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Scheda: Soggetto - Tipo: Persona

Anselmo Sacerdote (Torino, 1868-1926)

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Pittore, incisore, fotografo e segretario-conservatore al Museo Civico di Torino. Iniziò la sua carriera come assistente di Vittorio Avondo, direttore del Museo, artista ed erudito conoscitore dell'arte medievale che fu per lui guida e amico. Partecipò attivamente alla vita e agli interessi che ruotavano intorno alle associazioni artistiche torinesi, in particolare la Società Promotrice delle Belle Arti, dove espose dal 1900, e il Circolo degli Artisti, dove fu ammesso nel 1903. Negli stessi anni i suoi dipinti comparvero nelle mostre delle Società Promotrici di Genova e Firenze.


Nascita: 1868

Morte: 1926

"Il Piemonte dell'Ottocento"

Dal 9 maggio al 29 settembre 2013 il Borgo Medievale propone una mostra dedicata all'attività di Anselmo Sacerdote. Il percorso, realizzato grazie alla collaborazione degli eredi, seleziona diciassette dipinti, fotografie, incisioni e oggetti dell'archivio dell'artista evocando il clima degli anni che videro la nascita, a Torino, del Museo Civico (1863) e del Borgo Medievale (1884).

Anselmo Sacerdote pittore, incisore, fotografo

La pittura di Sacerdote si inserisce nel filone del nuovo interesse per il paesaggio maturato nella seconda metà dell'Ottocento dai pittori torinesi. Vittorio Avondo, la scuola di Rivara, Lorenzo Delleani svilupparono una particolare attenzione per la natura, dipingendo nelle campagne e nelle vallate piemontesi en plein air, per misurarsi dal vero con le variazioni della luce e dell'atmosfera. Aderendo a questa ispirazione Sacerdote frequentò la Valtournenche, le valli di Gressoney e di Cogne, o quelle più vicine di Lanzo e del Sangone in compagnia di Vittorio Cavalleri, Giovanni Colmo e Carlo Pollonera, dove realizzò studi ad acquarello, bozzetti ad olio e fotografie. Raffigurò anche i dintorni di Torino, con le cascine della piana del Po, i carri trainati dai buoi, i lavori sulle aie: immagini di una campagna che sarebbe di lì a poco scomparsa con l'espandersi dell'industrializzazione.

Inoltre, seguendo le curiosità di Avondo, di D'Andrade e dei pittori della Scuola di Rivara, avvertì il fascino pittoresco del medioevo, documentando l'architettura di chiese e castelli. Utilizzò la fotografia come ausilio per la pratica artistica, memoria visiva da rielaborare poi attraverso la pittura e l'incisione. Sperimentò anche la fotografia stereoscopica, il primo metodo di riproduzione delle immagini in tre dimensioni, ottenute con una fotocamera a due obiettivi che riprendevano due distinte immagini dello stesso soggetto alla distanza degli occhi umani.

  • Sitografia
  • Ente Responsabile
  • Fondazione Torino Musei