Scheda: Luogo - Tipo: Edifici

Villa Tournon, già Vigna Belgrano

Calata nel verde, è la vigna appartenuta ai conti Belgrano di Famolasco, tanto noto era l'avvocato Pompeo Belgrano, vissuto nel 1600, che Padre Audiberti, autore del Regiae villae poetice descripte (1711), lo immortalò nell'”Anfiteatro del Valore” con un roboante sonetto. Come poeta e autore si fece conoscere, un secolo dopo, l'abate Guarino Belgrano, fratello di Gioacchino, proprietario della vigna.


Lat: 45.04855999999999 Long: 7.719960000000001

Notizie dal: XVIII Sec. (1700-1799)
seconda metà del Settecento

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  • vigna

I Conti Belgrano abitarono questa vigna appartata dall'ultimo quarto del '700 al primo dell'800.
Fra i loro antenati fu particolarmente noto l'avvocato Pompeo Belgrano, vissuto nel XVII secolo. La vigna venne acquistata da Gioacchino Belgrano e il suo primogenito, Giovanni Agostino, la ereditò nel 1788.
Suo figlio la vendette ai Gallenga, passò poi ai Simonda (1840) e ai Tournon (1930).

Note

Da Politecnico di Torino Dipartimento Casa-Città, Beni culturali ambientali nel Comune di Torino, Società degli Ingegneri e degli Architetti in Torino, Torino 1984:
VILLA TOURNON, GIA VIGNA BELGRANO
Strada S. Vincenzo 89

Vigna.
Edificio di valore ambientale costituisce elemento di collegamento tra il versante solivo e il terminale della Valle di Salice.
Il Grossi cita l'edificio come «Belgrano vigna con fabbrica civile e Cappella». La vigna rimase ai conti Belgrano sino al 1829 data nella quale passò ai Gallenga e quindi ai Simonda (1840). Nel 1915 fu venduta e nel 1930 fu acquistata dai Tournon. L'impianto settecentesco lineare nella mappa napoleonica compare trasformato in un impianto ad «L» che conserva sino ad oggi. L'attuale cappella è stata ricostruita su progetto di A. Cavallari Murat.

Carta topografica della Caccia [1762]; A. GROSSI, 1791, p. 17; PLAN GEOMÉTRIQUE [...], 1805; [Catasto RABBINI], 1866, fol. XXVII; E. GRIBAUDI ROSSI, 1975, pp. 434-435.
Tavola: 60

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