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Scheda: Luogo - Tipo: Edifici

Stadio dell’atletica Primo Nebiolo

Lo stadio Primo Nebiolo, all’interno del parco Ruffini, è il polo principale dell’atletica a Torino: ogni anno ospita un Meeting Internazionale, anch’esso intitolato al presidente della IAAF (Federazione mondiale di atletica leggera) scomparso nel 1999.


Lat: 45.059786758715454 Long: 7.63342475357058

Costruzione: 1959

Rifacimento: 2004
Tribuna coperta

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  • Lo stadio dell’atletica del parco Ruffini è stato costruito nel 1959 su una struttura preesistente, un complesso sportivo degli anni Trenta dotato anche di piscina e di colonia elioterapica.

    L’8 giugno 2000, l’impianto è stato intitolato a Primo Nebiolo (1923-1999), ex atleta e presidente della IAAF, la Federazione mondiale di atletica leggera. All’ingresso, la figura di Nebiolo è celebrata da un monumento in marmo di Carrara realizzato dall'architetto Enrico Tagliatesta che, attraverso le curve di una “N” stilizzata, rappresenta una pista di atletica proiettata verso il cielo.
    L’impianto comprende una pista per atletica leggera a otto corsie e lunga quattrocento metri, utilizzata per allenamenti e manifestazioni internazionali; la pista è ribassata rispetto al livello del suolo e, insieme alla forma ovale dello stadio, fa sì che il Primo Nebiolo venga definito «la bomboniera dell’atletica torinese». Inoltre, vi sono un campo da calcio in erba naturale, una pista per atletica indoor a tre corsie lunga ottanta metri e infine una corsia con fossa per salto in lungo e salto triplo, usata per gli allenamenti e per l’attività delle scuole.
    Nel corso degli ultimi anni lo stadio è stato oggetto di numerosi interventi: nel 2000 è stato applicato un nuovo manto in sportflex su tutta la pista e sulle pedane (lo stesso utilizzato in occasione dei Giochi olimpici di Sydney); nel 2002 è stato cambiato l’impianto di illuminazione; nel 2009 la pista è stata rifatta completamente in Mondotrack SX, lo stesso materiale della pista olimpica di Pechino. I lavori più significativi risalgono al 2004, con il rifacimento della porzione di tribuna in corrispondenza del rettilineo dei 100 metri, per realizzare circa 1200 posti a sedere al coperto e garantire un’ottima visibilità. La nuova copertura è costituita da travi curve in legno lamellare che appoggiano su plinti a forma di sperone nella parte bassa, e su pilastri in acciaio a circa metà della sua lunghezza.

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    • MuseoTorino