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Scheda: Tema - Tipo: Architettura e urbanistica

Nervi e l’ingegneria strutturale a Torino

I rapporti tra Nervi e la cultura politecnica torinese iniziano nel secondo dopoguerra attraverso i contatti con Gustavo Colonnetti (1886-1968), insigne scienziato e autorevole guida della scuola di Scienza delle Costruzioni dell’ateneo torinese. Assunta dopo l’esilio svizzero la presidenza del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Colonnetti coinvolge infatti Nervi negli ambiziosi programmi relativi alla Ricostruzione postbellica, facendolo collaborare anche alla stesura del Manuale dell’Architetto edito dal CNR.


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  • Nonostante la diversità delle rispettive visioni in tema di concezione e progettazione strutturale - al contrario di Colonnetti che enfatizza il ruolo della modellazione analitica delle strutture, Nervi in consonanza con lo spagnolo Eduardo Torroja (1899-1961) afferma tenacemente la priorità del momento intuitivo ed “artistico” rispetto alle successive fasi di verifica, e l’importanza in queste ultime dell’approccio sperimentale - nel 1957 Colonnetti, con un gesto del tutto inconsueto, chiede proprio a Nervi, Torroja e Guido Oberti di scrivere ciascuno un capitolo per il terzo volume del proprio manuale teorico di Scienza delle Costruzioni dedicato alle pareti sottili e alle strutture a guscio.
    A questi testi il Maestro torinese si limita ad affiancare, con grande modestia, solo un proprio succinto saggio, dichiarando, nelle difficoltà della disciplina di dominare al momento l’argomento attraverso modellazioni analitiche, di volere deliberatamente lasciare spazio alle “felici intuizioni dei pionieri” e alla loro arte di modellazione sperimentale. Grazie a Colonnetti le opere di Nervi trovano così un posto di rilievo non solo nel panorama della critica architettonica ma anche nel dibattito specialistico della Scienza delle Costruzioni.
    Se il rapporto di Nervi con Guido Oberti, l’altro personaggio eminente del Politecnico di Torino nel settore delle strutture, si svolge sul piano operativo soprattutto in area lombarda con le campagne sperimentali prima al Politecnico di Milano e poi all’ISMES, Oberti, nel proprio insegnamento nell’ateneo torinese e nella propria produzione scientifica in seno alle sedi del dibattito nazionale ed internazionale, assume le sperimentazioni condotte per Nervi sui modelli delle sue strutture come casi studio esemplari. Tuttavia una parte limitata, ma estremamente significativa, di queste stesse sperimentazioni si svolge direttamente proprio presso il Politecnico di Torino. Infatti, su richiesta di Oberti e dell’ISMES, che non era dotata di attrezzature per prove aerodinamiche, nella galleria del vento dell’Istituto di Meccanica applicata, Aerodinamica e Gasdinamica nella nuova sede del Politecnico torinese, inaugurata alla fine degli anni Cinquanta, vengono sottoposti a prova aerodinamica negli anni successivi, a cura del direttore dell’istituto Carlo Ferrari coadiuvato da Carlo Mortarino, i modelli di tre importanti opere americane di Nervi: la Tour de la Bourse di Montreal, la Cattedrale di San Francisco e la cupola della Norfolk Scope Arena in Virginia, all’epoca la più grande cupola al mondo in cemento armato

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    • Pier Luigi Nervi Project