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Scheda: Soggetto - Tipo: Impresa

Streglio

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Nel 1924 un ex operaio della Talmone, Pietro Arturo Streglio, costruisce in corso Lecce al civico 20 l’omonimo stabilimento, che in pochi anni diventerà una delle aziende dolciarie di punta nella produzione di praline, gianduiotti e gelatine di frutta a livello industriale. L'ex area Streglio è attualmente trasformata in edificio residenziale.

 


CORSO LECCE 20

Fondazione: 1924

Fine/Cessazione: 2010

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  • Nel 1924 un ex operaio, Pietro Arturo Streglio, costruisce in corso Lecce al civico 20 lo stabilimento Streglio, a pochi metri dal quale in seguito costruirà anche la propria residenza privata (esistente ancora oggi). L’imprenditore aveva imparato l’arte del cioccolato presso quella che all’inizio del Novecento era una delle aziende più rinomate del settore: la Talmone. La conoscenza del mestiere, unita ad un innato talento imprenditoriale – che gli permette di mettere insieme i capitali necessari ad avviare l’impresa – fa si che in pochi anni la Streglio diventi una delle principali aziende dolciarie della regione. A seguito dei danni riportati durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, la sede dell’azienda viene spostata in Via Caprie 18, riprendendo la produzione e mantenendo un discreto successo fino agli anni Settanta. Nel 1973 viene acquisita dalla Pernigotti, che l’anno successivo trasferisce la produzione nel nuovo stabilimento di None. Trent’anni dopo l’azienda entra a far parte della galassia Parmalat, condividendone il rovinoso destino. A nulla vale il tentato salvataggio da parte della famiglia Borsci di Taranto che l’acquista nel 2005: nel 2010 l’azienda piemontese fallisce. Sembrerebbe questo l’ultimo capitolo della vicenda Streglio, ma a pochi mesi dal dichiarato fallimento si fa avanti l’imprenditore Antonio Livio Costamagna che si assume il compito di rilanciare lo storico marchio piemontese.

    Cronologia

    1924 Nasce il primo stabilimento Streglio in Corso Lecce 20 a Torino

    1943-1945 Trasferimento stabilimento in via Caprie in seguito ai bombardamenti alleati

    1973 L’azienda viene acquistata dal gruppo Pernigotti

    1974 Viene inaugurato lo stabilimento di None

    2005 L’azienda viene ceduta alla famiglia Borsci di Taranto

    2010 L’azienda viene dichiarata fallita e viene rilevata dall’imprenditore Costamagna che tenta il rilancio

     

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