.103882 Long: 7.695086

Costruzione: 1912

Variazione: 1930

  • Indice

Il casello daziario di Piazza Rebaudengo 23, tuttora visibile nei suoi caratteri originali, appartiene al complesso di edifici di servizio della seconda cinta daziaria cittadina risalente al 1912 e attiva fino al 1930. In città ne sono ancora visibili alcuni come quello di piazza Stampalia (barriera di Lanzo), piazza Bengasi (barriera di Nizza), via Pianezza.

I caselli ospitavano uffici ed i corpi di guardia degli ufficiali daziari.

La cinta daziaria del 1912 andava a sostituire la precedente del 1853, non più rispondente alle esigenze di una città in continua espansione; il dibattito per la definizione dei confini occupò a lungo le sedute del Consiglio Comunale. L’importanza economica per la città era notevole; infatti il bilancio comunale aveva negli introiti provenienti dal dazio il principale capitolo di entrate. La barriera di piazza Rebaudengo costituiva il principale varco di accesso per le merci provenienti da nord e per importanza era seconda solo alla Barriera di Francia. Dal 1853 al 1912 la Barriera di Milano era invece attestata sull’attuale Piazza Crispi, ove gli uffici daziari, dopo avere ospitato altri uffici e servizi municipali, furono abbattuti negli Anni Cinquanta.

Il fabbricato, dopo aver ospitato i servizi assistenziali di zona, ora è adibito a spazio gioco con il Centro per bambini e genitori “Arcobirbaleno”.

Note

Da Politecnico di Torino Dipartimento Casa-Città, Beni culturali ambientali nel Comune di Torino, Società degli Ingegneri e degli Architetti in Torino, Torino 1984:
UFFICIO DAZIARIO DI 2ª CATEGORIA
Piazza Rebaudengo

Segnalazione di edificio di interesse documentario, tipico esempio del sistema edilizio costituente gli uffici della Cinta Daziaria del 1912.
Edificato su un progetto dell'Ufficio Comunale nel 1912 ad uso di «ufficio» lungo il percorso della nuova cinta daziaria della città, esso costituiva un sistema, intercalato dai «corpi di guardia» (scomparsi) e dal «quartiere di guardia», tutti redatti su disegno omogeneo con lievi varianti.

Città di Torino. Relazione circa l'allargamento […], 1914; G. MORBELLI, L. FALCO, 1976; G.M. LUPO. P. PASCHETTO, in AA.VV., Torino città viva […], 1980, pp. 239/269.
Tavola: 20

  • Bibliografia
  • Sitografia
  • Fonti Archivistiche
  • Archivio Storico della Città di Torino
  • Fototeca
  • Ente Responsabile
  • Officina della Memoria